il Caffè di Meliadò

4 maggio 2013

Cafiero De Raho: manifestazioni legalitarie? Senza politici, grazie!

Reggio Calabria? Secondo il neoprocuratore RNT e De Rahodella Repubblica Federico Cafiero De Raho, «sta compiendo importanti passi avanti», ma complessivamente «è come la Casal Di Principe di 20 anni fa».

Una valutazione a dir poco tranchant, per la Città metropolitana dello Stretto. Ma che l’alto magistrato non getta lì a caso. Anzi.

Nel corso dell’incontro tenuto insieme al presidente del Tribunale reggino Luciano Gerardis con gli attivisti del movimento Reggio Non Tace, quest’uomo dal carattere mite s’è dimostrato una vera fucina di considerazioni e di aneddoti.

«In certi ristoranti reggini, se entra un magistrato c’è “movimento”: si nota sùbito, e magari poi vengono a dirti con malcelato imbarazzo “è tutto prenotato”. A me è capitato personalmente», ha rivelato il procuratore capo di Reggio Calabria nel corso dell’incontro, un batti-e-ribatti di domande (spesso articolate e impegnative) e risposte col pubblico in sala, all’auditorium “Don Orione” della parrocchia di Sant’Antonio. (more…)

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16 luglio 2012

Intervista al direttore di “Pubblico”, Luca Telese (2) – “Col ‘papello’, al ‘Fatto’ hanno rotto… Grillo? Uno di destra”

(segue)

Perché è stato così duro il divorzio dal Fatto quotidiano? Hai pagato la presenza di troppe personalità forti nello stesso “pollaio”?

«Primariamente, c’è una questione di contenuti. Qualcuno agli amici del Fatto dovrà spiegarglielo: ci siamo fracassati i coglioni di vedere per mesi in prima pagina tutti i dettagli sul “papello” della trattativa Stato-mafia mentre il Paese sprofonda nel baratro… e poi, mica è il Watergate! A noi, ad esempio, interessa un’altra cosa: il licenziamento di due dipendenti statali su dieci… E poi, al Fatto quotidiano in concreto avevano sposato un concetto: contro la politica, idolatrare Beppe Grillo ed esaltare l’antipolitica di Cinquestelle. Un movimento antipolitico già segnato da una contraddizione, visto quanto sta accadendo tra il vertice e i luoghi in cui i “grillini” stanno amministrando; un movimento carismatico e dispotico.

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11 luglio 2012

I Forconi tra sottovalutazione, Casta, traghetti e botte da orbi

«Politici di m…, fino a quando abuserete ancora della nostra pazienza?».

Già nel loro volantino, diffuso agli imbarcaderi dei ferry-boat di Villa San Giovanni, i “forconi” sono chiarissimi: siamo tornati, ci siamo stufati della politica sterile di sempre e vogliamo risposte.

Sono giorni che il “Movimento dei forconi”, dopo un ampio tour sulle sponde siciliane, è sbarcato nuovamente in Calabria, proprio nella località-simbolo del traghettamento fra un lato e l’altro dello Stretto: Villa San Giovanni.

Lì sono accampati coi loro Tir e autoarticolati camionisti siciliani, calabresi e di altre zone del Paese, uniti nella protesta antitasse e in certa misura antiStato, con tanto di gazebo e volantinaggio per sensibilizzare residenti, turisti, passanti verso la loro “causa”. Il tutto dovrebbe concludersi dopodomani, venerdì 13, almeno quanto al territorio villese.

“Forconi” che peraltro, stando a sentire le loro lamentele, debbono combattere con un nemico pervicace e insidioso almeno quanto i “negatori di Democrazia” che siedono in Parlamento e al Governo: la sottovalutazione da parte un po’ di tutti gli organi di stampa, che anche nel gennaio scorso ci misero molto molto più del dovuto a intuire la consistenza e la serietà delle intenzioni (ma soprattutto dei possibili danni per l’economia del Paese) legate al seguitissimo movimento dei Forconi….

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17 maggio 2012

Intervista a Leonardo “Dodo” Boriani, direttore del Vostro.it / 3 – “Il Movimento Cinquestelle e Beppe Grillo mi ricordano tanto la Lega e il Senatùr…”

(segue)

Ma a proposito di politica. Lega Nord e Movimento Cinquestelle, secondo vari analisti e protagonisti della vita politica, hanno qualcosa in comune. E non solo il “vento della protesta”…

«La Lega ha uno zoccolo durissimo e l’ha espresso chiaramente alle ultime Amministrative in cui ha perso ma, passami il paradosso, ha “resistito”… Quello è lo zoccolo duro su cui ricostruire tutto. Non va dimenticato che la Lega Nord nasceva, vent’anni fa, come grande movimento di protesta e si faceva portavoce di un anelito di libertà, di una rivoluzione culturale, strategica, storica… tutto quel terreno abbandonato dal Carroccio in questi ultimi mesi, è stato occupato. Non a caso, proprio negli ultimi periodi di campagna elettorale Beppe Grillo ha ripreso slogan che hanno molto del leghismo d’antan, dei primi periodi».

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16 settembre 2010

Il Pd senza Prodi è come Radio Italia…. “solo grandi (in)successi”

Chissà perché, il Pd, almeno nella sua versione senza il bipremier Romano Prodi, pare specializzato – un po’ come recitava il vecchio claim di Radio Italia – nel generare “solo grandi (in)successi”. E’ così che è arrivato, assolutamente atteso e perfino un po’ scontato, non l’annuncio che Walter Veltroni si ritirerà definitivamente in Africa – possibilmente, senza una cazzo di linea Adsl attraverso la quale infestare gli altri continenti in modo sistematico col suo ennesimo libro – bensì, preciso e noioso come un metronomo che segna il ritmo dei quattro quarti, l’annuncio che, insieme a due ex ppi de ferooo come Beppe Fioroni e l’ex vicerutelli Paolo Gentiloni, è in costruzione un imprecisato Movimento.

Amici di questo blog, è davvero difficile dire quale utilità potrà mai avere l’ennesimo movimentucolo revanscista (difficile dimenticare che Veltroni è stato segretario nazionale del Pd nella sua fase fondativa e peraltro litigiosissima, possibile contendente per la premiership mai arrivato a giocarsela davvero e tante altre cose). La cosa sicura è cosa servirà a cancellare: anche l’ombra di un centrosinistra competitivo che abbia al centro un Partito democratico a vocazione maggioritaria.

Il bello è che lo stesso big Walter sostiene che il neoMovimento <non sarà una corrente> e che, peraltro, resterà saldamente all’interno dei Democratici.

….Sarà.

Ma l’outsourcing a vario titolo di big come Rutelli e Veltroni, rispetto al futuro del Pd appare un verdetto più definitivo di un certificato di morte.

25 aprile 2010

Sanità: assessore regionale o commissario?

In Calabria uno dei fronti di maggior dibattito regionale è attualmente l’assetto futuro prossimo della Sanità.

…E ci mancherebbe che non fosse così!, viste le decine di miliardi di euro preda dei rapaci più vergognosi, specie negli ultimi tempi… Adesso, da un lato il neoPresidente della Giunta regionale Peppe Scopelliti ha chiesto un urgente <gesto di responsabilità> (leggi: dimissioni) a tutti i top manager delle varie Asp e Aziende ospedaliere (ma a Cosenza un ‘nemico pubblico numero 1’ come il dg dell’Asp cosentina Franco Petramala, già candidato alle Amministrative col centrosinistra, non si poteva lasciare al proprio posto e dunque è stato cacciato di già). Dall’altro, pochi giorni fa ha annunciato – guardandosi bene dal farlo in campagna elettorale, eh – che chiederà lui stesso al governo Berlusconi di commissariare il comparto-chiave della società e della politica calabrese.

Sarà un atteggiamento adeguato? Sarà commissariando (tra l’altro, pochissimo tempo dopo un voto che, qualsiasi decisione si prendesse, la vedrebbe stra-stra-legittimata da uno ‘tsunami’ elettorale) che si potranno affrontare in maniera più proficua e diretta gli annosi problemi della Sanità calabra? Qualche dubbio è lecito; ma Scopelliti, proprio in quest’ottica, ha trattenuto anche questa delega (attenzione all’ “anche”: le deleghe fin qui non assegnate sono numerosissime e, in alcuni casi, anche molto delicate e onerose).

Per dire, secondo un “vecchio saggio” come il leader del movimento “Diritti civili” Franco Corbelli – uno diventato famoso in tutt’Italia (anche) grazie a strepitose e strepitanti battaglie intorno a eclatanti casi di malasanità -, in realtà <quello che occorre è un nuovo assessore alla sanità, competente, che non risponde a logiche di partito e di corrente, ma che operi solo per tutelare i diritti dei cittadini e dei pazienti>. Ovvero, <un assessore che nomini direttori generali capaci e vada negli ospedali a rendersi conto dei problemi, che incontri il personale medico e paramedico, gli stessi malati, per capire quali sono le esigenze, le emergenze, le priorità da affrontare subito…>.

Chi non vive né opera in Calabria potrà pensare: ma stiamo parlando di cose del tutto normali, l’abc dell’apprendista-stregone della Sanità. Eh no…, qui stiamo parlando di cose rare, come rare nel segmento sono state anche persone che fossero competenti, oneste o (addirittura!) entrambe le cose contemporaneamente (……..sarà il caso di ricordare che secondo atti giudiziari c’è stato qualche dirigente medico arrivato al punto da far cambiare lo stato dei luoghi, dentro una sala operatoria, dopo un intervento conclusosi con la morte del paziente?)

Non per nulla il ‘saggio’ Corbelli ammicca al nodo vero: <Questa è la svolta vera, reale, che si aspettano i calabresi>. Perché sa bene come il quadro sia che <pazienti aspettano mesi prima di essere sottoposti ad un esame negli ospedali. Nei nosocomi, anche quelli importanti regionali, si rompono le macchine per esami importanti che non vengono riparate e sostituite e i malati aspettano da settimane, in un lettino, addirittura nei corridoi, prima di essere sottoposti a test importanti e delicati>.

Forse non servono Superman. Forse serve ‘solo’ un pizzico di sana normalità… sarebbe già tantissimo.

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