il Caffè di Meliadò

20 aprile 2014

Auguri di Buona Pasqua. Con la “Passione” del direttore Luciano Regolo e “L’Ora della Calabria”

Carissimi tutti,
i pibregantiniù cari e sinceri auguri di un’ottima, felice Pasqua.

Le meditazioni dell’ex vescovo della diocesi Locri-Gerace monsignor Giancarlo Maria Bregantini ci hanno – spero! – portato a pensare di più e meglio alla singolarità nefasta di un mondo avido ed egoista, che se ne sbatte altamente degli ultimi. Quel mondo che porta «la croce pesante del mondo del lavoro, l’ingiustizia posta sulle spalle dei lavoratori»…

Ma noi, come da etimologia della parola “Pasqua” (= passaggio…), siamo di passaggio su questo mondo. Di ricchezze, agi, prebende e onori rimarrà, al massimo, un po’ di polvere.

…Per evitare

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23 marzo 2014

Ecco come ci fa perdere i nervi (…e tempo) l’ennesimo giochino di Facebook

Un giochino semplice, ma che sta facendo uscire pazza la Rete…

Non vi è ancòra capitato, girellando su Facebook, di vedere uno status come “Quest’anno mi sposo”?  …Pura casualità.

In realtà, sono tantissimi, in questi giorni, gli status Fb di questo tipo e non perché si sia improvvisamente registrato un boom di progetti nuziali ma semplicemente perché, dopo i “celebrati” precedenti relativi al reggiseno o ai viaggi  («Andrò in Messico per 21 mesi» etc. etc.) collegati alla sensibilizzazione sul cancro al seno, adesso il “giochino social” è tornato.

Più agguerrito di prima.

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17 settembre 2013

Insulti via Facebook? “Lettera aperta” all’arcivescovo della diocesi Reggio Calabria-Bova, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini

Filed under: la missiva — mariomeliado @ 05:32
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Sono rimasto colpito dalla disputa che s’è accesa, inopinatamente, sullo status Facebook dell’amico e collega giornalista Peppe Baldessarro a proposito delle recenti esternazioni del neoarcivescovo della diocesi Reggio Calabria – Bova, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini.

Dico sùbito che non sono affatto d’accordo nell’uso del termine “cesso” nei confronti del nuovo arcivescovo reggino (com’è stato apostrofato su tale pagina del popolare social network). Come non sarei d’accordo a rivolgere quest’epiteto a un rabbino o a un imam, a un altro giornalista o a un politico o a un operaio o a un insegnante.
Il termine è forte, io quest’insulto non lo userei “e basta”.
E a maggior ragione non lo userei – quale che sia il motivo – nei confronti di una qualsiasi autorità religiosa, perché a mio avviso (e secondo autorevoli giuristi) nel rispetto verso l’altrui libertà di culto è incluso il rispetto dei simboli, dei riti e dei sacerdoti di qualsiasi credo.

…Ora però entriamo “nel vivo” della questione.
Tutto nasce da quanto asserito da monsignor Fiorini Morosini in relazione a quanto accaduto a don Nuccio Cannizzaro, che come qualcuno dei lettori di questo blog saprà è stato rinviato a giudizio con l’accusa d’aver dichiarato il falso (ma al riguardo rinvio senz’altro al pezzo scritto per Lettera43.it).
Il neoarcivescovo di Reggio Calabria, nelle ore immediatamente successive al suo insediamento del 9 settembre scorso, aveva detto: «Un mafioso non è tale fino all’ultimo grado di giudizio, ma anche dopo è bene fare molta attenzione nel giudicare». Un riferimento chiaro anche alla vicenda di don Nuccio, che poi ha causato l’aspro commento di Baldessarro: «Io invece non sono garantista, dunque per me questo vescovo è un cesso, e per dirlo, oltre che pensarlo, non ho bisogno di attendere alcuna sentenza».

Ora, se avete letto il testo linkato, la “sfida” che ha davanti Fiorini Morosini è (fra le altre) proprio quella di “comunicare” una Chiesa più nettamente in contrasto coi frutti avvelenati della criminalità organizzata, non soltanto con un po’ di belle parole ma coi fatti.
Il problema nasce quando l’arcivescovo reggino risponde con una frase a nostro parere inconcludente.

“La responsabilità penale è personale”, “si è innocenti fino a prova contraria”, “si è innocenti fino alla condanna definitiva, cioè quella che arriva col terzo grado di giudizio” sono infatti nozioni base del diritto, all’università vengono studiate al primo anno di Giurisprudenza.
…ma che c’entra questo col modo in cui la Chiesa, e la Chiesa di una città “di frontiera” come Reggio Calabria in particolare, deve affrontare gli scogli della ‘ndrangheta?

Se la Chiesa e le sue varie terminazioni locali ritenesse infatti di uniformarsi all’idea che dopo la condanna definitiva si è colpevoli, non farebbe altro che recepire un principio cardine dell’ordinamento giuridico italiano. Con tutto il rispetto – anche alla luce del principio “libera Chiesa in libero Stato” -, se pure la Chiesa cattolica fosse contraria, per la legge italiana un condannato con sentenza irrevocabile rimarrebbe un “colpevole”.

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20 luglio 2013

Il delirio xenofobo passa una volta ancòra dai social network

«Andatevene a fanazionalistitalianinculo, voi razzisti di merda e le minkiate colossali che dite. Mi vergogno d’appartenere alla vostra stessa nazionalità». Lei è bella, si chiama Stefania (cancellato il cognome) e, in uno status “pescato” da Facebook, appare accanto a un ragazzo di colore e si lascia andare a questo severo commento probabilmente in relazione ad altri contenuti “avvistati” sul social network.

Una “colpa” immediatamente ripagata con moneta sonante su una pagina Fb che sprizza il più becero razzismo da tutti i pori: “Nazionalisti italiani”.

«Lei è un esempio, viaggia per farsi fottere dagli africani», è l’elegante didascalia che si può leggere sotto la foto. Un commento che ha riscosso il gradimento di 368 persone all’una di stanotte e decine e decine di commenti xenofobi contrassegnati dalla più squallida asprezza verbale.

«Sta troiaccia di merda! – commenta “Marius Anonimo” -. Non  sei tu a vergognarti, ma noi italiani e l’Italia intera a vergognarsi d’avere una mancata negra tra noi». In molti (Gianluca Gennari, Alessandra Blanzieri, “Urkan Il Nero” e tanti altri) si lasciano andare a sobri commenti del tipo: «Puttana!» o «Ma chi è ‘sta cogliona?». Altri violentissimi commenti: «Donna-wc», chiosa Valerio Arroganza.

Molto gettonato il commento di Carlo Mattana: «Ma la vorrei sentire dopo che il negro l’avrà venduta per due cammelli al primo che passa! O le avrà staccato la testa perché ha abbracciato un vecchio amico!».

Xenofobia per xenofobia, Loris Cingolani si lascia andare a un’altra prova di strabiliante eleganza: «Sicuramente sarà ebrea». Mentre Torri Goffredo tenta lo sfottò a sfondo sessuale: «Aprite la mente dice!!!, lei apre le gambe ed è intelligentissima», scrive Torri Goffredo.

Non mancano i commenti che incitano apertamente alla violenza o ad atti autolesionistici, spesso anche da navigatrici del web: «Sparatiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!», scrive Stefania Ele Zanol. «Un colpo di pistola… amen troia di Arcore», è l’assurda istigazione di Morra Moreno Ducoli. Non è da meno, quanto a violenza verbale, Thomas Duca: «Non dovevate togliergli il cognome – recitano gli insulti in un italiano stentato -, devo fare un bel discorsetto a questa troia».  «Bei tempi quelli dei squadroni della morte!!!», fa eco quanto ad accenti nazifascisti e ad analfabetismo di ritorno Federico Calvarese. E poi molte altre frasi agghiaccianti, non ultima: «Tanto, morirà di Aids… spero presto» (Gian Paolo Mariani).

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12 agosto 2012

Cherubino e la “premonizione”

Filed under: spigolature — mariomeliado @ 19:25
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Spigolature molto particolari, a vagliare la più recente vicenda giudiziaria del politico sidernese Cosimo Cherubino.

L’ex vicepresidente del Consiglio regionale per la coalizione di maggioranza ebbe l’incarico nella scorsa consiliatura regionale, sempre in quota al centrosinistra, dopo l’uccisione da parte della ‘ndrangheta – a Locri, il 16 ottobre del 2005, 6 mesi dopo le Regionali che videro trionfare il piddino Agazio Loiero – del predecessore Franco Fortugno.

Una coincidenza peculiare, forse.

Ma è guardando il profilo facebook dell’ex capogruppo del Partito socialista a Palazzo Campanella, che vengono in mente punti interrogativi e qualche sorriso amaro.

Solo poche settimane prima del suo arresto – avvenuto il 21 maggio scorso -, infatti, Cherubino s’era curiosamente iscritto alla pagina Errori giudiziari presente e seguitissima sul social network più famoso: singolare coincidenza o premonizione circa il suo imminente coinvolgimento in una nuova vicenda di cronaca, dopo quella che, anni prima, l’aveva portato a lungo a un periodo di carcerazione preventiva poi non seguita da alcuna condanna?

18 Mag 2012

Facebook in Borsa, cioè: la realtà virtuale vale un sacco di soldi (reali)

Ha raccolto 12,6 miliardi di euro (16 miliardi di dollari) sul mercato ed è pronto a debuttare in Borsa. Accadrà a minuti.

Parliamo di Facebook, uno dei fenomeni planetari più eclatanti di ogni tempo e largamente il social network più famoso e popolare: il suo fondatore Mark Zuckerberg (foto) sarà molto molto felice di questo lancio nel Pianeta Delle Azioni.

Wall Street ha già trovato il “posto” giusto per la quotazione-debutto: ovviamente il Nasdaq, il listino dei “tecnologici”. Con un prezzo unitario di 38 dollari ad azione, il capitale di Fb verrebbe dato a 104 miliardi di dollari, cioè 82 miliardi di euro; in questo modo, la megaholding delle “amicizie virtuali” verrebbe travolta da una valanga di denaro (reale), vedendosi quantificare il proprio valore cento volte oltre gli utili effettivi; ma in queste ultime ore non manca chi ritiene che possa essere quotato a 40, fors’anche 50 dollari ad azione, in questo modo andando pure ben oltre questa già pazzesca “bolla” (che, lamentano i critici, sconterà poi una difficile monetizzazione del valore teorico, visto soprattutto che il traffico indirizzato a Facebook inevitabilmente sta virando da workstation tradizionali e laptop verso telefonini e tablet; periferiche su cui la pubblicità è meno appetibile).

20 luglio 2009

Il Pd e i suoi mille guai. Prendiamone “uno”…… Mario Meliadò intervista Mario Adinolfi, candidato alla segreteria nazionale (1)

E’ andata, allora. Stai appena per avere la presentazione milanese della tua mozione, domani la direzione nazionale del Pd… Sarai un “outsider”, ma sei più in corsa che mai.UNO - Adinolfi Mario

<Siamo solo all’inizio della corsa, che nel mio caso è partita il 24 giugno a Muratella, 15° Municipio di Roma. Il primo mese di questa corsa è andato molto bene, nelle città in cui vado trovo sempre più gente… buon segno per i tre mesi che abbiamo ancora davanti>. 

La tua mozione “wiki”, almeno sul web, farà storia. E’ una provocazione? E’ una cosa seria? Pensi che “il popolo delle Serracchiani” la capirà, contribuirà ad aggiornarla…?

<Intanto, è una cosa seria: la pubblico su “Europa” e la porto in Direzione nazionale, parte dal presupposto di mettere nero su bianco delle idee e cercare la condivisione e il confronto con le idee di chi vuol fare crescere il partito. “Il popolo delle Serracchiani”? …Sì, spero che contribuirà a dare corpo a questa mozione “in progress”. E comunque, le cose si fanno quando è giusto farle: io sono partito lo stesso, adesso andiamo avanti, anche senza il sostegno dei media>.

…Dei media tradizionali!, perché in realtà sui new media, sui social network tu punti moltissimo in termini di penetrazione: di nicchia, ma anche generazionale, direi…

<Sì, questo è vero: la marginalizzazione concerne i media tradizionali. Con la Rete è diverso, spero sia molto diverso>.

(UNO – continua)

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