il Caffè di Meliadò

20 febbraio 2013

Pink Politics / 2 – Giusy Vincelli (3L): è il momento di proporsi per una classe dirigente nuova. E “rosa”

Il centrodestra ha una peculiarità al suo interno: la lista di Giulio Tremonti. Ministro del Tesoro pidiellino dell’era Berlusconi, eppure adesso (pseudo?)candidato premier della Lega Nord, in contrapposizione a quello del Pdl che sarebbe Angelino Alfano; provetto liberal, in una coalizione che (come le altre) no3ln ha rifuggito invece dall’alimentare la fornace della spesa pubblica… E la Lista Lavoro Libertà (che proprio per questo motivo fin dal suo esordio è stata soprannominata “le 3 L“, come da logo) vanta poi un’ulteriore peculiarità: due simboli, uno al Nord – dove il Carroccio fa bella mostra di sé, in termini di simbolo e in quanto esprime la maggior parte dei candidati – e uno più “neutro” nel Mezzogiorno, mentre nel Centro Italia la lista include candidati d’espressione mista.

Fra le liste per Palazzo Madama nella circoscrizione elettorale calabrese, in posizione numero 9 c’è una vibonese di nascita e reggina (anzi, villese) d’adozione: Giusy Vincelli, 40 anni il 12 novembre scorso, dunque senz’altro fra le candidate più giovani dell’intero Paese nella corsa per il laticlavio. Si tratta sicuramente di un posizionamento che, alla luce del Porcellum, praticamente non le consegna aVincelli BNlcuna speranza d’elezione, ma più che altro chances d’irrobustire passione politica ed esperienza in un modo che la vede orgogliosamente neofita.

Raggiungiamo la Vincelli nella struttura ricettiva che, qualche ora dopo, vedrà la presentazione dei candidati a Camera e Senato appunto per 3L. Come nel post precedente sulla stessa tematica – le pink politics, le politiche “rosa” che cercano di costruire e impiantare le donne impegnate direttamente in questa tornata elettorale -, conserviamo nell’elaborazione di quest’intervista il “tu” informale della conversazione…

La prima domanda riguarda i tuoi dati anagrafici. Vincelli, in Calabria e specialmente a Reggio Calabria, se si fa politica, è un cognome “pesante” da portare…

«Già. Ma il compianto senatore dc Nello Vincelli non era mio parente… Io sono di radici vibonesi, peraltro; e tuttavia mio padre, per la stima verso il parlamentare e incuriosito dall’omonimia, ebbe anche modo di conoscerlo di persona. Per una fatalità della vita, tra l’altro, prima di trasferirmi a Villa San Giovanni ho avuto modo d’abitare proprio a Catona, il quartiere della periferia Nord di Reggio in cui stava l’ex sottosegretario ai Trasporti. In ogni caso ho anche una cugina, Annamaria Vincelli, che ha avuto esperienze politiche in passato, ma alquanto diverse dalle mie».

Studi artistici. Perfezionamento degli studi in pubbliche relazioni. Docente di discipline bionaturali, consulente dell’antistress… E cosa porta avanti, in politica, del liberismo di Giulio Tremonti?

«Intanto, mi spiace che il ministro non sia potuto venire anche a Reggio, in campagna elettorale, a esporre personalmente le proprie idee. Naturalmente, la base per tutti noi sta nel Manifesto di Lista Lavoro e Libertà. A me, poi, pare che la questione numero 1 sia coniugare in modo efficace Stato e bene comune, puntando forte sull’iniziativa privata. Certo però serve che si diano una gran mossa le banche: io stessa, nell’avviare una mia impresa, mi sono scontrata con un vero e proprio muro creditizio». E Giusy stringe forte la cartelletta con un enorme mazzo d’appunti. Che le serviranno, ma forse neanche più di tanto, nel finale di una campagna elettorale sicuramente depotenziata dall’interesse mediatico concentrato sui leader e su alcuni (neanche tutti) dei candidati in “posizione utile” nelle varie circoscrizioni elettorali regionali, certo praticamente deprivata di seri contenuti programmatici sull’altare non si sa bene di cosa.

A proposito di contesa elettorale: più difficile, per una giovane donna come te?

«Diciamo questo: oggi, è dura. In Calabria, forse, anche di più. Io spero che il Paese attraverso il voto, ma più in genere attraverso il coinvolgimento del genere femminile nella sua classe dirigente riesca a guidare il cambiamento di mentalità. Però voglio aggiungere che la gente è profondamente scottata da tante esperienze precedenti, dalle mille promesse mai rispettate; quindi la difficoltà non è solamente un problema di genere, è dovuta anche a una sorta di refrattarietà, d’indifferenza a qualsiasi tipo di proposta politica, che oggi in generale non viene riconosciuta credibile. Se non nelle forme di una protesta radicale, estrema».

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31 ottobre 2012

Spending review: ultime settimane d’agonia per le Province di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone

Salvi improbabili colpi di scena o non meno ardui successi in chiave giudiziaria davanti alla magistratura amministrativa, siamo alle ultime settimane di vita per tre Province calabresi: parliamo di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone (nella foto, il Palazzo della Provincia della città pitagorica).

E’ quanto appena sancito dal Governo centrale nel decreto legge di riforma delle Province: lo stesso ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi ha “lanciato” la notizia dell’approvazione del provvedimento, in modo consono alla modernità del Governo tecnico in sella, attraverso un tweet su uno dei social network più diffusi, Twitter.

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7 luglio 2012

Il mancato “scippo” del tartufo di Pizzo. Una battaglia giornalistica costringe il colosso del gelato alle pubbliche scuse

Una nostra piccola ma significativa vittoria, all’insegna della tipicità….

Nei giorni scorsi, era accaduta una cosa alquanto bizzarra (e ingiusta). Un colosso della gelateria industriale italiana, l’Antica Gelateria del Corso, aveva lanciato la notizia – immediatamente ripresa da svariati mass media, in particolare su Internet – del trentennale del tartufo gelato, che sarebbe stato «inventato da un gelataio di Parma». Senonché, in Calabria tutti sanno (e lo sanno anche migliaia di turisti che annualmente vengono in visita nel Vibonese, e non solo) che il tartufo gelato è originario di Pizzo Calabro e non per niente – da molto più tempo di tre decenni  – si parla di “tartufo di Pizzo”.

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5 Mag 2010

Dardi avvelenati nel Pd

Il segretario calabrese dell’Udc Franco Talarico è appena stato eletto presidente del Consiglio regionale coi voti della maggioranza di centrodestra (più due dell’opposizione non meglio precisati, per la verità…). Insieme al politico lametino, eletti i vicepresidenti dell’Assemblea Sandro Nicolò (Pdl) e Pierino Amato (Pd) e i consiglieri-questori Gianni Nucera (Pdl) e Francesco Sulla (Pd).

La giornata però rimarrà impressa nell’agenda della politica più che altro per la frattura tremenda – francamente nell’aria già da molto tempo, ma in queste ore ‘finalmente’ formalizzata – all’interno del Partito democratico: i gruppi consiliari d’area, a Palazzo Campanella, saranno non uno ma due, quello ‘ufficiale’ piddino e quello di Autonomia e Diritti.

Quest’ultima scelta si rivela – almeno agli occhi dei neofiti della politica… – per più versi criptica: i “loieriani” (sono i 4 eletti della lista-bandiera che sorse attorno, per volontà e su impulso del presidente uscente Agazio Loiero) decidono infatti di adottare un comportamento del tutto differente da quello, almeno pubblicamente, adottato dal loro stesso (ex?) conducatòr.

La linea è: ci piacerebbe poter stare dentro un gruppo unico del Pd, ma “non possiamo” per “rispetto” dei 75mila calabresi che hanno votato Autonomia e Diritti anziché Pd, un <simbolo neutro>, consegnando all’Assemblea ben 4 consiglieri regionali. E aggiunge Ottavio Bruni (già fedelissimo di Loiero da Presidente della Provincia di Vibo Valentia; nel Pdm; quale parlamentare ‘in pectore’ salvo poi non essere candidato per la ‘fronda’ antiloieriana, infine quale capogabinetto del Governatore uscente negli ultimi mesi della consiliatura precedente…): <La vera amarezza per me sarebbe non poter più condividere scelte e percorsi con Loiero… Speriamo di poter percorrere insieme un altro tratto di strada: ma questo dipende da lui, non da me>.

Dire che frasi del genere preludono a un allontanamento dal Partito democratico alla velocità della luce è ancora poco. Gli scismi sono dietro l’angolo… e la cosa più incredibile è che – a dispetto d’incavolature ‘di facciata’ – che l’ex ministro in realtà ne sia artefice o almeno fomentatore è più che un sospetto. Resta un dato, sottolineato con grande tristezza giusto 48 ore dall’ex vice di Loiero in Giunta regionale, Nicola Adamo: a tutt’oggi, l’errore vero (al di là della nettissima sconfitta elettorale) per il Pd pare l’aver accettato che alla platea di cittadini-elettori fossero presentati, in quota piddina, anche altri simboli (c’è chi, nel conto, piazza anche la ‘professorale’ Slega la Calabria) sapendo molto molto bene quale fosse il rischio finale. Puntualmente diventato realtà, anzi: politica tribale.

26 aprile 2010

Il post-Scopelliti / Al Comune di Reggio, Fds vuole un uomo di Sinistra

In pochi potevano pensare che il centrosinistra calabrese si sarebbe riuscito a rialzare rapidamente dalle ‘macerie’ del 28 e 29 marzo. Il punto, adesso, sta nelle dirompenti dichiarazioni della Federazione della sinistra

Stamattina, il segretario calabrese di Rifondazione comunista e riconfermato consigliere regionale Nino De Gaetano (già assessore regionale al Lavoro e presidente della Commissione antimafia dell’Ente) e l’altro consigliere a Palazzo Campanella, il cosentino – sempre estrazione prc – Ferdinando Aiello, hanno presentato il gruppo consiliare fds alla Regione (che sarà guidato proprio dal reggino De Gaetano).

Be’, c’è una novità. E anche importante.

Che Fds, contenta d’essere sopravvissuta allo ‘tsunami’ elettorale Scopelliti e forse leggermente immemore di dovere i suoi due seggi da un lato alla prestazione-da-record proprio di Nino De Gaetano, 8mila voti e passa da solo!, dall’altro d’essersi ‘salvata’ grazie a uno smunto 0,03% (ha infatti incassato il 4,03% dei consensi: 300 suffragi in meno, e in Assemblea non sarebbe giunto neppure un eletto della Federazione della sinistra), a salvaguardare l’eventualmente residua unità del centrosinistra non ci pensa proprio…

Così, il segretario calabrese dei rifondatori e “uomo” forte di Fds in Calabria (a dispetto della giovanissima età) De Gaetano ha tirato fuori un triplice annuncio in grado di scuotere vari Palazzi e partiti… Il primo è che nel 2011 in varie roccheforti del centrosinistra dove l’Eletto è un uomo del Partito democratico, il sostegno di Fds non ci sarà: è sicuramente il caso di Cosenza, dove all’attuale sindaco Salvatore Perugini viene contestato il mancato coinvolgimento della Sinistra radicale nel suo progetto di governo della città (come pure i suoi sterminati rimpasti), ma par di capire che potrebbe accadere qualcosa di perfettamente analogo nella Crotone in cui Peppino Vallone – non eletto in Consiglio regionale per un soffio… – rovesciò il banco, conquistando il 77,8% dei consensi senza coinvolgere però Prc e Pdci nel governo della cosa pubblica, a dispetto dei loro due consiglieri (Giancarlo Sitra dei Comunisti italiani, nello specifico, presiede dall’inizio-consiliatura l’Assemblea cittadina pitagorica; epperò, ‘dettaglio’ da non sottovalutare, solo un mesetto fa è passato al Partito democratico).

La seconda questione è che alla Provincia di Reggio Calabria, invece, Fds è prontissima a sostenere la ricandidatura dell’uscente Pino Morabito, per lunghi anni alla guida del Consiglio dell’ordine degli avvocati (e, se è per questo, ‘storico’ consulente giuridico del Consiglio regionale negli anni in cui l’orgnao è stato guidato da Peppe Bova, collega di Pd e di corrente, naturalmente ‘A testa alta’), che da poco ha fatto sapere ‘a testate giornalistiche unificate’ di volersi riproporre. Si tratta peraltro di uno degli uscenti più discussi in casa dèmocrat: non è mancato chi ha placidamente accusato Morabito di non aver dato la ‘linfa’ giusta in termini di proselitismo elettorale alle ultime Regionali, ma già prima c’era stato un netto ‘distinguo’ del presidente della Provincia rispetto a chi ancòra s’identifica come pasdaràn dei Bova-boys.  Per tacere dell’ultimo motivo di dissidio: la chiara mancanza di volontà di ‘Pinone’ Morabito di ‘recuperare’ nella sua Giunta l’ex dirigente cigiellina Liliana Frascà, nella consiliatura regionale appena terminata prima presidente della Sesta Commissione e poi assessore al Personale, sacrificatasi non ricandidandosi a Palazzo Campanella in sostanza per evitare che la sua discesa in campo potesse drenare voti alla candidatura forte dello stesso  Peppe Bova (peraltro solo secondo, in termini di preferenze, sui 2 eletti piddini nella circoscrizione provinciale di Reggio): <Un eventuale nuovo assessore provinciale sarà sicuramente un interno, un consigliere provinciale eletto>, ha fatto sapere il Presidente-con-la-pipa… un ‘segnale’ inequivocabile non d’insubordinazione, ma certamente di non-subordinazione sì. E sulla conferma della fiducia a Morabito, De Gaetano (e così il collega di Rifondazione comunista Santo Gioffrè, che siede nella giunta Morabito con la delega alla Cultura, oltre a essere ben noto su scala nazionale per lo screenplay della fiction tv Artemisia Sanchez, tratta dal romanzo del politico di Seminara) ha pure puntualizzato che andrebbe caratterizzato come supporto all’uscente, a lui in persona <e non a un eventuale candidato diverso tirato fuori dal ‘cilindro’ del Partito democratico>. Un modo come un altro per far sapere che, dopo la dèbacle alle Regionali, anche in casa piddina il tempo dei giochini è scaduto.

Ultima questione: se però (ri)aspirante alla Presidenza della Provincia sarà confermato Pino Morabito, in sella – in termini di nomination nel centrosinistra – ci sarà pur sempre un alto dirigente del Partito democratico…  Le conclusioni son presto tirate: la Sinistra radicale rivendica per sé, in tal caso, il pieno diritto d’esprimere il candidato alla carica di sindaco di Reggio Calabria (<Può anche non essere un uomo di Fds, ma certamente dovrà essere un candidato della Sinistra>, ha precisato il segretario regionale del Prc, a chiarire che in tal caso il Pd non dovrebbe neanche porre in discussione la possibilità di esprimere sia il candidato al Comune sia quello alla Provincia, come fece peraltro al ‘giro’ precedente con lo stesso Morabito e, per Palazzo San Giorgio, con l’ex assessore regionale Demetrio Naccari Carlizzi; uno ‘stop’ efficace, al tempo stesso, verso eventuali aspirazioni di Italia dei valori e, in caso d’estensione dell’alleanza elettorale negli Enti locali, anche di altri centristi come l’Udc).

Tutto questo accade anche perché l’uscita da un doppio-mandato è solitamente una chicane da Valentino Rossi: solo i più bravi, in termini di rappresentanza periferica delle coalizioni, restano in sella…

Basterà dare uno sguardo a quanto accaduto negli ultimi anni.

Comune di Catanzaro: uscente Sergio Abramo (cdx), entrante Rosario Olivo (csx)

Comune di Crotone: uscente Pasquale Senatore (cdx), entrante Peppino Vallone (csx)

Comune di Reggio Calabria: uscente (perché prematuramente scomparso) Italo Falcomatà (csx), entrante Peppe Scopelliti (cdx)

E altri esempi ancora si potrebbero fare… ma non ne manca qualcuno nell’altro verso. Per esempio, alla Provincia di Catanzaro Michele Traversa ha solo ‘passato il testimone’ a Wanda Ferro, sempre del centrodestra, dopo il suo duplice mandato presidenziale. E malgrado mille polemiche e sconquassi, Cosenza ‘la rossa’ non è caduta neppure dopo la morte del ‘leone’ Giacomo Mancini (altri sindaci sono stati Eva Catizone, ‘impallinata’ dalla sua stessa maggioranza dopo una breve stagione e l’attuale uscente Perugini, sempre di centrosinistra, neanche impensierito da un altro Giacomo Mancini: il nipote dell’ex segretario nazionale del Psi, già deputato socialista nelle file diessine e oggi potente assessore al Bilancio e alla Programmazione comunitaria della giunta Scopelliti).

12 dicembre 2009

I brividi sulla pelle del popolo di “mamma Natuzza”

….Un salto all’indietro nel tempo di qualche settimana…

così il popolo di “mamma Natuzza” (‘cenacoli’, cioè gruppi di preghiera, inclusi….) dava il suo addio a Natuzza Evolo, la mistica di Paravati morta dopo anni di sofferenze.

13 luglio 2009

Il mio benvenuto

Benvenuti!
…Nuova stagione, nuovo blog…

Nasce così “il Caffè di Meliadò” (nome che riprende dichiaratamente una vecchia rubrica televisiva), il blog del giornalista Mario Meliadò in cui proporrò notizie, commenti, indiscrezioni, interviste, magari anche qualche esclusiva…
Il tutto naturalmente per voi, in attesa – febbrile – delle vostre valutazioni, delle vostre osservazioni (anche e soprattutto quelle critiche).

Grazie allora, e… alla prossima!

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