il Caffè di Meliadò

27 settembre 2012

L’ipoteca di SuperMario: “Un ulteriore impegno dopo le prossime Politiche? Non precludo nulla”

Ha scelto New York, Mario Monti.

Si sapeva benissimo che – prima o poi… – una parola “vera” sull’ipotesi da tanti temuta e da tanti (Grande Centro in testa) agognata, il Monti-bis, l’ex rettore della “Bocconi” l’avrebbe detta.

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23 settembre 2012

Aeroporto dello Stretto, ‘ndrangheta, imprese… e la “Baggìna”, la Lega, i De Stefano…

Filed under: criminalità organizzata,economix,l'inchiesta — mariomeliado @ 08:40

La ‘ndrangheta prende l’aereo. O almeno ci prova…

La Prefettura di Roma ha negato la certificazione antimafia alla ditta Mucciola Piero spa; l’azienda reggina (con sede legale a Roma, dove nel 2006 ha peraltro pure aperto un avamposto operativo), cioè, che s’era aggiudicata l’appalto per la nuova Aerostazione dell’Aeroporto di Reggio Calabria (controvalore, 11 milioni di euro).

Forse superfluo, ma comunque utile dire che la società di gestione dello scalo reggino (la Sogas, presieduta da Carlo Porcino), alla luce dell’interdittiva capitolina, ha immediatamente rescisso il contratto. Ma questo – va detto – già si sapeva almeno dal mese scorso, quando il presidente del Consiglio d’amministrazione anticipò la scelta durante la tappa reggina del forum Sogas 2.0 (che solo 4 giorni fa ha conosciuto la sua tappa messinese).

…Non è una novità assoluta, stando almeno alle inchieste anti-‘ndrangheta degli ultimi anni, l’accostamento dell’azienda e del suo capostipite, appunto il romano Piero Mucciola (che vanta il 60,5% dell’azionariato, mentre il resto è diviso in parti uguali tra i figli Fabio, Roberto e Massimo) a soggetti e ambienti discutibili.

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22 settembre 2012

Il parroco dei diseredati di Londra. Un “prete ribelle” calabrese: don Carmelo Di Giovanni

Un prete ribelle.

Non solo “lo chiamano” così, don Carmelo Di Giovanni, sacerdote dell’ordine dei Padri Pallottini nato a Sangineto, nel Cosentino, 41 anni di vita a Londra e dal ’90 parroco di St. Peter’s, l’Italian Church (chiesa degli italiani) londinese; è anche il titolo del libro che gli ha dedicato, ormai nel 2004, Chiara Genisio.

Tossici, terroristi, baraccati, marginali di tutte le cotte sono il suo pane quotidiano, le sue «pecorelle smarrite». Ma soprattutto lo sono i detenuti, visto che don Carmelo è sopra ogni altra cosa il cappellano cattolico, insomma «il prete delle carceri di Londra», penitenziari durissimi come Pentonville.

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21 settembre 2012

Editoria, leghisti e quel tricolore con cui pulirsi il c…

Il Tricolore? Sempre più, la Lega Nord è convinta che occorra pulircisi il c…, specie quando ci son di mezzo i media.

Nel silenzio generale, infatti, il 16 luglio scorso è stato convertito in legge (legge 103/2012) il decreto-legge del Governo numero 63 del 18 maggio scorso sul riordino dei contributi per l’editoria. Tra le varie previsioni normative (che, ad esempio, spostano con decisione la barra sull’on-line, concedendo  agevolazioni importanti alle testate cartacee che si dematerializzano, passando in via esclusiva sul web), i seguaci di Alberto da Giussano erano riusciti a infilare una modifica pregnante, che non andava certo nella direzione dell’afflato unitario del Paese…

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20 settembre 2012

Un Manifesto che tutti potrebbero firmare (in tempi normali). E che oggi è un drammatico errore

Ci sono almeno due cose tristi, nel guardare al manifesto Reggio rivendica il suo ruolo che in questi giorni i maggiorenti di Reggio Calabria si stanno affrettando a sottoscrivere (e che giusto in queste ore sta comparendo, affisso, sui muri della città), il cui senso ultimo pare essere scongiurare un possibile scioglimento del Comune di Reggio Calabria per infiltrazioni mafiose, al contempo esponendo al pubblico ludibrio chi – politici, attori sociali, giornalisti… – ha ‘osato’ denunciarle.

#1 – la domanda sorge spontanea: dov’era tutta questa forza vitale (?), quando in città sono stati arrestati capibastone del calibro di Pasquale Condello il Supremo e di Giovanni Tegano (vedi foto)? Anziché sentire penosamente i familiari di quest’ultimo definirlo uomo di pace davanti a tante telecamere, il suo arresto – o ancor più quello del Supremo – sarebbero state splendide occasioni per vedere la città antimafiosa prendere nettamente posizione, schierarsi accanto alle forze dell’ordine e contro gli ‘ndranghetisti, assumere quella scelta-di-campo che s’è vista (per esempio) a Palermo quando sono stati catturati Totò Riina o Bernardo ‘zu Binnu Provenzano; ma, se è per questo, anche con la svolta legalitaria Lo Bello/Montante di Confindustria Sicilia (mentre chi svolge un analogo tentativo qui viene sovente lasciato senza un pieno, convinto supporto socioistituzionale).

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19 settembre 2012

Ancòra su Rappoccio. Le tre “sciagure” in arrivo

Tre pessime notizie per il consigliere regionale Antonio Rappoccio.

La prima arriva dalla magistratura reggina e non è – ahilui – uno scoop sconvolgente: il Tribunale della libertà (presidente, Filippo Leonardo) ha infatti deciso che l’esponente del Pri non lascerà il penitenziario di San Pietro.

I motivi di rigetto dell’istanza di revoca dell’ordinanza di custodia cautelare verranno resi noti in un momento successivo.

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18 settembre 2012

“Caso Rappoccio”, scontro sulla legittimità dell’avocazione

“Caso Rappoccio”, stamattina lunghe ore d’udienza (dalle 9,30 fino alle 15): entro dopodomani (20 settembre) la decisione del Tribunale della libertà sulla misura cautelare contestata dal legale del consigliere regionale del Partito repubblicano arrestato – l’avvocato Giacomo Iaria, che già aveva chiesto la revoca della custodia cautelare in carcere al giudice per le indagini preliminari Vincenzo Pedone, con esito negativo – e la cui necessità è stata invece ribadita dall’avvocato generale Francesco Scuderi.

Il motivo di fondo sviscerato dall’avvocato Iaria nel chiedere la scarcerazione per il proprio assistito concerne innanzitutto la divergenza valutativa circa la sussistenza degli estremi per contestare al consigliere pri (eletto per la lista Insieme per la Calabria alle Regionali 2010) Antonio Rappoccio il reato associativo, come eseguito dalla Procura generale presso la Corte d’appello di Reggio Calabria in seguito all’avocazione della causa. E come, invece, non fatto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale reggino per mezzo dei tre contitolari della pubblica accusa (l’oggi procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone, il procuratore aggiunto e oggi reggente degli uffici di Procura Ottavio Sferlazza e il sostituto procuratore Stefano Musolino), che ai sensi dell’articolo 87 del Dpr 570/1960 (che prevede da 6 mesi a 5 anni di carcere per chi «esercita pressioni» per costringere gli elettori «a firmare una dichiarazione di presentazione di candidatura o a votare in favore di determinate candidature, o ad astenersi dalla firma o dal voto») non avevano però contestato il reato d’associazione a delinquere in relazione agli «artifici e raggiri volti a limitare la libertà degli elettori al fine di ottenere più voti di preferenza».

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Nasce “Pubblico”, quotidiano fondato e diretto da Luca Telese. E c’è una “chicca” tutta calabrese…

Nell’intervista rilasciata a questo blog, Luca Telese (volto ben noto de La 7, ex il Giornale) aveva anticipato con un po’ di dispiacere che il suo nuovo giornale, Pubblico, inizialmente non sarebbe stato distribuito in Calabria e Sicilia. E allora, diciamo che le ultime ore del travaglio (….ops!) per questo nuovo e atteso quotidiano portano una “chicca” tutta calabrese: come si legge in un tweet lanciato dallo stesso direttore, contrariamente a quanto preventivato Pubblico sarà distribuito fin dal primo giorno (cioè oggi, 18 settembre, lo stesso giorno preannunciato con mesi d’anticipo anche sui social network) anche nelle edicole calabresi.

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17 settembre 2012

Per Saline Joniche, un’ideona che “gira” su Facebook: un centro Ikea, anziché la centrale a carbone Sei

C’è chi ha proposto di farci un grande polmone verde delle biodiversità. Chi, come la Sei, vuol farci una centrale a carbone di seconda generazione; e tutti son contrari (ma il Governo centrale ha detto sì). Chi ritiene possibile valorizzarla in chiave turistico-ambientale mediante un grande piano da finanziare coi fondi Ue.
Ma certo, occorreva un grande sforzo di fantasia per sostenere che Saline Joniche, anziché Cattedrali Nel Deserto (dalla Liquichimica a quella che, secondo le popolazioni locali e gli Enti locali, rischierebbe di diventare la stessa centrale a clean coal), potrebbe piuttosto ospitare… il primo punto-vendita calabrese dell’Ikea!

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13 settembre 2012

Orrore a Karachi e Lahore

Filed under: stesso sangue stessi diritti,uno sguardo fuori dal guscio — mariomeliado @ 04:30

Il Pakistan ha vissuto un giorno d’orrore che sarà difficile dimenticare agli abitanti di questa Nazione dell’Asia.

Oltre 310 operai sono morti bruciati vivi nell’orrendo rogo di due fabbriche a Lahore e a Karachi, le due più grandi e caotiche metropoli pachistane (rispettivamente 6 milioni e mezzo d’abitanti per Lahore, praticamente al confine tra il Pakistan e l’India, e 15 milioni e 200mila abitanti per Karachi, una delle città più grandi dell’intero pianeta, situata invece sul Mar Arabico e considerata la “capitale economico-finanziaria” del Paese asiatico, la cui popolazione cresce annualmente del 5 per cento in un vortice demografico, ma anche produttivo, considerato praticamente inarrestabile).

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