il Caffè di Meliadò

9 aprile 2014

Del nodo-Gratteri, o anche: il Pd e una candidatura “difficile”

Doveva essere ministro. Della Giustizia, of coursegratteri: peccato non aver pensato al “dettaglio” che si sarebbe trattato del primo magistrato mai passato da magistrato in carica a Guardasigilli senza soluzione di continuità (e senza volersi neanche dimettere dal corpo magistratuale; non nell’immediato, almeno). Poi l’idea era di farne il presidente della Giunta regionale calabrese; ovviamente, senza passare dal giogo delle primarie di partito / di coalizione, ritenute da lui ma soprattutto “per” lui particolarmente rischiose e inadatte.

Adesso, l’ultima perla del Pd per il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri è di «chiedergli un sacrificio per la città di Reggio». E cioè, in sostanza, di candidarlo a primo cittadino di Reggio Calabria.
Una posizione, quella del Partito democratico, che ci sembra particolarmente velleitaria e poco convincente.

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6 aprile 2014

Scopelliti: lascio sùbito. Sì, però…

Filed under: centrodestra,in Calabria — mariomeliado @ 10:23
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Il presidente della Giunta regionale Peppe SImmaginecopelliti – di recente, duramente condannato a 6 anni di carcere e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, in primo grado, dal Tribunale di Reggio Calabria, per il cosiddetto “caso Fallara” per i reati di falso in atto pubblico e abuso d’ufficio – ha fatto sapere che non intende traccheggiare ma che, invece, a giorni si dimetterà da Governatore.
Bene. Ma anche no… 

Vediamo sùbito cosa ci convince dell’annuncio del Governatore calabrese e cosa, invece, ci lascia perplessi.

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2 aprile 2014

Sgarbi candidato Governatore della Calabria? …era solo un Pesce d’aprile :)

Ragaprilfishazzi, purtroppo no.

Fino al momento almeno, l’ex sottosegretario Vittorio Sgarbi non è e non ci risulta che sarà candidato alla Presidenza della Giunta regionale della Calabria… anche se le migliaia e migliaia di contatti di ieri ne fanno certamente un “Pesce d’aprile” magnificamente riuscito!  

Non sono mancati anche diversi siti d’informazione on-line pronti a “riprendere” la singolare novità… c’è da capire perfettamente, e – in omaggio a una lunga tradizione di scherzi tipici del Primo aprile d’ogni anno – da chieder scusa ma, simultaneamente, da esser pronti a farsi quattro risate insieme… tra l’altro, decisamente meglio una scherzosa notizia di questo tipo anziché la perfida ironia vista ieri in giro sul presunto decesso di questo o di quell’altro personaggio (un tipo di scherzo che, vi confesseremo,  a questo blogger non ha mai fatto ridere…).

Al contempo,

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1 aprile 2014

Sgarbi: mi candido a Presidente della Regione Calabria

«CertSgarbio che mi candido. E stavolta riparto dai territori. Sùbito. Dopo l’addio del mio amico Peppe Scopelliti, al quale per carità auguro tutte le fortune e al quale chiedo di formalizzare le proprie dimissioni il più rapidamente possibile, adesso voglio fare il governatore della Calabria per insegnare a Destra, Sinistra, Centro e Cinquestelle che i populismi d’ogni colore sono soltanto idiozie inutili e che dopo decenni una buona politica è possibile anche a Reggio Calabria, dove la prima cosa che chiederò da Presidente della Giunta regionale è un Qrt nuovo di zecca che dichiari incompatibili con la bellezza dei luoghi quei ridicoli lidi notturni e quei vergognosi gazebo, o a Catanzaro, anche se piazza Matteotti è un obbrobrio completamente da rifare, voluto da architetti incapaci e da politicanti che sono soltanto capre, capre, capre!».

Così l’ex sottosegretario alla Cultura ed ex sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi, nel corso della puntata di Cambio Cuoco di cui il noto critico d’arte è stato protagonista ieri in prima serata sul canale tematico Lei: Sgarbi è dunque il secondo candidato ufficiale alla Presidenza per le prossime Regionali in Calabria, dopo Carlo Turino (il cui nome è stato ufficializzato appena ieri da Fiamma tricolore e Calabria sociale).

Sgarbi non è nuovo a iniziative politiche anche molto molto decise:

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27 marzo 2014

E’ il Titanic di Scopelliti? Il Nuovo Centrodestra intanto ha una carta…

Filed under: in Calabria — mariomeliado @ 23:45
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L’assessore regionale ai Lavori pubblici e “graduato” alfaniano Pino Gentile appare sereno in volto ma moralmente quasi choccato: «Sentenza politica? Ma perché, ci sono dubbi? Mi pare così evidente…». L’ex senatore Renato Meduri si mostra pacatamente attonito: «Sono allibito. Ma superare le richieste, poi… credo sia un caso unico, nel suo genereskop».
Ma dal fido dirigente generale del Dipartimento regionale Presidenza Franco Zoccali (ex city manager a Palazzo San Giorgio che cerca di “silenziare” tutti i presenti, vista la temuta presenza dei giornalisti…) al vicepresidente della Giunta Antonella Stasi, dall’ex assessore comunale ai Lavori pubblici Franco Germanò a uno dei consiglieri regionali più fedeli in assoluto, Fausto Orsomarso, passando per gli assessori Nazzareno Salerno (Lavoro) e Luigi Fedele (Trasporti) al Centro direzionale, nei crocicchi davanti all’aula 13 e sùbito fuori dalla struttura di Sant’Anna ci sono tutti.

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5 luglio 2011

Le confessioni (non di un malandrino, non di Sant’Agostino ma…) di Grazioso Manno

Il giorno dopo Miss Italia nel Mondo, vinta da una delle ragazze cui negli ultimi tempi la parola «splendida» sembra attagliarsi realmente bene, l’amazzonica Silvia Novais, qualcuno pensa. E ripensa. E rimugina. 

In questo senso, non può che fare notizia l’autodafè di Grazioso Manno, “deus ex machina” dei Consorzi di bonifica in Calabria, che a nostro avviso giustamente lo definisce «un “atto di sfida” soprattutto a me stesso».

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27 settembre 2010

Incredibile, ma Pdl. Cioè, più vero del vero; come sempre…

Quanti abitanti ha, la città di Reggio Calabria? Circa 180mila? Beh… sarete felici di sapere che dalla “A” di Alvaro alla “Z” di Zumbo gli iscritti al Popolo della libertà sono ben, ben, ben 61.

<…forse, 61mila!>, mi correggerete voi al volo, ben sapendo che stiamo parlando del più grande partito d’Italia; del partito che esprime il sindaco e il presidente della Giunta regionale; soprattutto, del partito che alle comunali 2007 stravinse col 70% dei suffragi e nel marzo scorso ha ri-stravinto alle Regionali, col regginissimo Peppe Scopelliti a “stracciare” l’uscente Agazio Loiero infliggendogli un amarissimo distacco di ben 25 punti percentuali…

….e invece no: 61. 6-1, poco più di sessanta adepti su 180mila abitanti, stando all’elenco delle domande d’iscrizione (aggiornato al 26 settembre scorso, per la cronaca: era giusto ieri).

Ma il meglio, deve ancora arrivare!

…Andiamo a guardare livello per livello (diremmo: “casa per casa”…) tra dirigenti ed eletti (soprattutto) del partito del premier. Chi ha in tasca una tessera del Pdl?

PARLAMENTO. Per deputati e senatori va chiarito un dato: sono tutti iscritti. Ma nessun nome, dallo stesso Foti fino all’ex sottosegretario alla Giustizia Peppino Valentino, compare nell’elenco telematico di cui abbiamo estratto copia: perché, vedete, deputati e senatori sono registrati in uno speciale elenco custodito nella Capitale, in quanto – oltre a versare una cospicua somma per l’iscrizione in sé – sono tenuti a versare al partito pure una quota mensile dell’indennità. Tra Montecitorio e Palazzo Madama, dunque, possiamo tirare un sospiro di sollievo!, nessuna defezione per quanto riguarda i rappresentanti reggini.

REGIONE. E la Regione? Beh, intanto i Presidenti di Regione versano una superquota d’iscrizione da mille euro. E… tranquilli!, il nome di Peppe Scopelliti nell’elenco c’è!; il presidente e coordinatore regionale del Pdl – almeno lui!! – è tra i “mitici” 61.

Poi, però, ci sono assessori e consiglieri regionali… e qui, credeteci, iniziano dolori che neppure avete l’idea.

Guardiamo dentro la Giunta.

A Palazzo Alemanni, non ci pare opportuno discettare sull’appartenenza o meno al Pdl dell’assessore all’Internazionalizzazione poiché Fabrizio Capua è stato ‘reclutato’ da assessore esterno e, principalmente, quale giovane imprenditore di grande successo.

L’unico assessore ‘ordinario’ reggino però è proprio del Pdl: si tratta di Antonio Caridi, e l’oggi assessore regionale alle Attività produttive (ieri, per 8 anni assessore comunale all’Ambiente) è regolarmente in possesso della tessera del Popolo della libertà.

E’ reggino anche uno dei sottosegretari, quello alla Presidenza con delega alle Riforme: l’ex-aennino Alberto Sarra, rincuorerà saperlo, a dispetto delle voci che lo vedono assai vicino di volta in volta a “Italiani nel mondo” (era presidente onorario del Cdc la cui campagna elettorale fu “tenuta a battesimo” dallo stesso leader nazionale di Inm, l’ex giornalista Sergio Di Gregorio) o a Noi Sud (innumerevoli le iniziative pubbliche degli autonomisti cui Sarra ha presenziato, in particolare quando ancora reggeva il fronte ‘unitario’ con l’ex ministro di An Adriana Poli Bortone), invece a tutt’oggi ha in tasca la tessera del Pdl.

E a Palazzo Campanella? Distingueremo, responsabilmente, tra chi appartiene al gruppo consiliare del Pdl e chi a quello denominato “Scopelliti Presidente”; non senza aver ricordato al ricco e al povero, al colto e all’ignorante che Scopelliti Presidente fa riferimento già nella “ragione sociale” al coordinatore pidiellino in Calabria e, al di là della sua matrice di movimento in grado di “andare oltre” il Pdl coinvolgendo “anche” non-iscritti, certamente raccoglie una fetta di pidiellini “più realisti del re”, non ultimi tanti che del ‘Peppe nazionale’ sono stati collaboratori strettissimi o addirittura suoi assessori al Comune di Reggio.

Nel Pdl, si può ben esultare constatando che almeno NICOLO’ Sandro – cioè, l’attuale vicepresidente di maggioranza del Consiglio regionale – è regolarmente un tesserato del partito. Molto bene.

Idem per il referente dell’area giovanardiana NUCERA Giovanni (anche lui nell’Ufficio di Presidenza a Palazzo Campanella, quale consigliere-questore): tutto ok, iscrizione in regola.

Dentro Scopelliti Presidente, in ordine alfabetico BILARDI Giovanni non è iscritto al Pdl: ed è il capogruppo!, oltre a essere stato per anni assessore comunale scopellitiano.

E IMBALZANO Candeloro? No!, sorprendentemente non ha in tasca una tessera del Pdl neppure l’ex assessore comunale (per 8 anni) alle Attività produttive di Scopelliti, oggi consigliere regionale del movimento guidato su scala calabrese da Mario Caligiuri. Certo, direte voi, era a capo del movimento “Area dello Stretto”… sì, ma poi c’è stato un gruppo consiliare che si denominò ambiziosamente “Area dello Stretto verso il Pdl”, a segnalare come eletti dirigenti e quadri di quell’organizzazione stessero confluendo dentro il Popolo della libertà e, poi, ci fu un effettivo materiale assorbimento dentro il Pdl. Ma il bancario-consigliere regionale no, non è un iscritto pidiellino.

PROVINCIA. A Palazzo Foti (giunta di centrosinistra, tra gli assessori non è il caso di guardare), in seno alla minoranza si contano …… consiglieri reggini. Vediamo caso per caso.

CANANZI Francesco, “vecchia roccia” dell’An che fu e antica conoscenza della Provincia al punto da essere stato più volte tirato in ballo come potenziale candidato pidiellino alla Presidenza, clamorosamente non è iscritto al partito. E questo dopo anni e anni di militanza nell’Alleanza nazionale che fu: basti pensare che Cananzi era nel listino di Sergio Abramo alle Regionali 2005 ed è stato pure candidato in alcune competizioni elettorali nelle liste…. del Popolo della libertà, salvo non esservi iscritto!

ERACLINI Peppe (o, se preferite, Carmelo Giuseppe) è invece regolarmente iscritto, così come EROI Antonio.

Tesserato pure PORCINO Bruno.

COMUNE. Qui, si sa, il centrodestra è al governo della città. E il Popolo della libertà fa – a dir poco – la “parte del leone”.

Pidiellino è il sindaco Peppe Raffa, regolarmente iscritto al partito.

Del Pdl sono (…sarebbero…) pure ben 10 assessori su 13. Tolti infatti un membro del Pri e uno dell’Udc, dopo il recente rimpasto 9 sono stati ri-nominati in quota Pdl… e dando un occhio alla lista, c’è solo da sganasciarsi dalle risate!

Solito elenco alfabetico, solito cognome a precedere il nome… e vediamo.

ANGHELONE Paolo: non iscritto (ed è già il secondo, a far capo all’ex movimento “Area dello Stretto”, a essere “pidiellino ma non troppo”). CANALE Amedeo: micidialmente non tesserato! E qui la cosa è veramente pazzesca: perché Canale non solo è assessore scopellitiano da anni (prima alla Pubblica istruzione, poi alla Polizia municipale), ma è pure fondatore e presidente di Formula Sud (main sponsor: il portavoce nazionale del Pdl Daniele Capezzone!!!), nonché il più quotato tra i “papabili” per la presidenza della Provincia…. ovviamente, come candidato del Pdl, al quale però non risulta iscritto!!!! MINASI Tilde: l’unico assessore-donna della giunta Raffa ha nel portafoglio la tessera del Popolo della libertà. PLUTINO Pino: niente iscrizione. RASO Michele: gli 8 anni da assessore e un’incrollabile fede scopellitiana (al punto dapprima da indurlo a candidarsi nella lista Scopelliti Presidente alle ultime Regionali, poi da convincere lo stesso Governatore a premere fortissimamente affinché anche lui fosse recuperato in giunta dal suo ex vicesindaco e successore Raffa) non son bastati a fargli scucire i 150 euro necessari per iscriversi al partito. Evvabbè. SARICA Franco, area alemanniana, è invece un tesserato del Pdl. SIDARI Enzo, il profeta del cosiddetto “modello Reggio” quanto all’abbinata vincente turismo&spettacolo, manco a dirsi!, a sua volta non è formalmente uno del Pdl. VECCHIO Sebastiano, forse per le lusinghe non solo recenti di soggetti moderati come l’Udc…, in atto non è certo tra gli iscritti al partito. ZITO Pasquale, invece, lui sì: la tessera del Popolo della libertà ce l’ha.

Poi ci sarebbero i due di stretta fiducia del sindaco: di uno – CAPUA Pino – si sa che è un antico amico e consulente del sindaco di Roma Gianni Alemanno; l’altro assessore nominato non in quota a un partito bensì su base fiduciaria, GATTO Paolo, è un consigliere ex-an di vecchissima data. E, clamoroso!, perfino Gatto è iscritto al Pdl: la cosa è degna di rilievo perché, nel corso della recente crisi al Comune, il coordinatore cittadino Luigi Tuccio aveva promesso d’espellerlo dal partito…. salvo scoprire che NON vi era iscritto! E allora, com’è che nell’elenco il nome dell’assessore comunale alla Manutenzione compare regolarmente? Semplice: quando disse di non essere iscritto al Pdl, non vi era iscritto, ma il primo settembre scorso – a dispetto del suo professarsi di Generazione Italia e, sostanzialmente, “finiano”: dunque, si supporrebbe, facente capo non al Pdl bensì a Futuro e libertà – Gatto ha deciso di tornare a casabase e ha preso appunto la tessera del Pdl.

……Cose da Reggio Calabria.

Comunque, prendiamo il pallottoliere e contiamo (tralasciando gli assessori su base fiduciaria, per motivi di opportunità): su 9 assessori nominati in quota-Pdl, solo 3 sono effettivamente iscritti al partito. Il 66% dei componenti della giunta di centrodestra a prevalenza pidiellina, guidata da un sindaco pidiellino con un predecessore pidiellino, in una regione in cui c’è un Governatore reggino e pidiellino che è stato fino a pochi mesi fa il sindaco pidiellino della città, NON è iscritto al partito di riferimento.

Bah.

……Cose da “modello Reggio”.

Ah, a proposito: non possiamo omettere la “chicca” di Antonella Freno, superscopellitiana simpatizzante (e probabile prossima candidata) del movimento Scopelliti Presidente, “caduta” dopo mille resistenze sull’altare dell’ultimo rimpasto… ritenuta un po’ il simbolo della gestione-Scopelliti per via dei Grandi eventi e delle politiche in materia di beni culturali… be’, inutile aggiungere altro: neppure la Freno ha la tessera del Pdl.

E in Assemblea?

Il Consiglio comunale dove si annida una bestiale “cortina di ferro” pidiellina, con un gruppo consiliare mastodontico (24 consiglieri pidiellini su 40!, 24 sui 29 dell’intera maggioranza di centrodestra!), pullulerà d’iscritti al partito……..

…..o no???

Partiamo per un’altra bella perlustrazione. Cognome per cognome sarebbe troppo lungo… stavolta parleremo di numeri e di casi eclatanti.

AGLIANO Peppe, una vita da fedelissimo del governatore Scopelliti (è anche nella sua struttura alla Regione Calabria), suo primissimo baluardo in campagna elettorale, ebbene, neanche lui ha la tessera del partito. Ha invece la tessera MARCIANO’ Michele, protagonista di estenuanti intercettazioni telefoniche intorno alle gesta politiche di personaggi rivelatisi ‘ndranghetisti o vicinissimi alla “Santa”. Assurdo ma reale, in una delle città più pidielline d’Italia quanto a consensi e rappresentanti in Consiglio comunale, lo stesso capogruppo a Palazzo San Giorgio NICOLO’ Nino (per inciso, nominato “coordinatore dei primari” agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria non molte settimane fa) non ha assolutamente in tasca la tessera del partito, al 26 settembre ultimo scorso.

Non è iscritto, e qui siamo alla fantapolitica – non ci crederei mai, se non avessi davanti l’elenco dei tesserati al Pdl – neppure ROMEO Daniele, cioè il ‘segretario particolare’ del governatore Peppe Scopelliti, che ha seguito l’ex sindaco fin dalla campagna elettorale per le Regionali in ogni sua mossa e insieme a SCARFONE Beniamino – ovviamente, a sua volta non in possesso di tessera pidiellina – leader regionale in Calabria di Azione giovani prima e della Giovine Italia poi (i movimenti giovanili coagulatisi rispettivamente attorno ad An e poi attorno al Pdl).

Addirittura commovente, poi, l’attaccamento al partito di chi è consigliere da pochi giorni o pochi mesi: tra Pangallo, Polimeni e Tomasello (ovvero i tre subentrati ai tre neoassessori a loro volta subentrati, nel “Raffa uno”, a chi aveva spiccato il volo verso il Consiglio regionale) e la “new entry” Roscitano (che è poi un ritorno, per l’ex consigliere tornato a Palazzo di città in seguito alla cooptazione di Gatto nel “Raffa ter”), NESSUNO è iscritto al partito.

Andiamo a far di conto: su 24 consiglieri iscritti al gruppo consiliare del Pdl, 17 (ossia il 70,8%) NON lo sono guardando all’elenco degli iscritti al partito.

CIRCOSCRIZIONI. Sono 7 i presidenti pidiellini su 15 Circoscrizioni e un’ottantina i consiglieri: ma come si vede già dai numeri, impossibile siano tutt’e 87 iscritti al partito, se i tesserati in tutta la città globalmente sono 61……

…..E infatti ALTOBRUNO Peppe (presidente circ. 1 “Centro storico”), MELISSARI Rosanna (due mandati da presidente circ. 2 “Salita Zerbi-Eremo-Tremulini” ma, se è per questo, anche coordinatrice dei 15 presidenti di Circoscrizione), SCOPELLITI Diego (presidente circ. 3 “Santa Caterina-Vito-San Brunello”), CARIDI Bruno (presidente circ. 7 “Modena-S. Sperato”), LEO Vincenzo Roberto (presidente circ. 10 “Archi”), FOTIA Roberto (presidente circ. 12 “Cataforio-Mosorrofa-Cannavò”), MARINO Demetrio (presidente circ. 14 “Gallina-Arangea”, in teoria sostanzialmente pidiellino benché eletto per la lista di centrodestra “Popolari europei per la libertà”), PASSALACQUA Aldo (presidente circ. 15 “Pellaro” protagonista di una bella piroetta dal centrosinistra al centrodestra, benché formalmente eletto per la civica “Il Gabbiano”) NON sono iscritti al Popolo della libertà. In termini numerici, sono 8 su 10, ovvero un tracimante 80% di Presidenti pidiellini non-tesserati: e gli unici due a esserlo, EROI ed ERACLINI, “dovrebbero” esserlo comunque in quanto “anche” consiglieri provinciali (sempre per il Pdl).

COORDINAMENTO GRANDE CITTA’. Potevano essere esenti da simpatiche defezioni i dirigenti, insomma gli “alti papaveri” sebbene non eletti a chissà quale soglio istituzionale? Certo che no……

Tanto per cominciare, il coordinatore Grande città (cioè di rango comunale, di Reggio Calabria “Città metropolitana”) Luigi Tuccio è sì iscritto al partito ma, a quanto pare, solo dal 13 maggio scorso. ….E prima?

Per il resto, aggiungiamo soltanto (per carità di patria) che due dei 4 vicepresidenti dell’organismo, cioè Franco Germanò (incidenter tantum anche presidente di una società mista del Comune, la Recasi) e Aldo Porcelli (anche presidente del movimento “Reggio Futura”), non sono assolutamente iscritti al partito cui dovrebbero contribuire a dare l’indirizzo nella città del sindaco pidiellino Raffa e del Governatore pidiellino Scopelliti.

Che altro dire???

Sessantuno iscritti su 180mila abitanti significa che i coordinatori comunale e provinciale (Luigi Tuccio e il deputato Nino Foti rispettivamente) dovrebbero, a nostro modesto avviso, presentare dimissioni immediate: il primo, in particolare, per competenza territoriale (guida del coordinamento Grande città: una grandecittà da 61 iscritti, appunto).

E in termini percentuali – che forse rendono meglio questa “Waterloo del tesseramento” –, se proprio volete saperlo, i reggini iscritti al Pdl sono esattamente lo 0,033% della cittadinanza: in altre parole, hanno scelto il partito di Silvio Berlusconi ben 3 cittadini di Reggio Calabria ogni 10mila.

Forse è meglio finire qui.

25 aprile 2010

Sanità: assessore regionale o commissario?

In Calabria uno dei fronti di maggior dibattito regionale è attualmente l’assetto futuro prossimo della Sanità.

…E ci mancherebbe che non fosse così!, viste le decine di miliardi di euro preda dei rapaci più vergognosi, specie negli ultimi tempi… Adesso, da un lato il neoPresidente della Giunta regionale Peppe Scopelliti ha chiesto un urgente <gesto di responsabilità> (leggi: dimissioni) a tutti i top manager delle varie Asp e Aziende ospedaliere (ma a Cosenza un ‘nemico pubblico numero 1’ come il dg dell’Asp cosentina Franco Petramala, già candidato alle Amministrative col centrosinistra, non si poteva lasciare al proprio posto e dunque è stato cacciato di già). Dall’altro, pochi giorni fa ha annunciato – guardandosi bene dal farlo in campagna elettorale, eh – che chiederà lui stesso al governo Berlusconi di commissariare il comparto-chiave della società e della politica calabrese.

Sarà un atteggiamento adeguato? Sarà commissariando (tra l’altro, pochissimo tempo dopo un voto che, qualsiasi decisione si prendesse, la vedrebbe stra-stra-legittimata da uno ‘tsunami’ elettorale) che si potranno affrontare in maniera più proficua e diretta gli annosi problemi della Sanità calabra? Qualche dubbio è lecito; ma Scopelliti, proprio in quest’ottica, ha trattenuto anche questa delega (attenzione all’ “anche”: le deleghe fin qui non assegnate sono numerosissime e, in alcuni casi, anche molto delicate e onerose).

Per dire, secondo un “vecchio saggio” come il leader del movimento “Diritti civili” Franco Corbelli – uno diventato famoso in tutt’Italia (anche) grazie a strepitose e strepitanti battaglie intorno a eclatanti casi di malasanità -, in realtà <quello che occorre è un nuovo assessore alla sanità, competente, che non risponde a logiche di partito e di corrente, ma che operi solo per tutelare i diritti dei cittadini e dei pazienti>. Ovvero, <un assessore che nomini direttori generali capaci e vada negli ospedali a rendersi conto dei problemi, che incontri il personale medico e paramedico, gli stessi malati, per capire quali sono le esigenze, le emergenze, le priorità da affrontare subito…>.

Chi non vive né opera in Calabria potrà pensare: ma stiamo parlando di cose del tutto normali, l’abc dell’apprendista-stregone della Sanità. Eh no…, qui stiamo parlando di cose rare, come rare nel segmento sono state anche persone che fossero competenti, oneste o (addirittura!) entrambe le cose contemporaneamente (……..sarà il caso di ricordare che secondo atti giudiziari c’è stato qualche dirigente medico arrivato al punto da far cambiare lo stato dei luoghi, dentro una sala operatoria, dopo un intervento conclusosi con la morte del paziente?)

Non per nulla il ‘saggio’ Corbelli ammicca al nodo vero: <Questa è la svolta vera, reale, che si aspettano i calabresi>. Perché sa bene come il quadro sia che <pazienti aspettano mesi prima di essere sottoposti ad un esame negli ospedali. Nei nosocomi, anche quelli importanti regionali, si rompono le macchine per esami importanti che non vengono riparate e sostituite e i malati aspettano da settimane, in un lettino, addirittura nei corridoi, prima di essere sottoposti a test importanti e delicati>.

Forse non servono Superman. Forse serve ‘solo’ un pizzico di sana normalità… sarebbe già tantissimo.

26 dicembre 2009

Regionali, per il centrosinistra dèbacle annunciata? (3)

(segue)

Esiste comunque almeno un altro punto interrogativo da porsi.

Ma perché non c’è alcun territorio in cui il Governatore uscente sia considerato immeritevole? 

In primis, esiste una questione statistica: per la legge dei grandi numeri, su 20 regioni d’Italia, considerato un certo periodo (esempio: quinquennio 2005-2009), ci sarà stato qualche Governatore meno valido degli altri.

Proprio per la stessa ragione, non è possibile che questo ‘scarso rendimento’ coinvolga sempre e comunque “gli altri”, cioè chi governa ma ha una casacca differente…

Eppure, un singolo partito (oggi, diremmo il Pd; o il Pdl; o altre forze, come dire?, non “a vocazione maggioritaria”) non dice mai chiaro e tondo “questo Presidente e questa Giunta non li ripropongo, perché hanno malgovernato”.

I motivi di questo sono tanti e, in parte, intuibili.

 Allora, direte voi, gli uscenti – non foss’altro che per motivi “di bandiera” – saranno riproposti sempre e comunque!

…Eccoci alla seconda considerazione: non è così. A volte, i Governatori (ma anche i Presidenti di Provincia o i sindaci) uscenti non vengono riproposti affatto.

E visto che (tornare al punto 1) ‘per definizione’ questi governanti non sono mai scadenti o deficitari, in qualche modo siamo tornati al nodo originario: ma se andavano così bene, perché “quei” Presidenti non vengono riproposti?

 Questione numero tre: vadano bene oppure no, i Presidenti uscenti non ‘dovrebbero’ forse essere riproposti in ogni caso?

Anche qui, ci sono molte correnti di pensiero… Comunque la si pensi, resta un dato inconfutabile: riproporre il Governatore (o sindaco, o presidente della Provincia…) uscente è anche l’unico modo per consentire al popolo ‘sovrano’ di declinare il principio di responsabilità politica. Cioè, di dire al Presidente e alla coalizione che – nel caso – hanno male amministrato: “Cari, andatevene a casa”.

Altre valutazioni sul loro operato saranno sempre e comunque di minor impatto.

Eppure, in Italia quando le cose non sono magari andate bene, c’è sempre qualcuno che pensa di “cambiare cavallo” senza alcuna valutazione di merito sul passato.

Ecco allora che le Primarie scricchiolano la prima volta: sarà il caso d’ideare una ‘franchigia’ (non per Agazio Loiero, tornando al caso-Calabria, ma sempre & comunque) per gli uscenti, in modo che fuori dalle convenienze e dal ‘politichese’ siano gli elettori a poter sempre dare il loro giudizio, positivo o anche rude?

E comunque: se il Pd ‘boccerà’ Vendola, perché non dire esplicitamente che quest’esperienza non è (per i Democrat) andare bene, assumendosene le responsabilità (per esempio, di mandare probabilmente a monte su scala nazionale l’intesa con la giovane Sel)?

(3 – fine.)

Regionali, per il centrosinistra dèbacle annunciata? (2)

(segue)
In tutto questo, però, ci sono almeno due elementi che rischiano di configurare ulteriori ‘botte’ al sistema.

Uno, l’Udc (che sceglierà “con chi stare” solo a metà gennaio; e se optasse per il centrosinistra, potrebbe pure sabotare il giochino, pretendendo il mancato rispetto dell’esito delle Primarie, magari a favore di un aspirante-Governatore centrista). Due, il Partito del Sud… In tanti danno il nuovo soggetto autonomista come possibile elemento di criticità dell’alleanza che ha il Popolo delle libertà al centro. Però in Puglia, nel centrodestra, c’è chi ha proposto quale possibile Presidente proprio l’ex ministro Adriana Poli Bortone, fondatrice di “Io Sud” ed elemento carismatico (ovviamente, insieme al Governatore siciliano Raffaele Lombardo) dell’intero soggetto politico “meridionalista”.

(2 – continua)

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