il Caffè di Meliadò

27 dicembre 2013

Il dibattito sull’antimafia che diverte tanto i clan (1)

Dopo l’arregirsto di Carolina Girasole, almeno apparentemente irreprensibile sindaco antimafia di Isola Capo Rizzuto pur non avendo mai nascosto (e anzi lottando di più per questo motivo, sempre almeno in apparenza) la propria parentela col clan Arena, ma ancor di più dopo l’arresto dell’ormai ex presidente del Movimento Donne San Luca Rosy Canale (anche perché seconda misura cautelare, in tempi ravvicinatissimi, nei confronti di ritenute “icone antimafia”), all’indirizzo delle destinatarie sono stati scagliati quasi soltanto insulti.
Ragionamento sulla portata di quanto accaduto rispetto al contrasto culturale ai clan, quasi zero. Ragionamento sulla coerenza di alcuni profili dei canovacci investigativi, quasi zero (…l’idea che una cosca sanguinaria come quella degli Arena di Isola Capo Rizzuto possa ringraziare un politico corrotto che la sponsorizza regalandogli una cassetta di finocchi, passaggio più volte presente nell’ordinanza relativa all’operazione Insula, non sarebbe venuta neppure al più sprovveduto degli sceneggiatori di B-movie. E questo, per onestà intellettuale, bisogna assolutamente dircelo).

Altrettanto “naturalmente”, adesso s’è scatenato il finimondo; e questo, per essere precisi, in quanto è stato il Nord più blasonato, il quotatissimo Corriere della sera, ad alzare l’indice contro l’antimafia “parolaia” presente in Calabria.
Ernesto Galli Della Loggia, fra i più apprezzati editorialisti dell’intero Paese, al di là delle “derive” in pratica ha accusato l’antimafia di casa nostra di essere tutta “chiacchiere e distintivo”, sollecitando a costruire nuove caserme piuttosto che ad alimentare verbosi circuiti associazionistici anticrimine.

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12 dicembre 2013

Le operazioni antimafia contro l’antimafia

Solo alcune rapide considerazioni, dopo gli arresti di stamattina che hanno coinvolto, tra gli altri, l’ (ex) simbolo antimafia Rosy Canale.

HO SEMPRE coltivato l’arte del dubbio. Ma un conto è avere dubbi su alcune circostanze, altro vedere incarcerare persone che si stimano e il cui percorso, secondo quel che in buona fede pensi, è d’aiuto a molte altre persone.

MORE SOLITO, in molti (*specie* tra quanti non ne capiscono una fava, ci tengo a precisarlo) sono bravissimi a svelare gli altarini ma, naturalmente, a operazioni di polizia già avvenute.

QUANDO QUALCUNO sa effettivamente qualcosa (qualcosa “per certo”), in particolare tra i giornalisti, *ovviamente* lo dice o lo scrive. E sono soprattutto le “carte”, i fatti e gli atti, a contare in questa direzione.

SE INVECE

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