il Caffè di Meliadò

27 dicembre 2013

Il dibattito sull’antimafia che diverte tanto i clan (1)

Dopo l’arregirsto di Carolina Girasole, almeno apparentemente irreprensibile sindaco antimafia di Isola Capo Rizzuto pur non avendo mai nascosto (e anzi lottando di più per questo motivo, sempre almeno in apparenza) la propria parentela col clan Arena, ma ancor di più dopo l’arresto dell’ormai ex presidente del Movimento Donne San Luca Rosy Canale (anche perché seconda misura cautelare, in tempi ravvicinatissimi, nei confronti di ritenute “icone antimafia”), all’indirizzo delle destinatarie sono stati scagliati quasi soltanto insulti.
Ragionamento sulla portata di quanto accaduto rispetto al contrasto culturale ai clan, quasi zero. Ragionamento sulla coerenza di alcuni profili dei canovacci investigativi, quasi zero (…l’idea che una cosca sanguinaria come quella degli Arena di Isola Capo Rizzuto possa ringraziare un politico corrotto che la sponsorizza regalandogli una cassetta di finocchi, passaggio più volte presente nell’ordinanza relativa all’operazione Insula, non sarebbe venuta neppure al più sprovveduto degli sceneggiatori di B-movie. E questo, per onestà intellettuale, bisogna assolutamente dircelo).

Altrettanto “naturalmente”, adesso s’è scatenato il finimondo; e questo, per essere precisi, in quanto è stato il Nord più blasonato, il quotatissimo Corriere della sera, ad alzare l’indice contro l’antimafia “parolaia” presente in Calabria.
Ernesto Galli Della Loggia, fra i più apprezzati editorialisti dell’intero Paese, al di là delle “derive” in pratica ha accusato l’antimafia di casa nostra di essere tutta “chiacchiere e distintivo”, sollecitando a costruire nuove caserme piuttosto che ad alimentare verbosi circuiti associazionistici anticrimine.

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9 settembre 2013

Svegli contro le ‘ndrine… Nasce così la web-radio antimafia “Nessun dorma”

Si chiama Nessun dorma – come la celeberrima aria della pucciniana Turandot la prima web-radio europea antimafia, ospitata a Reggio Calabria nella sede di Croce Valanidi dell’OsserRadio Nessun Dormavatorio sulla ‘ndrangheta (ex “Museo della ‘ndrangheta”).
Oggi pomeriggio la presentazione ufficiale, svolta dal direttore dell’Osservatorio Claudio La Camera, dal procuratore distrettuale di Reggio Federico Cafiero de Raho e da Giovanni Impastato, fratello di Peppino Impastato, il noto giornalista e attivista antimafia assassinato per volontà del parente-superboss Tano Badalamenti.
Ma si sono raccolti contributi preziosi pure del procuratore aggiunto Ottavio Sferlazza, del questore reggino Guido Longo come pure di Danilo Sulis, direttore editoriale di Radio Cento Passi.

Non solo informazione: anche musica, intrattenimento, “esplorazione” della realtà circostante tra i pilastri dell’emittente radiofonica che prenderà concretamente le mosse a novembre…

Dlopreiciamo anche che giusto in seno alla presentazione (la radio tra un bimestre avrà vita grazie all’attività insostituibile del dj Filippo Lo Presti e del tecnico audio Maurizio Albanese) non è mancata la dialettica, com’è giusto che sia.
Per esempio, l’emittente radiofonica dev’essere classificata come una nuova strumentazione anti-‘ndrangheta oppure no?
Ad avviso di Sferlazza, «non ci sono dubbi che anche la radio Nessun Dorma è una forma di contrapposizione, benché di matrice culturale». Per La Camera, invece, «l’azione culturale è la mossa più giusta anche perché bisogna uscire dalla logica che vede anche le azioni di contrasto non militare alle mafie soltanto quali misure “oppositive”».

…Punti di vista, fermo restando che già esercitare un’attività (non solo) informativa in maniera libera e pienamente indipendente non può far piacere a chi ha imperniato la propria vita sull’illegalità. Resta il fatto che per una trentina di ragazzi, che verranno formati all’indirizzo d’attività giornalistiche, più strettamente radiofoniche (elaborazione e conduzione di programmi musicali) e tecniche, l’impegno in “Nessun Dorma” diventerà «mezzo per fare informazione, modello positivo, occasione d’aggregazione, strumento per creare futuro…» come lo stesso La Camera ha posto in evidenza, sottolineando che l’emittente farà comunque anche da moltiplicatore per la già importante azione militare contro le ‘ndrine.

Anche un’altra considerazione è stata svolta sul filo di opinioni distanti tra loro: la Calabria è oppure no arretrata – sul fronte imprenditoriale come sul versante dell’azione a favore della legalità – rispetto anche ad altri territori meridionali come la dirimpettaia Sicilia? «Sì, un po’ è vero… ma insomma, neanche più di tanto», ha affermato tra le altre cose Claudio La Camera. «La Sicilia? Rispetto alla Calabria, mi spiace dirvelo, ma è avanti di vent’anni», ha affermato il procuratore capo di Reggio. E questo perché «dopo le stragi, nel ’92 ha trovato il coraggio di dire “basta” e di portare avanti il cambiamento… Reggio, in questo senso, ha ancòra tanto da fare» anche perché «purtroppo rimane un pezzo di città che ama fare affari con le ‘ndrine, altri che “riconoscono” la ‘ndrangheta considerandola un male insopprimibile… Ecco, sono proprio queste persone che di fatto legittimano i clan ogni giorno».

…Ma torniamo alla radio.

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4 maggio 2013

Cafiero De Raho: manifestazioni legalitarie? Senza politici, grazie!

Reggio Calabria? Secondo il neoprocuratore RNT e De Rahodella Repubblica Federico Cafiero De Raho, «sta compiendo importanti passi avanti», ma complessivamente «è come la Casal Di Principe di 20 anni fa».

Una valutazione a dir poco tranchant, per la Città metropolitana dello Stretto. Ma che l’alto magistrato non getta lì a caso. Anzi.

Nel corso dell’incontro tenuto insieme al presidente del Tribunale reggino Luciano Gerardis con gli attivisti del movimento Reggio Non Tace, quest’uomo dal carattere mite s’è dimostrato una vera fucina di considerazioni e di aneddoti.

«In certi ristoranti reggini, se entra un magistrato c’è “movimento”: si nota sùbito, e magari poi vengono a dirti con malcelato imbarazzo “è tutto prenotato”. A me è capitato personalmente», ha rivelato il procuratore capo di Reggio Calabria nel corso dell’incontro, un batti-e-ribatti di domande (spesso articolate e impegnative) e risposte col pubblico in sala, all’auditorium “Don Orione” della parrocchia di Sant’Antonio. (more…)

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