il Caffè di Meliadò

3 aprile 2015

“…WHAT FISH?” / Scopri e vota il “pesce d’aprile” su questo blog, “Il Caffè di Meliadò”

Filed under: buonumore (involontario),Uncategorized — mariomeliado @ 00:44
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16 marzo 2015

La famiglia naturale, Calamandrei e l’Istat

Filed under: politica calabrese,politica nazionale,Uncategorized — mariomeliado @ 07:15

Coppie e famiglie – Non è questione di natura. In realtà, basterebbe guardare la copertina del libro ormai ben noto (uscito tre anni fa c&fper i prestigiosi tipi di Feltrinelli) di Chiara Saraceno, forse la più celebrata sociologa italiana, illustre editorialista per quotidiani come Il Sole 24 Ore e Repubblica, per avere ben chiari i termini della questione…
La “famiglia naturale” non è, no, la classica mela.

Perché, vedete, già a caldo, quando è esplosa la questione della “famiglia naturale” e della mozione approvata quasi a voti unanimi nel Consiglio comunale di Reggio Calabria, diventata (ovviamente) un “caso nazionale” contribuendo a bollare la città con un’antipaticissima patente oscurantista, a questo blogger è venuto spontaneo il parallelo con la mela…
Al di là del suo nome, inteso come sostantivo di quattro lettere che inizia con una consonante e termina con una vocale, una mela “è una mela”. E non ci sta niente da fare: quella, è. Hai voglia a discutere di lana caprina… sempre mela è.
Ma proprio per questo, se alla fine tiri fuori una norma, un codicillo, una delibera, un ordine del giorno per dire che da ora in avanti la mela si chiamerà “mela”, e la mela è fatta così e cosà, e per meglio tutelarla verrà pure istituita una Festa della Mela, e allora scatta automatica un’equazione: qui si vuol fare una cosa sciocca, cioè definire cosa sia una “mela” che è cosa che tutti ma proprio tutti già sanno, esclusivamente per mettere “paletti” forse neanche necessari e soprattutto per definire a suon di carte bollate ciò che “mela” non è.

Tentiamo di dirlo in altre parole…

Al di là del proprio pensiero, occorrerà fotografare l’esistente. Questo click ci dice che esistono numerosissime situazioni in cui vivono insieme un uomo e una donna che si amano, uniti in matrimonio, e (se ci sono) i figli della coppia; ma anche che nel 2015, da parecchi anni ormai esistono pure parecchie coppie (magari numericamente inferiori) composte in maniera diversa, per esempio da due donne che si amano, o da due uomini che si amano. Ma, anche: da un uomo e da una donna che si amano però non sono uniti in matrimonio e, chissà!, magari neppure in fufamilyturo contrarranno questo vincolo. O da un uomo e una donna che non si sono mai amati, epperò stanno insieme per vincoli di mutua assistenza, queste ultime coppie del tutto affini a quelle composte da due uomini o da due donne che per le medesime ragioni non d’amore, ma sicuramente di cura e assistenza e supporto, e magari anche affettive, compongono nei fatti una coppia.

Da decenni esiste un quesito: se tutte queste coppie di tipo “B” – amore o meno – possano definirsi “famiglia”.
Per mille motivi, la risposta è sicuramente positiva: non si può infatti ritenere, quantomeno sotto i profili sociali (quanto ai profili giuridici, il discorso è differente e complesso…), che esista un unico modello di famiglia, o che per formarne una – nel 2015 – sia indispensabile il matrimonio o la sua composizione esclusivamente da parte di due soggetti eterosessuali, un maschio e una donna dunque.

A questo punto, sorge “la” domanda: e allora “queste” famiglie (siamo sempre nel “gruppo B”…), che” famiglie sono?

In teoria questo sarebbe un quesito inutile. Perché, se “famiglia” è solo quella composta da un uomo e una donna uniti in matrimonio, beh…. insomma, signori: una mela “è una mela”.
Invece i tempi, e la famigerata “fotografia” sociale, ci dicono che la famiglia e la mela sono ben differenti: perché oggi da tempo “la” famiglia ha ceduto il posto ai vari tipi possibili di nucleo familiare (e non necessariamente per ragioni di tipo sessuale).

Avere una risposta pronta, quindi, aiuta: queste famiglie (“gruppo B”…) sono famiglie “non naturali”.
O no?
Cioè, il vero punctum dolens dell’intera vicenda è

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20 aprile 2014

Auguri di Buona Pasqua. Con la “Passione” del direttore Luciano Regolo e “L’Ora della Calabria”

Carissimi tutti,
i pibregantiniù cari e sinceri auguri di un’ottima, felice Pasqua.

Le meditazioni dell’ex vescovo della diocesi Locri-Gerace monsignor Giancarlo Maria Bregantini ci hanno – spero! – portato a pensare di più e meglio alla singolarità nefasta di un mondo avido ed egoista, che se ne sbatte altamente degli ultimi. Quel mondo che porta «la croce pesante del mondo del lavoro, l’ingiustizia posta sulle spalle dei lavoratori»…

Ma noi, come da etimologia della parola “Pasqua” (= passaggio…), siamo di passaggio su questo mondo. Di ricchezze, agi, prebende e onori rimarrà, al massimo, un po’ di polvere.

…Per evitare

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4 settembre 2013

Museo nazionale, i commissari del Comune di Reggio chiamano i partiti a raccolta

Ha fatto discutere a lungo, a Reggio Calabria, il progetto per la sistemazione di piazza De Nava in relazione all’ingresso principmuseumplazaale del “nuovo” Museo nazionale della Magna Grecia bandito nel novembre 2010.

Come si ricorderà, all’inizio dell’anno successivo, rispetto ai nove studi (invitati e) partecipanti al bando, fu proclamato vincitore il progetto presentato da Nicola Di Battista, dell’Università di Cagliari (vedi rendering).

Sono state molte le remore di associazioni di lungo corso come gli Amici del Museo in relazione ai più che probabili rinvenimenti archeologici non appena si andasse a scavare dirimpetto a Palazzo Piacentini. Tantissimi i punti critici sollevati da Vincenzo Panuccio & C., in particolare circa l’edificazione dell’enorme Sala ipogea – 50 metri di lunghezza per 22 di larghezza per 10 di profondità, da ricavare nel sottosuolo del corso Garibaldi -, sia per gli scavi, sia per il vincolo archeologico che “comunque” li vieterebbe, sia per la necessaria (epperò d’imponderabile durata) chiusura totale della piazza e di un ampio tratto dell’arteria principale della città al fine d’effettuare i lavori.

In relazione a queste e a molte altre censure, il 27 luglio – dopo il forum di metà mese con 30 realtà associative reggine – l’associazione scrisse un’accorata lettera al Ministero per i Beni culturali invocando l’immediato stop all’appalto e l’apertura di un “tavolo” di confronto sulle modifiche e le integrazioni da apportare a Palazzo Piacentini.

Anche per questo motivo, in data 30 agosto la Commissione straordinaria alle redini di Palazzo San Giorgio ha inviato una missiva rivolta alle forze politiche della città.

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26 luglio 2013

CASO RAPPOCCIO (2) // Chizzoniti: “Strategia infantile, ma spera in qualche magistrato”

(segue)

«Dimissioni paradossali». «Strategia infantile che insulta anche l’intelligenza di un bambino».

…È così che la pensa l’accusatore #1 di Antonio Rappoccio, cioè Aurelio Chizzoniti (accuratamente mai, mai, mai menzionato, neppure una volta, nel cochiz2rso dell’intera conferenza stampa di ieri pomeriggio dello stesso Rappoccio, pure sostanzialmente indagato prima e arrestato poi solo per le circostanziatissime denunce dell’ex presidente del Consiglio comunale di Reggio Calabria).

Chizzoniti, che fino a ieri pomeriggio in quanto ha rivestito l’incarico di consigliere regionale proprio al posto di Rappoccio – reintegrato nel ruolo giusto all’inizio della seduta consiliare del 24 luglio, terminata la sospensione dal suo scranno alla luce della scarcerazione –, ritiene che il “gioco” del ri-consigliere sia quantomai chiaro: la strategia di Antonio Rappoccio sarebbe «palesemente finalizzata a bizantineggiare», benché esista pur sempre la “spada di Damocle” dell’udienza del Tribunale della libertà del 7 agosto, che potrebbe comunque optare per la “revoca della revoca” dei domiciliari per l’ormai e esponente repubblicano.

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Resta una valutazione durissima (per quanto scontata fosse…) da parte dell’ex assessore regionale.

Le dimissioni di Antonio Rappoccio a partire dal 24 settembre prossimo, scelta che ieri questo blogger ha definito un comportamento da “dimissionario precario”,  «oltraggiano il Consiglio regionale perché – argomenta Chizzoniti – legittimano la consumazione di una moltitudine di reati della cui reiterazione nessun magistrato coinvolto inquirente o giudicante s’è minimamente preoccupato, sdoganando spericolatamente un consigliere che s’è esaltato strumentalizzando cinicamente il dramma della disoccupazione giovanile».

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21 luglio 2013

“Decreto Reggio”. Quel che rimane

QUESTO è l’aspetto con cui pochi anni fa, nel 2008, si manifestava uno dei muri del deposito Atam in costruzione – cioè uno dei quattro “poli” del Centro integrato di Mortara di Pellaro, tra le realizzazioni più onerose e prestigiose del “decreto Reggio”, insieme a Mercato agroalimentare, Mattatoio e canile – dopo alcune folate di vento (!) che buttarono giù ben 7 muri del futuro autoparco dell’Azienda di trasporto per l’Area metropolitana.

GIA’ AL TEMPO, alcuni addetti ai lavori inorridirono per la circostanza che il vento (non una tromba d’aria, eh) potesse aver praticamente distrutto un’intero edificio, per quanto non ancòra terminato o collaudato.
E ADESSO, dalle carte dell’arbitrato che consegnerà una somma spropositata all’azienda artefice di questo *bel* risultato, emerge che……

———– PER APPROFONDIRE, CLICCA SULLA FOTO ———– 

4 luglio 2013

Un rifiuto delle mafie “corale”. Per la prima volta, le istituzioni del Mezzogiorno si uniscono per opporsi ai clan

Una risposta “corale” del Mezzogiorno per non farsi stritolare dai tentacoli delle mafie.

magmagE’ quanto si va elaborando – su idea del presidente della Commissione regionale contro la ‘ndrangheta Salvatore Magarò – in Calabria (Regione proponente), Campania, Sicilia e Puglia.

Le altre regioni hanno accettato entusiasticamente l’invito a far parte dell’organismo, che avrà carattere itinerante e tenterà di coinvolgere il maggior numero d’interlocutori (non solo istituzionali)….

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4 febbraio 2013

Dell’Imu, della campagna elettorale e di altri dèmoni

Ok, rImmagineiprendersi l’Imu, cioè la tassa sulla casa, cioè l’Ici, cioè….
…Ora, al di là del fatto terra-terra che se quest’imposta sulla casa esiste da 21 anni (è stata varata nel ’92 dal governo Amato) un motivo d’economia reale probabilmente ci sarà…, ci sono varie altre cose da chiedersi.

Una cosa non trascurabile: ma chi ha governato dal 1992 a oggi? Giuliano Amato (centrosinistra) fino al ’93, Carlo Azeglio Ciampi dal ’93 al ’94 (governo “tecnico”), poi Silvio Berlusconi (’94-’95, centrodestra: fu solo il primo dei 4 Governi durati quanto, come spesso rammenta il fondatore prima di Forza Italia e poi del Pdl, nemmeno i governi De Gasperi durarono), quindi Lamberto Dini (’95-’96, altro governo “tecnico”). Quindi Romano Prodi (1996-98, centrosinistra), Massimo D’Alema (’98-’99, centrosinistra), ancòra D’Alema (1999-2000, centrosinistra), nuovamente Amato (2000-01, questa volta da indipendente), quindi Berlusconi (2001-05). E poi terzo governo Berlusconi (2005-06) e di nuovo Prodi (2006-08), successivamente un altro quadriennio di Silvio Berlusconi (2008-11) e infine Mario Monti, in carica dal 2011. La cronologia di Palazzo Chigi ci dice dunque che per oltre 11 anni, 11 anni in cui gli immobili erano tassati, il Cavaliere avrebbe potuto evitare tale tassazione. E in effetti lo propose (ma solo nel 2006; poi sconfitto da Prodi) e poi la tolse (nel 2008), col piccolo dettaglio che l’esecutivo Monti nel 2011 fu costretto a rimettere un’imposta sulla casa, prima casa inclusa, per evitare il default del Paese. Non un grande bilancio in materia fiscale, ci sembra. 

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17 ottobre 2012

Il Guardasigilli Paola Severino cala la mannaia: “I politici condannati non potranno essere candidati”

«Con assoluta tempestività il governo interverrà anche sulla materia della incandidabilità» dei condannati…

Dopo queste parole, ho deciso che amerò per sempre il ministro della Giustizia Paola Severino, qualsiasi enorme minchiata dovesse fare successivamente (com’è altamente probabile).

15 ottobre 2012

Scioglimento Comune di Reggio, Fedele incita Arena: “Opportuno impugnare il decreto”

“Star” della politica calabrese, Luigi Fedele da Sant’Eufemia d’Aspromonte – una solidissima carriera politica in Forza Italia prima e nel Popolo della libertà poi, assessore regionale al Turismo e poi presidente del Consiglio regionale, deputato pidiellino e poi capogruppo berlusconiano a Palazzo Campanella, oggi assessore regionale a Trasporti e Internazionalizzazione –, ha una certezza e un consiglio.

La certezza: sciogliere per «contiguità mafiosa» il Consiglio comunale di Reggio Calabria è stato un drammatico errore. Il suggerimento: caro Demy Arena… contro questo provvedimento, dovresti fare ricorso.

Assessore Fedele, ci rivolgiamo a lei da politico del Reggino… Sta per entrare in Camera di commercio per un importante appuntamento sull’internazionalizzazione. A pochi metri da qui, ha appena avuto luogo l’insediamento della commissione straordinaria, dopo lo scioglimento del Comune di Reggio Calabria…

«Io credo che lo scioglimento del Consiglio comunale di Reggio Calabria sia e sarà una tragedia per la città. Alla fine non ci sarà alcun giovamento, anche perché i cittadini non avranno un riferimento e soprattutto non ne avranno uno come il sindaco Demy Arena, persona capace e preparata che, devo dire, in questi mesi di lavoro ha dato un segnale forte alla città».

Scioglimento iniquo, dice lei. Ma c’erano o no, le condizioni per procedere?

«Sono convinto che non ci fossero, onestamente, anche leggendo la relazione, questi margini per andare allo scioglimento. Cosa diversa la responsabilità dei singoli, che vanno perseguite, com’è giusto che sia; la lotta alla criminalità; isolare chi ha sbagliato… Ma vedo che anche in questa relazione ci sono diversi punti poco chiari, alcune disattenzioni… Forse, tutta questa necessità e urgenza di commissariare il Comune di Reggio Calabria, che poi rappresenta l’intera Calabria anche quale sua più grande città, non è stata positiva».

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