il Caffè di Meliadò

14 luglio 2014

Confindustria / b – Infiltrazioni mafiose, Cuzzocrea: “Troppi gli Enti sciolti in Calabria. Ma se arrivano i commissari, nei centri ‘difficili’ restino almeno 5 anni”

Nel corso dell’appuntamento confindustriale di oggi a Reggio Calabria, già le prime – incisive – battute della sua relazione Andrea Cuzzocrea – ex pr20140714_170701esidente degli edili reggini dell’Ance e da un anno a questa parte presidente di Confindustria Reggio, che proprio nel 2014 celebra i suoi 70 anni di vita – le ha riservate al cosiddetto “decreto Taurianova”, insomma la controversa normativa che disciplina gli scioglimenti degli Enti locali per infiltrazioni mafiose.

Sarà appena il caso di ricordare che, dal ’91, uno solo è il caso di Comuni capoluogo di provincia sciolti per mafia: Reggio Calabria (9 ottobre 2012). Un abbinamento, quello tra infiltrazioni mafiose “sanzionate” dallo Stato e realtà territoriale reggina, che Cuzzocrea ha rilanciato in modo assolutamente diretto e polemico, ma anche assai documentato.

Se per il leader degli imprenditori reggini stabilire opportunità dello scioglimento o responsabilità che hanno condotto all’adozione della grave misura da parte del Governo «non è nostro compito», bisogna prendere atto che «lo strumento dell’amministrazione straordinaria è inefficace»; da un lato, «crea. come unico risultato, un clima di disaffezione e sfiducia dei cittadini nei confronti della cosa pubblica», dall’altro «alla paralisi della macchina amministrativa non corrisponde un effettivo risanamento degli Enti».

Ma è la statistica l’oggetto contundente impugnato da Andrea Cuzzocrea per fare male davvero.  (more…)

Annunci

18 gennaio 2014

A proposito della società civile che “resiste”: l’affaire Luccisano (e la Bcc di Cittanova)

Questa volta no, non è un “avvertimento” come altri.

Diventa uLuccisano Micheleno spartiacque, l’ennesimo furto – il settimo nel giro di 7 anni: come media non c’è male… – ai danni di Michele Luccisano, 52 anni il prossimo 22 marzo, imprenditore oleario e soprattutto imprenditore titolare della Verdiana (produttrice anche di kiwi giallo, confetture, marmellate…) che coraggiosamente ha denunciato i “cravattari” cui s’era rivolto fino a farli condannare (persino in terzo grado, come vedremo). Ma poi anche testimone antiusura, con tante occasioni di confronto nelle scuole, e presidente della neonata rete etica d’imprese Calabria Solidale, volta a coniugare legalità, coltivazioni “bio” e gestione pizzo-free.

…Quello appena perpetrato è quel tipo di segnale che, a misfatti nei tuoi confronti ormai compiuti, a tua ribellione ormai “esplosa”, a iter processuali ormai praticamente esauriti ti fa capire che purtroppo per te non sarà una denuncia e nemmeno una condanna la yellow line, la linea di demarcazione tra gli incubi del passato e un presente e un futuro informati esclusivamente ai Valori in cui credi e alla speranza di condizionare positivamente tutto il resto del mondo. Ma, probabilmente, quegli incubi sgomiteranno per infilarsi nella tua “nuova vita” e perseguitarti fino a un momento futuro e incerto.

Nella notte tra mercoledì 15 e giovedì 16 gennaio, i soliti (ig)noti sono penetrati nei locali dell’azienda di contrada Valle, poco fuori Cittanova. E hanno arraffato un po’ di tutto: una cisterna con dentro 100 quintali d’olio, prodotto-madre della Verdiana, altri contenitori più piccini, 500 litri di gasolio, una motosega e altri attrezzi vari, infilando tutto a bordo di un camion non portato da fuori, ma paradossalmente di proprietà sempre dell’azienda dei fratelli Michele e Antonio Luccisano, poi hanno unito i contatti per accendere il motore e se ne sono andati.
Il 16 mattina è stato Antonio, aprendo i battenti per una nuova giornata di lavoro, a rendersi conto del settimo furto, il primo del 2014 (non foss’altro perché appena iniziato). Danno stimato: circa 60mila euro.
Scontata la denuncia ai Carabinieri, ma stavolta il “colpo” era stato affidato a bassa manovalanza davvero: malviventucoli d’infimo spessore criminale hanno mal chiuso i contenitori con dentro il frutto dell’operato dello staff della Verdiana, così il mezzo pesante ha presto iniziato a perdere l’olio. Tanto, tantissimo olio. Risultato: nove incidenti stradali soltanto ieri mattina (16 gennaio) nei 15 km compresi tra Cittanova e località Longo di Melicucco, dove i ladri si son car1decisi ad abbandonare camion e refurtiva. C’è anche chi si è rotto il femore.

«Ecco perché, nei fatti, possiamo parlare adesso parlare di danni stimati tra gli 8 e i 10mila euro – spiega Michele Luccisano –, anche se per il momento non ho la possibilità di dire con esattezza cosa esattamente sia stato portato via: martedì prossimo arriveranno da Reggio gli uomini della Scientifica dell’Arma, solo dopo potrò tornare in possesso del camion e capire cosa manca davvero all’appello». Quanto a dinamica, però, «è stato soltanto l’ennesimo colpo perfettamente identico agli altri per modalità di scasso, d’ingresso, perfetta conoscenza dei luoghi e perfino delle attrezzature in dotazione all’impresa».

Tutto ciò non sposta di una virgola la questione di fondo:

(more…)

27 dicembre 2013

Il dibattito sull’antimafia che diverte tanto i clan (1)

Dopo l’arregirsto di Carolina Girasole, almeno apparentemente irreprensibile sindaco antimafia di Isola Capo Rizzuto pur non avendo mai nascosto (e anzi lottando di più per questo motivo, sempre almeno in apparenza) la propria parentela col clan Arena, ma ancor di più dopo l’arresto dell’ormai ex presidente del Movimento Donne San Luca Rosy Canale (anche perché seconda misura cautelare, in tempi ravvicinatissimi, nei confronti di ritenute “icone antimafia”), all’indirizzo delle destinatarie sono stati scagliati quasi soltanto insulti.
Ragionamento sulla portata di quanto accaduto rispetto al contrasto culturale ai clan, quasi zero. Ragionamento sulla coerenza di alcuni profili dei canovacci investigativi, quasi zero (…l’idea che una cosca sanguinaria come quella degli Arena di Isola Capo Rizzuto possa ringraziare un politico corrotto che la sponsorizza regalandogli una cassetta di finocchi, passaggio più volte presente nell’ordinanza relativa all’operazione Insula, non sarebbe venuta neppure al più sprovveduto degli sceneggiatori di B-movie. E questo, per onestà intellettuale, bisogna assolutamente dircelo).

Altrettanto “naturalmente”, adesso s’è scatenato il finimondo; e questo, per essere precisi, in quanto è stato il Nord più blasonato, il quotatissimo Corriere della sera, ad alzare l’indice contro l’antimafia “parolaia” presente in Calabria.
Ernesto Galli Della Loggia, fra i più apprezzati editorialisti dell’intero Paese, al di là delle “derive” in pratica ha accusato l’antimafia di casa nostra di essere tutta “chiacchiere e distintivo”, sollecitando a costruire nuove caserme piuttosto che ad alimentare verbosi circuiti associazionistici anticrimine.

(more…)

12 dicembre 2013

Le operazioni antimafia contro l’antimafia

Solo alcune rapide considerazioni, dopo gli arresti di stamattina che hanno coinvolto, tra gli altri, l’ (ex) simbolo antimafia Rosy Canale.

HO SEMPRE coltivato l’arte del dubbio. Ma un conto è avere dubbi su alcune circostanze, altro vedere incarcerare persone che si stimano e il cui percorso, secondo quel che in buona fede pensi, è d’aiuto a molte altre persone.

MORE SOLITO, in molti (*specie* tra quanti non ne capiscono una fava, ci tengo a precisarlo) sono bravissimi a svelare gli altarini ma, naturalmente, a operazioni di polizia già avvenute.

QUANDO QUALCUNO sa effettivamente qualcosa (qualcosa “per certo”), in particolare tra i giornalisti, *ovviamente* lo dice o lo scrive. E sono soprattutto le “carte”, i fatti e gli atti, a contare in questa direzione.

SE INVECE

(more…)

31 ottobre 2013

Lettera aperta al questore di Milano, Luigi Savina

Gentilissimo Questore di Milano Luigi Mario Francescosavina Savina,
in questi giorni la sostanziale “strage dei Tatone” sta mettendo la Polizia milanese (e, più in genere, la Polizia e lo stesso Viminale) in enorme difficoltà. Lo capiamo tutti.

Al contempo, qui in Calabria c’è da sempre un’enorme attenzione a ogni foglia che si muove all’ombra della Madonnina.
Sarà perché la ‘ndrangheta
(more…)

28 ottobre 2013

L’AcquaSantissima di Gratteri&Nicaso

Esce domani – martedì 29 ottobre – in tutte le librerie del Paese, per i tipi della Mondadori (collana Strade blu. Non fiction) il nuovo libro copertinadella premiatissima ditta Nicola Gratteri & Antonio Nicaso, Acqua Santissima.

Come il titolo (una suggestiva, neologistica crasi tra acquasanta e mammasantissima…) fa presumibilmente intuire, i punti di contatto tra Chiesa e criminalità organizzata nel bene e nel male non sono pochi.
Sia perché proprio la “malapianta” (come la chiamano certuni: da qui, anche uno dei titoli precedenti di Gratteri&Nicaso) è l’obiettivo maestro delle lotte “sociali” della Chiesa. Sia perché malauguratamente, come esistono i dipendenti pubblici infedeli, come esistono gli agenti o i carabinieri infedeli, anche il corpo ecclesiastico, nell’arco dei vari decenni di tristissima convivenza sua e delle rispettive comunità con la criminalità organizzata,  è stata “permeata” e in minima parte pure contagiata dalle purulenze della collusione, della connivenza, dell’ “area grigia”, delle cosche.

Nelle 191 pagine di questo volume – di cui alle 18,30 di oggi in anteprima assoluta presenteremo alcuni stralci nel corso di uno speciale sull’emittente radiofonica Antenna Febea e che il 5 novembre troverà la sua prima presentazione a Palazzo Gagliardi, Vibo Valentia, nel corso di una conversazione con l’esperto cronista di “nera” Arcangelo Badolati (palmese) – si spazia davvero tanto, anche perché la casistica è micidiale; come già altri volumi avevano peraltro messo in chiaro, da La ‘ndrangheta davanti all’altare di Romina Arena, Paola Bottero, Francesca Chirico, Cristina Riso e Alessandro Russo (Sabbiarossa edizioni) allo “storico” libro Laterza La mafia devota, della docente di Sociologia giuridica e della devianza all’Università di Palermo Alessandra Dino

Certo,

(more…)

9 settembre 2013

Svegli contro le ‘ndrine… Nasce così la web-radio antimafia “Nessun dorma”

Si chiama Nessun dorma – come la celeberrima aria della pucciniana Turandot la prima web-radio europea antimafia, ospitata a Reggio Calabria nella sede di Croce Valanidi dell’OsserRadio Nessun Dormavatorio sulla ‘ndrangheta (ex “Museo della ‘ndrangheta”).
Oggi pomeriggio la presentazione ufficiale, svolta dal direttore dell’Osservatorio Claudio La Camera, dal procuratore distrettuale di Reggio Federico Cafiero de Raho e da Giovanni Impastato, fratello di Peppino Impastato, il noto giornalista e attivista antimafia assassinato per volontà del parente-superboss Tano Badalamenti.
Ma si sono raccolti contributi preziosi pure del procuratore aggiunto Ottavio Sferlazza, del questore reggino Guido Longo come pure di Danilo Sulis, direttore editoriale di Radio Cento Passi.

Non solo informazione: anche musica, intrattenimento, “esplorazione” della realtà circostante tra i pilastri dell’emittente radiofonica che prenderà concretamente le mosse a novembre…

Dlopreiciamo anche che giusto in seno alla presentazione (la radio tra un bimestre avrà vita grazie all’attività insostituibile del dj Filippo Lo Presti e del tecnico audio Maurizio Albanese) non è mancata la dialettica, com’è giusto che sia.
Per esempio, l’emittente radiofonica dev’essere classificata come una nuova strumentazione anti-‘ndrangheta oppure no?
Ad avviso di Sferlazza, «non ci sono dubbi che anche la radio Nessun Dorma è una forma di contrapposizione, benché di matrice culturale». Per La Camera, invece, «l’azione culturale è la mossa più giusta anche perché bisogna uscire dalla logica che vede anche le azioni di contrasto non militare alle mafie soltanto quali misure “oppositive”».

…Punti di vista, fermo restando che già esercitare un’attività (non solo) informativa in maniera libera e pienamente indipendente non può far piacere a chi ha imperniato la propria vita sull’illegalità. Resta il fatto che per una trentina di ragazzi, che verranno formati all’indirizzo d’attività giornalistiche, più strettamente radiofoniche (elaborazione e conduzione di programmi musicali) e tecniche, l’impegno in “Nessun Dorma” diventerà «mezzo per fare informazione, modello positivo, occasione d’aggregazione, strumento per creare futuro…» come lo stesso La Camera ha posto in evidenza, sottolineando che l’emittente farà comunque anche da moltiplicatore per la già importante azione militare contro le ‘ndrine.

Anche un’altra considerazione è stata svolta sul filo di opinioni distanti tra loro: la Calabria è oppure no arretrata – sul fronte imprenditoriale come sul versante dell’azione a favore della legalità – rispetto anche ad altri territori meridionali come la dirimpettaia Sicilia? «Sì, un po’ è vero… ma insomma, neanche più di tanto», ha affermato tra le altre cose Claudio La Camera. «La Sicilia? Rispetto alla Calabria, mi spiace dirvelo, ma è avanti di vent’anni», ha affermato il procuratore capo di Reggio. E questo perché «dopo le stragi, nel ’92 ha trovato il coraggio di dire “basta” e di portare avanti il cambiamento… Reggio, in questo senso, ha ancòra tanto da fare» anche perché «purtroppo rimane un pezzo di città che ama fare affari con le ‘ndrine, altri che “riconoscono” la ‘ndrangheta considerandola un male insopprimibile… Ecco, sono proprio queste persone che di fatto legittimano i clan ogni giorno».

…Ma torniamo alla radio.

(more…)

23 settembre 2012

Aeroporto dello Stretto, ‘ndrangheta, imprese… e la “Baggìna”, la Lega, i De Stefano…

Filed under: criminalità organizzata,economix,l'inchiesta — mariomeliado @ 08:40

La ‘ndrangheta prende l’aereo. O almeno ci prova…

La Prefettura di Roma ha negato la certificazione antimafia alla ditta Mucciola Piero spa; l’azienda reggina (con sede legale a Roma, dove nel 2006 ha peraltro pure aperto un avamposto operativo), cioè, che s’era aggiudicata l’appalto per la nuova Aerostazione dell’Aeroporto di Reggio Calabria (controvalore, 11 milioni di euro).

Forse superfluo, ma comunque utile dire che la società di gestione dello scalo reggino (la Sogas, presieduta da Carlo Porcino), alla luce dell’interdittiva capitolina, ha immediatamente rescisso il contratto. Ma questo – va detto – già si sapeva almeno dal mese scorso, quando il presidente del Consiglio d’amministrazione anticipò la scelta durante la tappa reggina del forum Sogas 2.0 (che solo 4 giorni fa ha conosciuto la sua tappa messinese).

…Non è una novità assoluta, stando almeno alle inchieste anti-‘ndrangheta degli ultimi anni, l’accostamento dell’azienda e del suo capostipite, appunto il romano Piero Mucciola (che vanta il 60,5% dell’azionariato, mentre il resto è diviso in parti uguali tra i figli Fabio, Roberto e Massimo) a soggetti e ambienti discutibili.

(more…)

8 luglio 2012

A Genova, salta il processo alla ‘ndrangheta da export. L’inteprete dal calabrese? Si trova… solo a 1.000 km!!!

Ieri, nelle edicole genovesi, sulla “prima” del popolarissimo Secolo XIX spiccava una notizia che, più che di pesto, profuma di peperoncino…

Riguarda il processo Maglio 3, che già odora di Calabria in quanto derivata dall’omonima operazione messa a segno dai carabinieri del Ros (il Raggruppamento operativo speciale) su input della Dda di Genova, appunto: oggetto, dunque, le ormai notissime (specie dopo lo scioglimento del Comune di Ventimiglia per infiltrazioni mafiose…) commistioni tra ‘ndrangheta e apparati pubblici in Liguria.

Tra gli altri, sono stati coinvolti e arrestati nell’ambito di Maglio 3 i presunti capibastone Mimmo Gangemi (….ma la signora di Ellis Island non c’entra niente!, mi raccomando) e Onofrio Garcea più una lunga serie d’altri soggetti, tra destinatari di misure cautelari e indagati a piede libero; l’organizzazione aveva contaminato tutt’e 4 le province liguri, a Ventimiglia era Michele Circosta – stando agli inquirenti – l’indiscusso capoclan.

Beh, la notizia per una volta non è questa, ma porta al sorriso.

Infatti la prossima udienza del processo ai boss delle ‘ndrine importate all’ombra della Lanterna salta… perché non s’è trovato un interprete calabrese-ligure (o calabrese-italiano, fate voi).

Giuro.

(more…)

21 maggio 2012

Torna in carcere per presunta contiguità al clan Commisso di Siderno l’ex consigliere regionale Cosimo Cherubino

Nuova megaoperazione che scuote dal profondo il nostro territorio per via dei presunti legami tra ‘ndrangheta e politica… Lo si capisce fin dall’evocativo nome tributato alla stessa operazione: La falsa politica. Quindici presunti membri della ‘ndrina sidernese dei Commisso sono stati infatti arrestati nella notte dagli agenti della Squadra mobile della Questura di Reggio Calabria in collaborazione con gli uomini del Commissariato di Siderno e dello stesso Sco, il Servizio centrale operativo della Polizia, in ottemperanza a un mandato del giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Reggio Calabria (in accoglimento della conforme richiesta della Direzione distrettuale antimafia reggina). E tra gli arrestati ci sono alcuni nomi “eccellenti” della politica calabrese…

(more…)

Pagina successiva »

Blog su WordPress.com.