il Caffè di Meliadò

30 dicembre 2009

La volgarità incassa fondi. E talvolta i fondi sprizzano volgarità

<…….Mi domando se esistano altri Paesi in cui non un filmetto qualsiasi, ma la pellicola che si prevede come la più vista dell’anno consista in pratica in una serie ininterrotta di volgarità condite da parolacce: una specie di lunga scritta oscena sulla parete del cesso di una stazione>

(così Enrico Galli Della Loggia sul Corriere della sera, nel recente – 21.12.09 – ma ormai già celebre ‘fondo’ intorno alla polemica sulla concessione dei fondi ministeriali al film Natale a Beverly Hills in seguito al riconoscimento quale pellicola d’interesse <culturale e nazionale>)

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26 dicembre 2009

Regionali, per il centrosinistra dèbacle annunciata? (3)

(segue)

Esiste comunque almeno un altro punto interrogativo da porsi.

Ma perché non c’è alcun territorio in cui il Governatore uscente sia considerato immeritevole? 

In primis, esiste una questione statistica: per la legge dei grandi numeri, su 20 regioni d’Italia, considerato un certo periodo (esempio: quinquennio 2005-2009), ci sarà stato qualche Governatore meno valido degli altri.

Proprio per la stessa ragione, non è possibile che questo ‘scarso rendimento’ coinvolga sempre e comunque “gli altri”, cioè chi governa ma ha una casacca differente…

Eppure, un singolo partito (oggi, diremmo il Pd; o il Pdl; o altre forze, come dire?, non “a vocazione maggioritaria”) non dice mai chiaro e tondo “questo Presidente e questa Giunta non li ripropongo, perché hanno malgovernato”.

I motivi di questo sono tanti e, in parte, intuibili.

 Allora, direte voi, gli uscenti – non foss’altro che per motivi “di bandiera” – saranno riproposti sempre e comunque!

…Eccoci alla seconda considerazione: non è così. A volte, i Governatori (ma anche i Presidenti di Provincia o i sindaci) uscenti non vengono riproposti affatto.

E visto che (tornare al punto 1) ‘per definizione’ questi governanti non sono mai scadenti o deficitari, in qualche modo siamo tornati al nodo originario: ma se andavano così bene, perché “quei” Presidenti non vengono riproposti?

 Questione numero tre: vadano bene oppure no, i Presidenti uscenti non ‘dovrebbero’ forse essere riproposti in ogni caso?

Anche qui, ci sono molte correnti di pensiero… Comunque la si pensi, resta un dato inconfutabile: riproporre il Governatore (o sindaco, o presidente della Provincia…) uscente è anche l’unico modo per consentire al popolo ‘sovrano’ di declinare il principio di responsabilità politica. Cioè, di dire al Presidente e alla coalizione che – nel caso – hanno male amministrato: “Cari, andatevene a casa”.

Altre valutazioni sul loro operato saranno sempre e comunque di minor impatto.

Eppure, in Italia quando le cose non sono magari andate bene, c’è sempre qualcuno che pensa di “cambiare cavallo” senza alcuna valutazione di merito sul passato.

Ecco allora che le Primarie scricchiolano la prima volta: sarà il caso d’ideare una ‘franchigia’ (non per Agazio Loiero, tornando al caso-Calabria, ma sempre & comunque) per gli uscenti, in modo che fuori dalle convenienze e dal ‘politichese’ siano gli elettori a poter sempre dare il loro giudizio, positivo o anche rude?

E comunque: se il Pd ‘boccerà’ Vendola, perché non dire esplicitamente che quest’esperienza non è (per i Democrat) andare bene, assumendosene le responsabilità (per esempio, di mandare probabilmente a monte su scala nazionale l’intesa con la giovane Sel)?

(3 – fine.)

Regionali, per il centrosinistra dèbacle annunciata? (2)

(segue)
In tutto questo, però, ci sono almeno due elementi che rischiano di configurare ulteriori ‘botte’ al sistema.

Uno, l’Udc (che sceglierà “con chi stare” solo a metà gennaio; e se optasse per il centrosinistra, potrebbe pure sabotare il giochino, pretendendo il mancato rispetto dell’esito delle Primarie, magari a favore di un aspirante-Governatore centrista). Due, il Partito del Sud… In tanti danno il nuovo soggetto autonomista come possibile elemento di criticità dell’alleanza che ha il Popolo delle libertà al centro. Però in Puglia, nel centrodestra, c’è chi ha proposto quale possibile Presidente proprio l’ex ministro Adriana Poli Bortone, fondatrice di “Io Sud” ed elemento carismatico (ovviamente, insieme al Governatore siciliano Raffaele Lombardo) dell’intero soggetto politico “meridionalista”.

(2 – continua)

Regionali, per il centrosinistra dèbacle annunciata? (1)

E’ chiaro: sembra incredibile, ‘dover’ assistere al disfacimento del centrosinistra nel centroSud.

Però ci sono alcuni indizi che fanno ipotizzare qualcosa del genere, in vista delle Regionali di fine marzo… Prendiamo, per esempio, la candidatura degli uscenti in Campania, Calabria, Puglia e Lazio: il centrodestra parrebbe dover solo decidere chi far eleggere.

Il problema in Puglia non sta nella debolezza del centrosinistra ma, al solito, nelle lacerazioni: Nichi Vendola deve vedersela con la congettura piddina di non candidare lui, ma il sindaco di Bari Michele Emiliano, peraltro guida dei Democrat pugliesi (metterebbe Udc e dipietristi, che assolutamente osteggiano il leader nazionale di Sinistra ecologia e libertà, nelle condizioni d’allearsi col Pd; e al tempo stesso, libererebbe la ‘casella’ della sindacatura del capoluogo della Puglia); in Campania, qualsiasi nome nel post-Antonio Bassolino sembra spacciato; in Lazio, per ragioni del tutto analoghe, è difficile perfino rastrellare il nome di un candidato a succedere al volto Rai Piero Marrazzo, le cui disavventure sono ormai perfino troppo note.

Quanto alla Calabria, la candidatura di Agazio Loiero è fortemente posta in discussione dalle Primarie in cui sarà sfidato dal presidente del Consiglio regionale Peppe Bova, dal deputato Doris Lo Moro e dal consigliere regionale piddino Brunello Censore.
Epperò, esiste un meccanismo di “ripescaggio” più che possibile: non considerare vincolante l’esito di questo strumento per la scelta del candidato-Governatore.
Non tanto ad opera dei diretti protagonisti, quanto dei partiti loro sostenitori…

(1 – continua)

20 dicembre 2009

Berlusconi ha il consenso dei 2/3 del Paese (?)

Al corpo di Silvio Berlusconi il vile attentato di piazza Duomo non ha fatto bene; allo spirito (cioè ai consensi…) invece sì.

Lo fa sapere Affaritaliani.it: un sondaggio appositamente commissionato a Euromedia Research svela che il gradimento del Silvio nazionale come ad esempio quello di premier…, è schizzato addirittura al 66,1% su base nazionale.

Ma la nostra attenzione si sofferma invece sulla “tabella” in cui – sebbene senza disaggregati territoriali – si analizza il consenso di cui “invece” possono godere le più alte cariche dello Stato.

C’è scritto a caratteri quasi cubitali: il presidente del Consiglio è al 99,2 per cento!!! Mentre quel ‘poveraccio’ del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, si attesterebbe al 39,1 appena.

Stupito, guardi meglio.
E guardi le sottovoci.
E se magari sei un addetto ai lavori ti accorgi… Ti accorgi che i riferimenti attengono al solo Pdl, e soprattutto che non esiste alcuna tabella omologa per il centrosinistra.

Cioè: il navigatore web sa che tra i ‘suoi’ elettori Berlusconi ha il 99,2% dei consensi (mentre solo 4 elettori pidiellini su 10 hanno fiducia in Napolitano, sommo garante della Costituzione); ma “purtroppo” non è dato sapere il contrario!, cioè quanto discredito abbia il premier tra gli elettori di altre parti politiche (udc, per dire… o centrosinistra strutturato…. Italia dei valori no!, sarebbe sparare sulla ‘crocerossa’) e neanche di quanto credito goda l’ex attivista della Resistenza e Presidente della Repubblica in carica tra gli elettori non “berluscones”.

Peccato…..

…..o no?

12 dicembre 2009

I brividi sulla pelle del popolo di “mamma Natuzza”

….Un salto all’indietro nel tempo di qualche settimana…

così il popolo di “mamma Natuzza” (‘cenacoli’, cioè gruppi di preghiera, inclusi….) dava il suo addio a Natuzza Evolo, la mistica di Paravati morta dopo anni di sofferenze.

9 dicembre 2009

Tonino, addio

Questa che segue è la commemorazione diramata dall’Ufficio stampa del Consiglio regionale di Tonino Acri, per anni presidente della Provincia di Cosenza e fin qui consigliere regionale. La seconda metà di questa legislatura regionale, per chi ha frequentato Palazzo Campanella, porta indiscutibilmente (anche) il volto della sua malattia, della lotta contro il male di questo Politico Gentiluomo.

….Addio, Tonino.

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“Scompare con Antonio Acri, una figura limpida che ha arricchito le Istituzioni con la politica dal volto umano, densa di passione civile e con la stella polare dei problemi della Calabria onesta e laboriosa”.

Lo ha affermato oggi il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova, apprendendo del decesso di Antonio Acri, consigliere regionale del Pd.

Nel corso di questa legislatura, Acri ha rivestito incarichi importanti, prima come Presidente del Comitato per la qualità e fattibilità delle leggi, poi come presidente della quarta Commissione consiliare “Assetto, utilizzazione del territorio – Protezione dell’Ambiente”.

Finchè le forze glielo hanno consentito, ha svolto con passione e puntualità gli incarichi ricoperti.

Dal dicembre del 2000, è stato Vice Presidente della Lega Nazionale delle Autonomie Locali oltre che Presidente della Lega Regionale.

Antonio Acri era nato a San Giovanni in Fiore il 2 dicembre del ’42. Sposato dal ‘72, padre di due figli e dal 2002 anche nonno, si era laureato in Scienze motorie all’Isef di Napoli.

Il suo impegno politico inizia da giovanissimo nelle file dell’allora Pci. Ultratrentennale la sua presenza nelle istituzioni: nel 1975 viene eletto nel Consiglio comunale di San Giovanni in Fiore, diventando prima assessore e poi sindaco nell’81.

Dal 1980 viene eletto, ininterrottamente, consigliere dell’Amministrazione provinciale di Cosenza e ricopre gli incarichi di capogruppo Consiliare del P.D.S., poi più volte di assessore e infine, nel ’94, di Presidente della Provincia. Nel ’95 è eletto a mezzo di elezione diretta e cinque anni dopo è riconfermato Presidente al primo turno nelle competizioni del Giugno 1999.

Era entrato per la prima volta in Consiglio regionale, eletto il 4 aprile 2005 con 6.765 voti nella lista Ds della circoscrizione di Cosenza; il 1 gennaio 2008, Acri aderisce al neocostituito gruppo consiliare del Partito Democratico.

Fino al 31 gennaio 2008, ha rivestito la carica di segretario della Commissione consiliare regionale contro il fenomeno della mafia in Calabria.

Nella seduta consiliare dell’8 luglio 2005, è stato eletto membro degli Istituti regionali Ricerca Sperimentazione ed aggiornamenti educativi

(I.R.R.S.A.E.) presso il Ministero della Pubblica Istruzione.

Appassionato di sport, è stato calciatore e allenatore di 3a categoria, e ha praticato anche il pugilato. Amava viaggiare e leggere libri di saggistica storica e politica.

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