il Caffè di Meliadò

16 gennaio 2013

Reggio Non Tace tra partecipazione, fischi e insulti…

I 1.100 circa che hanno affollato al Centro direzionale di Sant’Anna li ho visti grintosi e bonari, determinati e riflessivi. Ma s20130111_203856oprattutto, l’Assemblea pubblica realizzata grazie alla caparbietà di Reggio non tace (…e al pronunciamento di giudici amministrativi: ma il fatto che si sia reso necessario questo passaggio è solo un doloroso episodio…) mi è parsa un fondamentale passaggio partecipativo, considerato oltretutto che da anni Palazzo San Giorgio era praticamente infrequentabile da parte dei “comuni” cittadini che avessero voluto partecipare alle sedute del Consiglio comunale, incredibilmente senza che si fosse pensato a celebrare, piuttosto!, i Consigli in luoghi differenti (e che potessero ospitare il pubblico) in via temporanea.

C’era anche il coordinatore della Commissione straordinaria, Vincenzo Panico. E sebbene a nessun politico o amministratore (e dunque neppure a un amministratore-funzionario post-scioglimento) vada concessa “carta bianca” senza valutarne concretamente l’operato in relazione a singoli specifici atti e alla sua attività istituzionale complessiva, trovo sia stato molto misurato e adeguato al ruolo.

Ma del prefetto Panico c’è una cosa che l’altra sera m’è piaciuta particolarmente. Prendendo appositamente la parola, ha chiarito alle centinaia di presenti: «Nel corso di un’assemblea, credo vada garantito il diritto di parola a chiunque».

AglianoCos’era accaduto, per spingere Vincenzo Panico a quella sobria ma precisissima frecciata?

Poco prima, aveva preso la parola l’ex assessore comunale Peppe Agliano, certamente uno “scopellitiano di ferro”.  E praticamente già dalle prime parole, Agliano era stato travolto, ma che dico travolto?, subissato dai fischi quasi dell’intero Centro direzionale. Mentre alcuni (pochi, in verità), specie dalle prime file, cercavano di mettere a tacere chi, fischiando, esprimeva profondo dissenso (misto, per la verità, anche a insulti all’ex amministratore reggino e a espliciti inviti ad andar via e a interrompere l’intervento).

(more…)

Annunci

5 giugno 2011

Comunali di Reggio Calabria, annullate 7mila schede! La situazione è grave… ma non seria

La situazione è grave, ma non seria

Con un piccolo sforzo goliardico si potrebbe descrivere così l’esito della verifica dei verbali dei seggi elettorali in relazione alla recentissima tornata amministrativa per il rinnovo del Consiglio comunale reggino. Ben 7mila – come annunciato ufficialmente dal presidente della Commissione elettorale Giuseppe Campagnale schede annullate in questa sede, soltanto 40 su 217 le sezioni elettorali in cui non si sono registrati gravi o gravissimi (in quest’ultimo caso, devoluti alla Procura della Repubblica…) problemi rispetto alla manifesta regolarità del voto.

In tutto ciò, il neosindaco di Reggio Demy Arena (vedi foto) ritiene che la cosa migliore da fare non sia accanirsi a evidenziare le mille irregolarità (la più patente e incredibile: in varie sezioni, si sono registrati più voti che votanti…), ma piuttosto «rompere per il futuro con questo metodo di votazione che, evidentemente, non va». Ad avviso del primo cittadino, la prima cosa da fare sarà «semplificare i verbali per le votazioni, visto che in più di un caso c’è stata una forte incertezza interpretativa e invece situazioni di questo tipo, a fronte di un diritto fondamentale come il suffragio popolare, debbono essere circoscritte il più possibile e arginate ai soli casi di reale incertezza sul voto espresso. E occorrerà agire anche in termini di un’opportuna, adeguata formazione dei futuri presidenti di seggio e scrutatori».

Tiepido, l’amministratore, rispetto all’ipotetico ricorso alla magistratura amministrativa che, pure, da giorni “fa il giro” dei social network e in particolare del più diffuso, Facebook, sulla scia dello slogan “Elezioni pulite” (che, vuoi o non vuoi, ricorda da vicina quell’ “Energia pulita” che ha rappresentato il claim della candidatura a primo cittadino di Massimo Canale e anche, se è per questo, la sua sorprendente “lista del sindaco”, che ha anche ottenuto un seggio a Palazzo San Giorgio). «Se ci sono elementi tali da far ritenere a qualcuno d’aver subìto un torto, è più che giusto che le persone legittimate ad agire si rivolgano al Tar, la sede competente nella quale avranno certamente soddisfazione… ma via, parlare di “brogli” mi sembra francamente eccessivo».

Non si discosta di molto l’opinione pubblicamente espressa da Massimo Canale, che torna in Consiglio comunale dopo l’esperienza da candidato primo cittadino del centrosinistra cosiddetto “ufficiale”. «Allo stato, se gli elementi sono solo questi, parlare di brogli mi sembra impensabile: certamente io non avanzerò ricorso al Tar. Del resto, noi – aggiunge lui – non contestiamo il merito, ma il metodo della votazione, che “fa acqua” da tutte le parti: migliaia di schede annullate, decine e decine di presidenti di seggio infedeli e incapaci di gestire al meglio e in serenità le operazioni di scrutinio. E non citerò le tante situazioni di seggi “presidiati” in violazione alle norme vigenti, specie nella zona Nord della città, con corrispondente impensabile divario tra il candidato sindaco del centrodestra e quello del centrosinistra…».

Resta un punto, a urne ormai chiuse forse “il” punto: ma a Palazzo di città ci sarà “una sola” opposizione o prenderanno corpo più minoranze? Le ultime uscite-stampa di Italia dei valori, e in particolare del responsabile regionale per il Patto etico e responsabile calabrese Enti locali Enzo Tromba farebbero pensare altrimenti!, con la candidatura del coordinatore cittadino dipietrista, ex candidato sindaco (e oggi unico rappresentante in Consiglio) del “cartello a 3 di sinistra” Aldo De Caridi quale presidente dell’Assemblea in nome di un’imprecisata nuova governance… «Le stupidaggini, lasciamole a chi le dice – taglia corto Canale –. Io lavorerò per ricompattare il centrosinistra e proprio un centrosinistra unito è il mio obiettivo di fondo: riterrò d’aver fallito se non riuscirò a centrarlo entro un paio d’anni. Il 10% in più delle liste che ho avuto non è merito solo di Massimo Canale, è merito anche di uno “spirito” che è quello di Milano e Napoli e che in riva allo Stretto s’è avvertito quand’era forse troppo tardi… La cosa davvero importante è dare compattezza al centrosinistra: quello “senza se e senza ma”, quello che non ha “schiacciato l’occhio” al centrodestra, che non s’è ritagliato un ruolo solo per tentare, invano, di far perdere un candidato».

9 dicembre 2009

Tonino, addio

Questa che segue è la commemorazione diramata dall’Ufficio stampa del Consiglio regionale di Tonino Acri, per anni presidente della Provincia di Cosenza e fin qui consigliere regionale. La seconda metà di questa legislatura regionale, per chi ha frequentato Palazzo Campanella, porta indiscutibilmente (anche) il volto della sua malattia, della lotta contro il male di questo Politico Gentiluomo.

….Addio, Tonino.

* * * * * * * * * * * * * * * * *

“Scompare con Antonio Acri, una figura limpida che ha arricchito le Istituzioni con la politica dal volto umano, densa di passione civile e con la stella polare dei problemi della Calabria onesta e laboriosa”.

Lo ha affermato oggi il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova, apprendendo del decesso di Antonio Acri, consigliere regionale del Pd.

Nel corso di questa legislatura, Acri ha rivestito incarichi importanti, prima come Presidente del Comitato per la qualità e fattibilità delle leggi, poi come presidente della quarta Commissione consiliare “Assetto, utilizzazione del territorio – Protezione dell’Ambiente”.

Finchè le forze glielo hanno consentito, ha svolto con passione e puntualità gli incarichi ricoperti.

Dal dicembre del 2000, è stato Vice Presidente della Lega Nazionale delle Autonomie Locali oltre che Presidente della Lega Regionale.

Antonio Acri era nato a San Giovanni in Fiore il 2 dicembre del ’42. Sposato dal ‘72, padre di due figli e dal 2002 anche nonno, si era laureato in Scienze motorie all’Isef di Napoli.

Il suo impegno politico inizia da giovanissimo nelle file dell’allora Pci. Ultratrentennale la sua presenza nelle istituzioni: nel 1975 viene eletto nel Consiglio comunale di San Giovanni in Fiore, diventando prima assessore e poi sindaco nell’81.

Dal 1980 viene eletto, ininterrottamente, consigliere dell’Amministrazione provinciale di Cosenza e ricopre gli incarichi di capogruppo Consiliare del P.D.S., poi più volte di assessore e infine, nel ’94, di Presidente della Provincia. Nel ’95 è eletto a mezzo di elezione diretta e cinque anni dopo è riconfermato Presidente al primo turno nelle competizioni del Giugno 1999.

Era entrato per la prima volta in Consiglio regionale, eletto il 4 aprile 2005 con 6.765 voti nella lista Ds della circoscrizione di Cosenza; il 1 gennaio 2008, Acri aderisce al neocostituito gruppo consiliare del Partito Democratico.

Fino al 31 gennaio 2008, ha rivestito la carica di segretario della Commissione consiliare regionale contro il fenomeno della mafia in Calabria.

Nella seduta consiliare dell’8 luglio 2005, è stato eletto membro degli Istituti regionali Ricerca Sperimentazione ed aggiornamenti educativi

(I.R.R.S.A.E.) presso il Ministero della Pubblica Istruzione.

Appassionato di sport, è stato calciatore e allenatore di 3a categoria, e ha praticato anche il pugilato. Amava viaggiare e leggere libri di saggistica storica e politica.

Blog su WordPress.com.