il Caffè di Meliadò

15 gennaio 2011

Il “caso Perugini”. Un paradigma per un’intera coalizione e un’intera classe dirigente (4)

(segue)

La sensazione è più o meno questa. Che, cioè, si tenti di accreditare un’alleanza differente e con più chances di vittoria (tipico il caso dell’allargamento all’Udc, ma in caso pure ai “terzisti” dell’asse Fli-Api-Mpa) pensando che questo dato sia da anteporre a tutto… anche a una valutazione sull’effettivo operato del sindaco o presidente di Provincia uscente.

A proposito: ultima considerazione. Se un eletto non viene riproposto dalla “sua” coalizione, questo fattore va considerato o meno una “bocciatura” da parte del suo partito e/o da parte di quelli alleati?

Be’, secondo noi sì.

Basterebbe una serena ma chiara valutazione per dirimere ogni dubbio. E andare alle urne con una consapevolezza diversa: in partenza, con la consapevolezza che neanche gli elettori, ma direttamente la tua coalizione potrà magari “cacciarti” se a suo insindacabile giudizio (non sindacabile neppure da parte degli elettori, evidentemente) avrai governato male durante il tuo primo mandato.

Resta un forte punto interrogativo su un aspetto, però.

Fino a che punto un eletto a suffragio diretto (profilo nodale) possa essere non riproposto, cioè “bocciato” in base a un giudizio che sia di altri e non del corpo elettorale che a suffragio diretto ha scelto “proprio lui” (o lei).

(4 – fine)

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26 dicembre 2009

Regionali, per il centrosinistra dèbacle annunciata? (3)

(segue)

Esiste comunque almeno un altro punto interrogativo da porsi.

Ma perché non c’è alcun territorio in cui il Governatore uscente sia considerato immeritevole? 

In primis, esiste una questione statistica: per la legge dei grandi numeri, su 20 regioni d’Italia, considerato un certo periodo (esempio: quinquennio 2005-2009), ci sarà stato qualche Governatore meno valido degli altri.

Proprio per la stessa ragione, non è possibile che questo ‘scarso rendimento’ coinvolga sempre e comunque “gli altri”, cioè chi governa ma ha una casacca differente…

Eppure, un singolo partito (oggi, diremmo il Pd; o il Pdl; o altre forze, come dire?, non “a vocazione maggioritaria”) non dice mai chiaro e tondo “questo Presidente e questa Giunta non li ripropongo, perché hanno malgovernato”.

I motivi di questo sono tanti e, in parte, intuibili.

 Allora, direte voi, gli uscenti – non foss’altro che per motivi “di bandiera” – saranno riproposti sempre e comunque!

…Eccoci alla seconda considerazione: non è così. A volte, i Governatori (ma anche i Presidenti di Provincia o i sindaci) uscenti non vengono riproposti affatto.

E visto che (tornare al punto 1) ‘per definizione’ questi governanti non sono mai scadenti o deficitari, in qualche modo siamo tornati al nodo originario: ma se andavano così bene, perché “quei” Presidenti non vengono riproposti?

 Questione numero tre: vadano bene oppure no, i Presidenti uscenti non ‘dovrebbero’ forse essere riproposti in ogni caso?

Anche qui, ci sono molte correnti di pensiero… Comunque la si pensi, resta un dato inconfutabile: riproporre il Governatore (o sindaco, o presidente della Provincia…) uscente è anche l’unico modo per consentire al popolo ‘sovrano’ di declinare il principio di responsabilità politica. Cioè, di dire al Presidente e alla coalizione che – nel caso – hanno male amministrato: “Cari, andatevene a casa”.

Altre valutazioni sul loro operato saranno sempre e comunque di minor impatto.

Eppure, in Italia quando le cose non sono magari andate bene, c’è sempre qualcuno che pensa di “cambiare cavallo” senza alcuna valutazione di merito sul passato.

Ecco allora che le Primarie scricchiolano la prima volta: sarà il caso d’ideare una ‘franchigia’ (non per Agazio Loiero, tornando al caso-Calabria, ma sempre & comunque) per gli uscenti, in modo che fuori dalle convenienze e dal ‘politichese’ siano gli elettori a poter sempre dare il loro giudizio, positivo o anche rude?

E comunque: se il Pd ‘boccerà’ Vendola, perché non dire esplicitamente che quest’esperienza non è (per i Democrat) andare bene, assumendosene le responsabilità (per esempio, di mandare probabilmente a monte su scala nazionale l’intesa con la giovane Sel)?

(3 – fine.)

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