il Caffè di Meliadò

8 agosto 2014

Bronzi “drag queen”: la verità di Gerald Bruneau / Parte 3 (fine)

E’, questa, la tebronziqueerGrza e ultima parte dell’ampia intervista rilasciata a questo blogger dal fotoreporter Gerald Bruneau.

Le foto “choc” scattate ai Bronzi di Riace non son piaciute quanto lo scatto “ispiratore” realizzato con la statua di Paolina Borghese-Bonaparte…

…Potrebbe davvero essere esperita un’azione risarcitoria da parte delle autorità culturali locali? Secondo il fotografo – che pure, nel merito dell’eventuale azione legale non entra – è improbabile, perché il motivo per il quale lui fu invitato dalla Regione Calabria nel febbraio scorso.

E alla gente di Reggio Calabria, Bruneau dice chiaramente che……
C’è modo di sentirlo, come sempre cliccando sul link o sulla foto, nella terza e ultima parte di quest’intervista, direttamente nelle parole dell’assistente prediletto di Andy Warhol.

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5 agosto 2014

Bronzi “drag queen”: la verità di Gerald Bruneau / Parte 2

In questa seconda parte dBruneau 13ell’articolata intervista a noi rilasciata, Gerald Bruneau entra nel merito del making of delle contestatissime foto ai Bronzi di Riace. 

In particolare, quanto al regime autorizzativo, il fotografo autore di memorabili ritratti di star internazionali come Michael Schumacher o Luciano Pavarotti (ma anche politici come Francesco Cossiga) afferma di non aver avuto restrizioni preventive di sorta.

Soprattutto, l’artista mette in chiaro di non aver voluto dileggiare né nuocere ad alcuno.

E sulla circostanza, riferita dalla soprintendente archeologica per la Calabria Simonetta Bonomi, invece ci spiega che… 

…Ma sentiamolo direttamente dalla sua voce. 

Bronzi “drag queen”: la verità di Gerald Bruneau / Parte 1

Cari navigatori, in queste ore in Calabria quasi non s’è parlato d’altro che delle discutibili foto-scandalo ai Bronzi di Riace scattate in chiave queer dal grande Gerald Bruneau (allievo della Factory dell’immenso Andy Warhol, padre della Pop Art).

Questa è la prima parte dell’articolatabronziqueerB intervista rilasciataci in esclusiva dallo stesso Bruneau (si può cliccare sul link o sulla foto accanto): per la prima volta vi proponiamo la sua “verità”.

L’artista spiega la valenza degli scatti, che nella sua visione incarnano un gioco, ma anche un richiamo alla necessaria rivendicazione dei diritti degli omosessuali, specie in un territorio “difficile” come la Calabria.

E poi Gerald Bruneau dà la sua versione dei fatti circa il making of delle contestatissime foto: in sostanza, l’autorizzazione…
…ma sarà meglio sentiate direttamente dalla sua voce. 

21 ottobre 2013

La calabrese Caffo “beve” San Marzano

È un sollievo poter dare anche notizie positive, specie in riferimento alla “sgarrupatissima” Calabria…
…Cosìthohir, mentre la spagnola Telefonica – “salendo” al 66% di Telco – acquisisce il controllo del “gioiellino” italiano Telecom e persino nel calcio il magnate indonesiano Erick Thohir rileva il pacchetto di maggioranza della superblasonata Inter di Massimo Moratti, è un orgoglio poter dire che dopo cinque anni d’inusitata, durissima battaglia giudiziaria la Caffo, eccellenza prototipale calabrese (che grazie al suo prodotto-master Amaro del Capo è ormai seconda per vendite nel segmento amari in tutto il Paese e vanta un primato indiscusso al Sud), rappresenta ufficialmente la nuova proprietà di Borsci San Marzano.

Per certi versi un link col tessuto calabrese esisteva già… sotto il profilo del consumo.
Infatti il godibilissimo tartufo di Pizzo Calabro (sempre nel Vibonese, come Limbadi “patria” della distilleria capitanata dall’ex n. 1 dei Giovani imprenditori Nuccio Caffo HDdi Confindustria Calabria Sebastiano “Nuccio” Caffo) viene spesso mangiato “affogato” nel San Marzano, singolare amaro venduto come “elisir” (e, a fondo etichetta, la specifica di “liquore”) dalle notevoli proprietà digestive ma interessante anche per il suo singolare gusto dolceamaro.

Adesso, Nuccio Caffo vuol recuperare il tempo perduto tra scartoffie e aule di giustizia… La “novità” di queste ore, infatti, è che la Sezione fallimentare del Tribunale di Taranto ha respinto il ricorso del bresciano Franco Ghirardini: è dunque il gruppo di Limbadi «il più idoneo per rilanciare il famoso Elisir San Marzano», considerato anche lo specifico know-how.

Ora c’è da pigiare sull’acceleratore, nell’interesse della nuova proprietà ma inevitabilmente

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16 luglio 2012

Intervista al direttore di “Pubblico”, Luca Telese (3) – Un quotidiano di nicchia: pochi redattori, break-even basso

Filed under: giornalismo,l'intervista — mariomeliado @ 11:00
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(segue)

Sarete in edicola dal 18 settembre, però fin da sùbito hai dato a Pubblico i connotati di un agile vascelletto che si muove molto velocemente specie su web e social network…

«Intanto, questo serve per ricostruire anche lo stesso modo di fare informazione in questi tempi e al contempo per tentare di tenere alta l’attenzione fino a settembre, quando uscirà il quotidiano di carta. Certo Pubblico avrà e manterrà sempre un forte sito web: fondamentale provare a districarsi nel turbine e nella velocità della Rete. Mentre avrà una vita sua propria il cartaceo, con spazio per il racconto, l’inchiesta».

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20 luglio 2009

Il Pd e i suoi mille guai. Prendiamone “uno”…… Mario Meliadò intervista Mario Adinolfi, candidato alla segreteria nazionale (4 – ultimo)

(QUATTRO – segue)

Occuparsi della mozione-Adinolfi è impossibile, senza occuparsi anche della tessera al blogger, comico, fondatore di liste civiche etc. etc…. Beppe Grillo.

Tu sei favorevole a concedergliela. Io però ho scolpite in mente le parole – ancora – di Debora Serracchiani: caro Beppe, sei pronto a sposare storie, personaggi, intenti di questo partito?

Senza contare che se la stessa risposta la si pretendesse (seriamente) da tanti dirigenti locali, si eviterebbe forse di leggere poi d’inchieste devastanti, di trasmigrazioni-adinolfi11shock e così via…

<Ma sì, è chiaro che io sogno un partito “aperto”. Non è un caso che la mia mozione abbia per motto “Tutti dentro”: tutti inclusi, senza ostracismi di sorta. Dunque, neanche per Grillo. Però a lui, nei miei vari appelli, l’ho detto chiaro: vieni nel Pd solo se non è una “grillata”, solo se vieni per restare indipendentemente dalla leadership e, se corri alle Primarie, qualunque sia il risultato che otterrai… Ricapitolando, non posso immaginarmi un partito “gonfiato” da centinaia di migliaia d’iscrizioni fasulle e che poi però nega la tessera solo a Grillo, apparentemente per paura che il timone vada proprio a lui… Ma è ovvio che l’iscrizione non dev’essere mai “costruita a tavolino”. E invece, in Calabria come in Campania o altrove, troppo spesso far parte di un partito, anche dei Democratici, sembra sia soltanto una “maglietta” da indossare per propria convenienza. E, ovviamente, da togliere appena fa un po’ caldo>.

(QUATTRO –  fine)

Il Pd e i suoi mille guai. Prendiamone “uno”…… Mario Meliadò intervista Mario Adinolfi, candidato alla segreteria nazionale (3)

(TRE – segue)

Caro Adinolfi… lasciamo da parte per un attimo il Pd.

Ieri era l’anniversario di via D’Avia d'ameliomelio: a ricordare un emblema della lotta alle mafie e della stessa storia del nostro Paese come Paolo Borsellino non c’erano non dico il Governo, ma neanche un parlamentare. E però mi pare in carica una Commissione antimafia guidata dall’autorevolissimo ex ministro dell’Interno Beppe Pisanu, che ha 2 vicepresidenti con solide radici calabresi come Mario Tassone, catanzarese da una vita nelle Istituzioni, e Luigi De Sena, ex vicecapo vicario della Polizia, che venne nominato Superprefetto di Reggio Calabria in seguito al delitto Fortugno…

Tutto pare aggravarsi, pensando che Rita Borsellino (la sorella del magistrato palermitano assassinato) è stata candidata alla guida della Regione Sicilia, e non proprio nel 1700…

<Che dire? Quanto accaduto è semplicemente inaccettabile. Le Istituzioni dovrebbero essere sempre presenti nella vita della gente e nel contrasto al crimine organizzato con la serietà del proprio impegno, il perseguimento della legalità ma anche col debito ricordo degli eroi che proprio per garantire il rispetto della legge e tutelare la nostra sicurezza hanno rischiato la vita o sono stati uccisi. Poi, è chiaro, la mia mente torna al ’92, quando io ero un ragazzino ma Cosa Nostra assassinava Falcone e Borsellino e proprio le loro morti eroiche alimentavano una voglia di rinascita e di contrasto al crimine organizzato che in Sicilia ha prodotto più frutti che altrove. Ma mi rimanda anche al 16 ottobre del 2005, quando le Primarie che indicarono in Romano Prodi il candidato-premier furono funestate, appunto, dal barbaro assassinio di Franco Fortugno a Locri. E più avanti alle Primarie in Sicilia… Un mix di brutti ricordi: anche in questo senso, questa politica deve cambiare>.

Mario, sei un candidato-outsider. Al di là dei tuoi lodevoli sforzi, come pensi che andrà a finire? Al congresso di ottobre, intendo, ma soprattutto dopo…

<A oggi, i dati ci dicono che la vittoria andrà a Pierluigi Bersani. E sarebbe un male per il partito, perché ci consegnerebbe un partito-chiesa fatto di antichi riti, che rimanda le sue regole interne alle decisioni dei soci delle bocciofile…, ricamando su vecchi schemi anacronistici rispetto alle pulsioni e ai bisogni del Paese. Questo quanto alla mia idea. Ma la tua domanda mi rimanda a un’oggettività con cui devo misurarmi: girando per l’Italia, vedo che la maggior parte della gente, specialmente degli iscritti al partito, si riconosce negli intenti di Bersani>.

Ehi, Mario… hai bluffato?! So che non la consideri una tecnica pokeristica virtuosa, ma il fatto che tu abbia preso parte a un World poker contest da questo punto di vista m’inquieta…

<No no, nessun bluff… Il problema è che sto giocando con carte più ‘deboli’. Aggiungo però che ho tale esperienza nel poker da aver visto tante volte carte ‘deboli’ diventare più ‘forti’ di quelle dell’avversario…>

(TRE – continua)

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