il Caffè di Meliadò

20 luglio 2009

Il Pd e i suoi mille guai. Prendiamone “uno”…… Mario Meliadò intervista Mario Adinolfi, candidato alla segreteria nazionale (4 – ultimo)

(QUATTRO – segue)

Occuparsi della mozione-Adinolfi è impossibile, senza occuparsi anche della tessera al blogger, comico, fondatore di liste civiche etc. etc…. Beppe Grillo.

Tu sei favorevole a concedergliela. Io però ho scolpite in mente le parole – ancora – di Debora Serracchiani: caro Beppe, sei pronto a sposare storie, personaggi, intenti di questo partito?

Senza contare che se la stessa risposta la si pretendesse (seriamente) da tanti dirigenti locali, si eviterebbe forse di leggere poi d’inchieste devastanti, di trasmigrazioni-adinolfi11shock e così via…

<Ma sì, è chiaro che io sogno un partito “aperto”. Non è un caso che la mia mozione abbia per motto “Tutti dentro”: tutti inclusi, senza ostracismi di sorta. Dunque, neanche per Grillo. Però a lui, nei miei vari appelli, l’ho detto chiaro: vieni nel Pd solo se non è una “grillata”, solo se vieni per restare indipendentemente dalla leadership e, se corri alle Primarie, qualunque sia il risultato che otterrai… Ricapitolando, non posso immaginarmi un partito “gonfiato” da centinaia di migliaia d’iscrizioni fasulle e che poi però nega la tessera solo a Grillo, apparentemente per paura che il timone vada proprio a lui… Ma è ovvio che l’iscrizione non dev’essere mai “costruita a tavolino”. E invece, in Calabria come in Campania o altrove, troppo spesso far parte di un partito, anche dei Democratici, sembra sia soltanto una “maglietta” da indossare per propria convenienza. E, ovviamente, da togliere appena fa un po’ caldo>.

(QUATTRO –  fine)

Annunci

Il Pd e i suoi mille guai. Prendiamone “uno”…… Mario Meliadò intervista Mario Adinolfi, candidato alla segreteria nazionale (3)

(TRE – segue)

Caro Adinolfi… lasciamo da parte per un attimo il Pd.

Ieri era l’anniversario di via D’Avia d'ameliomelio: a ricordare un emblema della lotta alle mafie e della stessa storia del nostro Paese come Paolo Borsellino non c’erano non dico il Governo, ma neanche un parlamentare. E però mi pare in carica una Commissione antimafia guidata dall’autorevolissimo ex ministro dell’Interno Beppe Pisanu, che ha 2 vicepresidenti con solide radici calabresi come Mario Tassone, catanzarese da una vita nelle Istituzioni, e Luigi De Sena, ex vicecapo vicario della Polizia, che venne nominato Superprefetto di Reggio Calabria in seguito al delitto Fortugno…

Tutto pare aggravarsi, pensando che Rita Borsellino (la sorella del magistrato palermitano assassinato) è stata candidata alla guida della Regione Sicilia, e non proprio nel 1700…

<Che dire? Quanto accaduto è semplicemente inaccettabile. Le Istituzioni dovrebbero essere sempre presenti nella vita della gente e nel contrasto al crimine organizzato con la serietà del proprio impegno, il perseguimento della legalità ma anche col debito ricordo degli eroi che proprio per garantire il rispetto della legge e tutelare la nostra sicurezza hanno rischiato la vita o sono stati uccisi. Poi, è chiaro, la mia mente torna al ’92, quando io ero un ragazzino ma Cosa Nostra assassinava Falcone e Borsellino e proprio le loro morti eroiche alimentavano una voglia di rinascita e di contrasto al crimine organizzato che in Sicilia ha prodotto più frutti che altrove. Ma mi rimanda anche al 16 ottobre del 2005, quando le Primarie che indicarono in Romano Prodi il candidato-premier furono funestate, appunto, dal barbaro assassinio di Franco Fortugno a Locri. E più avanti alle Primarie in Sicilia… Un mix di brutti ricordi: anche in questo senso, questa politica deve cambiare>.

Mario, sei un candidato-outsider. Al di là dei tuoi lodevoli sforzi, come pensi che andrà a finire? Al congresso di ottobre, intendo, ma soprattutto dopo…

<A oggi, i dati ci dicono che la vittoria andrà a Pierluigi Bersani. E sarebbe un male per il partito, perché ci consegnerebbe un partito-chiesa fatto di antichi riti, che rimanda le sue regole interne alle decisioni dei soci delle bocciofile…, ricamando su vecchi schemi anacronistici rispetto alle pulsioni e ai bisogni del Paese. Questo quanto alla mia idea. Ma la tua domanda mi rimanda a un’oggettività con cui devo misurarmi: girando per l’Italia, vedo che la maggior parte della gente, specialmente degli iscritti al partito, si riconosce negli intenti di Bersani>.

Ehi, Mario… hai bluffato?! So che non la consideri una tecnica pokeristica virtuosa, ma il fatto che tu abbia preso parte a un World poker contest da questo punto di vista m’inquieta…

<No no, nessun bluff… Il problema è che sto giocando con carte più ‘deboli’. Aggiungo però che ho tale esperienza nel poker da aver visto tante volte carte ‘deboli’ diventare più ‘forti’ di quelle dell’avversario…>

(TRE – continua)

Il Pd e i suoi mille guai. Prendiamone “uno”…… Mario Meliadò intervista Mario Adinolfi, candidato alla segreteria nazionale (2)

(DUE – segue)

Una cosa molto importante – non sempre tenuta d’occhio, per la verità – è lo “spirito delle Primarie”. Sempre discusse; anche in qualche Regione che (vedi la Calabria) sta per vararle come meccanismo-base per la selezione della classe dirigente. Tu con che spirito partecipi alle Primarie del Pd?

<Al di là di quello che sarà il risultato finale, prendo parte alle Primarie piddine con uno spirito molto serio. Determinato. Non ritengo di partecipare a una scampagnata goliardica, voglio dire, ma a una battaglia politica, che in quanto tale è imperniata su due fattori: le idee ppd bandiere in festaolitiche, e quelle ci sono e mi auguro si fortificheranno; e poi l’organizzazione del consenso…>.

Ecco… l’organizzazione del consenso. Al di là della distanza che tu ravvisi rispetto ai programmi e al “modus” politico di Bersani o Franceschini, il risultato e la forza interna al Pd che ti andrai a ritagliare vorrai tradurli in candidature alle Regionali 2010, attese in 17 Regioni su 20?

<…Ma sicuramente sì. Si pensa al presente, ma anche al futuro… Ricorderai le liste “Generazione U” delle primarie 2007: al di là della sfida per la leadership adesso molti di quei “miei” candidati siedono nei Consigli comunali, nelle Circoscrizioni, io stesso sono stato candidato alla Camera e per Montecitorio sono risultato primo dei non eletti… Certamente, nel 2010, per le Regionali ci saranno ovunque candidati pd espressione della nostra mozione di oggi>.

Parliamo di Calabria.

Il 14 ottobre di 2 anni fa, alle primarie che individuarono in Veltroni il “segretario giusto” (?), qui il Pdm (Partito democratico meridionale, “inventato” di sana pianta dal Governatore Agazio Loiero e gemellato con Rosy Bindi) prese il 40% dei voti; e più o meno gli stessi voti prese A testa alta per la Calabria, altra corrente locale graniticamente dalemiana (che si rifà al presidente del Consiglio Giuseppe Bova).

Simili fenomeni ti sembrano un modo come un altro per spartirsi i voti?, la sapiente intuizione di precursori dell’autonomismo insito nel nascente Partito del Sud?, il rigurgito di antichi cacicchi?

<Non è troppo difficile spiegarsi come si verifichino episodi di questo tipo in un Sud verso il quale, però, all’interno del Partito democratico troppo spesso “leggo” un atteggiamento diffidente, quasi razzista… E invece no: i problemi del Mezzogiorno sono reali, non si può liquidare tutto con superficialità né tantomeno lasciare che se ne “occupi” il clientelismo del Pdl. Certo però, secondo me, un futuro Partito del Sud non attecchirebbe mai come forza politica geografica di maggioranza relativa, perché nel Mezzogiorno è palpabile una forte volontà di sentirsi inclusi in processi di tenore nazionale. Anche in chiave-Primarie, mi preme allora evidenziare che la contromisura migliore a questi mille guai sta nella qualità anche anagrafica della proposta. Io spero insomma che alle Primarie in sede locale e al Congresso nazionale si possa veder crescere quella nuova generazione di politici che oggi hanno 20, 25, 32 anni, figli di nuove logiche e non di quelle stantie che dominano, sterilmente, da troppi anni. Serve una nuova generazione gravida d’impegno civile, sulla scia del magnifico esempio dei “ragazzi di Locri”, che recuperi un senso e una direzione mirata all’impegno per il Sud d’Italia>.

(DUE – continua)

Il Pd e i suoi mille guai. Prendiamone “uno”…… Mario Meliadò intervista Mario Adinolfi, candidato alla segreteria nazionale (1)

E’ andata, allora. Stai appena per avere la presentazione milanese della tua mozione, domani la direzione nazionale del Pd… Sarai un “outsider”, ma sei più in corsa che mai.UNO - Adinolfi Mario

<Siamo solo all’inizio della corsa, che nel mio caso è partita il 24 giugno a Muratella, 15° Municipio di Roma. Il primo mese di questa corsa è andato molto bene, nelle città in cui vado trovo sempre più gente… buon segno per i tre mesi che abbiamo ancora davanti>. 

La tua mozione “wiki”, almeno sul web, farà storia. E’ una provocazione? E’ una cosa seria? Pensi che “il popolo delle Serracchiani” la capirà, contribuirà ad aggiornarla…?

<Intanto, è una cosa seria: la pubblico su “Europa” e la porto in Direzione nazionale, parte dal presupposto di mettere nero su bianco delle idee e cercare la condivisione e il confronto con le idee di chi vuol fare crescere il partito. “Il popolo delle Serracchiani”? …Sì, spero che contribuirà a dare corpo a questa mozione “in progress”. E comunque, le cose si fanno quando è giusto farle: io sono partito lo stesso, adesso andiamo avanti, anche senza il sostegno dei media>.

…Dei media tradizionali!, perché in realtà sui new media, sui social network tu punti moltissimo in termini di penetrazione: di nicchia, ma anche generazionale, direi…

<Sì, questo è vero: la marginalizzazione concerne i media tradizionali. Con la Rete è diverso, spero sia molto diverso>.

(UNO – continua)

Blog su WordPress.com.