il Caffè di Meliadò

21 Mag 2012

Torna in carcere per presunta contiguità al clan Commisso di Siderno l’ex consigliere regionale Cosimo Cherubino

Nuova megaoperazione che scuote dal profondo il nostro territorio per via dei presunti legami tra ‘ndrangheta e politica… Lo si capisce fin dall’evocativo nome tributato alla stessa operazione: La falsa politica. Quindici presunti membri della ‘ndrina sidernese dei Commisso sono stati infatti arrestati nella notte dagli agenti della Squadra mobile della Questura di Reggio Calabria in collaborazione con gli uomini del Commissariato di Siderno e dello stesso Sco, il Servizio centrale operativo della Polizia, in ottemperanza a un mandato del giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Reggio Calabria (in accoglimento della conforme richiesta della Direzione distrettuale antimafia reggina). E tra gli arrestati ci sono alcuni nomi “eccellenti” della politica calabrese…

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18 Mag 2012

Intervista a Leonardo “Dodo” Boriani, direttore del Vostro.it / 4 – “Un giornale solo per il web. E tradotto in 14 lingue”

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…Questo, si diceva, il contesto in cui nasce la nuova testata che dirigi, ilvostro.it, da pochissimi giorni on-line. Un giornale, “Il Vostro” che, si disse, doveva chiamarsi “Libero Pensiero”.

«In realtà, questo giornale ha una gestazione un po’ lunga. Ma da quando sono stato contattato per la direzione, quasi sùbito la testata è diventata “ilVostro”. Il concetto-base era, ed è, fare un giornale che esca dal Palazzo ma non se ne allontani perché tutte le pubblicazioni vi sono legate; come dico io sorridendo, dal “superattico” al peggior consiglio di zona… La nostra idea è di fare un giornale “per la gente”; tanto che la prima idea era di chiamarlo “Voi”».

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Facebook in Borsa, cioè: la realtà virtuale vale un sacco di soldi (reali)

Ha raccolto 12,6 miliardi di euro (16 miliardi di dollari) sul mercato ed è pronto a debuttare in Borsa. Accadrà a minuti.

Parliamo di Facebook, uno dei fenomeni planetari più eclatanti di ogni tempo e largamente il social network più famoso e popolare: il suo fondatore Mark Zuckerberg (foto) sarà molto molto felice di questo lancio nel Pianeta Delle Azioni.

Wall Street ha già trovato il “posto” giusto per la quotazione-debutto: ovviamente il Nasdaq, il listino dei “tecnologici”. Con un prezzo unitario di 38 dollari ad azione, il capitale di Fb verrebbe dato a 104 miliardi di dollari, cioè 82 miliardi di euro; in questo modo, la megaholding delle “amicizie virtuali” verrebbe travolta da una valanga di denaro (reale), vedendosi quantificare il proprio valore cento volte oltre gli utili effettivi; ma in queste ultime ore non manca chi ritiene che possa essere quotato a 40, fors’anche 50 dollari ad azione, in questo modo andando pure ben oltre questa già pazzesca “bolla” (che, lamentano i critici, sconterà poi una difficile monetizzazione del valore teorico, visto soprattutto che il traffico indirizzato a Facebook inevitabilmente sta virando da workstation tradizionali e laptop verso telefonini e tablet; periferiche su cui la pubblicità è meno appetibile).

17 Mag 2012

Intervista a Leonardo “Dodo” Boriani, direttore del Vostro.it / 3 – “Il Movimento Cinquestelle e Beppe Grillo mi ricordano tanto la Lega e il Senatùr…”

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Ma a proposito di politica. Lega Nord e Movimento Cinquestelle, secondo vari analisti e protagonisti della vita politica, hanno qualcosa in comune. E non solo il “vento della protesta”…

«La Lega ha uno zoccolo durissimo e l’ha espresso chiaramente alle ultime Amministrative in cui ha perso ma, passami il paradosso, ha “resistito”… Quello è lo zoccolo duro su cui ricostruire tutto. Non va dimenticato che la Lega Nord nasceva, vent’anni fa, come grande movimento di protesta e si faceva portavoce di un anelito di libertà, di una rivoluzione culturale, strategica, storica… tutto quel terreno abbandonato dal Carroccio in questi ultimi mesi, è stato occupato. Non a caso, proprio negli ultimi periodi di campagna elettorale Beppe Grillo ha ripreso slogan che hanno molto del leghismo d’antan, dei primi periodi».

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Intervista a Leonardo “Dodo” Boriani, direttore del Vostro.it / 2 – “Bossi indagato? Qualcosa avrà saputo, ma…”

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Direttore Boriani, parliamo di Lega Nord allora… Bossi e i figli colpiti da avviso di garanzia per presunta truffa, il lungo malessere del Carroccio: da antico conoscitore degli assetti leghisti, come

«La situazione negli ultimi mesi era caotica e si capiva che un problema c’era. Esisteva una tensione forte tra il “cerchio magico” di Rosy Mauro & C., che esisteva davvero!, e Roberto Maroni che voleva tentare di far uscire la Lega da quelle pastoie… Questo ha generato una serie di situazioni abbastanza imbarazzanti».

E Bossi? Anche da ex direttore della “Padania”, cosa pensi del “senatùr”?

«Mah, io lo difendo, tutto sommato. Anche se, a mio avviso, certo qualcosina sapeva…».

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Intervista a Leonardo “Dodo” Boriani, direttore del Vostro.it / 1 – “Giornali nazionali? Io non ne vedo, in giro…”

Leonardo Boriani è il direttore del “Vostro Quotidiano”  (www.ilvostro.it), nuovo quotidiano web da pochi giorni già on-line. Gli abbiamo chiesto un’intervista per vari motivi: la novità editoriale in un momento di crisi drammatica del Paese, ma anche la sua conoscenza – profonda e personale, visto che il varesino “Dodo” Boriani ha per 5 anni il quotidiano La Padania – della “galassia” Lega Nord, oggi nel ciclone più assoluto…

 

Per partire: la situazione del segmento giornalistico nell’Italia di oggi come la vedi, direttore?

«Non ci sono dubbi sul fatto che la situazione editoriale risente di quest’enorme crisi che sta coinvolgendo il Paese. Il problema però è che la crisi dell’editoria è iniziata già un po’ prima e configura una situazione devastante. Sul nostro mondo si riflette la grande cImagerisi imprenditoriale: i soldi e la pubblicità ormai sono quelli che sono, e la sofferenza non riguarda solo la carta stampata, ormai si sta espandendo anche al sistema televisivo nazionale».

La questione di fondo qual è?

«E’ proprio il sistema editoriale italiano nel suo insieme che ormai “mostra la corda” per ragioni che si sono sedimentate nel tempo: ci vorrebbero sistemi molto più agili. Benché servano le tutele in assoluto, occorrerebbe più flessibilità sul fronte-lavoro, pure in uscita… Non voglio polemizzare col sindacato, ma l’ “articolo 1” è un problema oggettivo. Non puoi assumere neppure colleghi disoccupati se non a tempo indeterminato: al di là degli sgravi fiscali che vi sono collegati, è chiaro che bisognerebbe rimodulare l’intero sistema, pensando alla realtà odierna, di questi tempi di grande crisi».

E sotto il profilo contenutistico? Da Roma in giù non esiste alcuna testata nazionale. Ma da Roma in su anche testate più che blasonate non sono realmente nazionali

«E’ una grande verità. Non ci sono grandi testate nazionali in Italia!, anche se i maggiori quotidiani nostri vengono “spacciati” per tali… l’unica testata che ha una diffusione significativa in tutte le regioni è, forse, Repubblica; in realtà il Corriere della sera è fortissimo in Lombardia, la Stampa in Piemonte, e stiamo parlando di baluardi della presunta stampa “nazionale”… Anche per questo occorrerebbe una profonda revisione di sistema. Pensa alle testate “politiche”: bisognerebbe definire decisamente meglio quali lo sono davvero e quali no, ai fini dell’accesso ai fondi previsti dalla legge, ma non solo per questo».

(1 – continua)

11 Mag 2012

“Amici”, così la Calabria chiede un (tele)voto per il ballerino Giofrè….

Giuseppe Giofrè è il giovane e avvenente ballerino originario di Palmi che ha stregato la platea televisiva (…composta prevalentemente da donne) del  talent-show Mediaset del sabato sera Amici, condotto da un’icona televisiva di Canale 5 e dintorni come Maria De Filippi.

All’inizio, il sostegno al danzatore ricco di glamour (e di capelli perennemente acciuffati) era tiepido, quasi timido. Ma tra pochissime ore, giusto domani sera (sabato 12 maggio)…, sul ragazzotto calabrese si accenderanno i riflettori della finalissima dello spettacolo del Biscione: occasione troppo ghiotta per non sfruttarla al meglio.

Ecco che “la Calabria sostiene la Calabria”. E così migliaia di macchine, nel giro di poche ore, si son ritrovate sui parabrezza (nel capoluogo di provincia Reggio Calabria e in diverse località del Reggino) un volantino edito dalla palmese Grapho Service a sostegno di Giofrè: <Votiamo più che mai Giuseppe, portiamolo alla vittoria!!!!>, sono i toni un po’ enfatici del pieghevole. E poi con tutti i moderni crismi, le armi giuste per supportare il corregionale alla prova estrema del talent: numero per gli sms, numero fisso e codice da utilizzare ai fini del televoto (codice numero 16, per la cronaca).

La Calabria avrà mille altri problemi. Ma stavolta i calabresi – o forse più che altro le calabresi… – staranno tutti uniti per Giuseppe Giofrè.

Il pentito Bonaventura: “Così la ‘ndrangheta spadroneggiava in via Bellerio…”

In un summit di ‘ndrangheta del 2006 a Crotone il boss Pasquale Nicoscia avrebbe affermato che la mafia calabrese ”teneva in mano” il “partito che odia i terroni”, ovvero la Lega, facendo riferimento al ruolo svolto da Romolo Girardelli, uomo d’affari genovese.

Lo ha raccontato, come riferito da fonti qualificate, il collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura (vedi foto: in questi giorni, famoso più che altro per un’ormai notissima intervista-verità al programma Mediaset “Le Iene”…) sentito nei giorni scorsi dagli inquirenti di Reggio Calabria che indagano, tra gli altri, sull’ex tesoriere del Carroccio, Francesco Belsito, e sul ‘filone’ del riciclaggio.

E’ appena il caso di ricordare che, collaboratore di giustizia dal 2007, di gnègnè (come Bonaventura era soprannominato negli ambienti criminosi del Pitagorico per la sua parlata) la ‘ndrangheta non s’era affatto dimenticata. Arrivando a progettare la sua uccisione per vendetta, come appurato dalla magistratura nei mesi scorsi: nel gennaio 2012, fu lo stesso pentito di ‘ndrangheta a spiegare che la Santa “mi stava facendo fare la stessa fine di Lea Garofalo”, la collaboratrice di giustizia assassinata e il cui corpo fu poi disciolto in un ingente quantitativo d’acido cloridrico.

Il reggino Gianni De Gennaro, ex capo della Polizia, nominato da Monti sottosegretario ai Servizi segreti

Un altro calabrese a Palazzo Chigi; e, stavolta, un reggino…

La nomina è di quelle destinate a far discutere parecchio: il nostro concittadino e corregionale prescelto è infatti l’ex capo della Polizia di Stato Gianni De Gennaro, fin qui a capo del Dis (Dipartimento informazioni per la sicurezza) che lascia dunque dopo averlo guidato per un periodo quadriennale.

Destinazione assolutamente “esplosiva”: De Gennaro sarà infatti il sottosegretario di Governo <autorità delegata all’intelligence>, secondo quanto previsto dall’attuale normativa sui servizi segreti in Italia. A sostituirlo ai vertici del Dis sarà Giampiero MasImagesolo, fin qui segretario generale alla Farnesina (Ministero degli Esteri).

E a proposito della legge vigente in materia d’intelligence: la normativa prevede che l’Autorità delegata informi costantemente il premier sulle modalità d’esercizio delle funzioni a lui tributate (e, tanto per restare in tema d’informazioni reciproche…, ieri sera il presidente del Consiglio Mario Monti avrebbe tempestivamente informato della nomina incipiente il presidente del Copasir, l’organismo parlamentare che sovrintende giusto ai servizi d’informazione italiani, Massimo D’Alema); fa parte del Cisr (il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica); presiede il Collegio di vertice (composto dal direttore generale del Dis e dai direttori dei servizi, cioè Aise per gli Esteri e Aisi per la sicurezza interna).

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10 Mag 2012

Calabria, rebus politico

Filed under: centrodestra,centrosinistra,in Calabria,politica calabrese — mariomeliado @ 22:28
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