il Caffè di Meliadò

30 aprile 2013

Riforme: risparmi, razionalizzazione… e l’uppercut dell’Agenzia

Filed under: in Calabria — mariomeliado @ 21:53
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La “bolla” che esplode a Palazzo Campanella nelle ore pomeridiane è clamorosa.

E riguarda una porzione significativa del disegno di legge sulle riforme della giunta Scopelliti.

La “lenzuolata” fortemente voluta dal centrodestra, per un risparmio complessivo da 10,1 milioni di euro, è infatti andata in porto; coi soli voti della maggioranza, l’astensione del centrosinistra e il “no” di dipietristi e dell’ex Federazione della sinistra.

Ma l’Agenzia regionale per il marketing e il turismo prevista all’articolo 10 del ddl numero 411, che proprio a questi fini avrebbe dovuto raccogliere importanti competenze in materia di turismo e immagine della regione (derivanti da Enti soppressi come Fondazione Calabresi nel mondo e Film Commission), è stata impallinata a dispetto dei numeri della maggioranza di centrodestra e malgrado il sottosegretario alle Riforme Alberto Sarra, nella sua relazione di ieri, ne avesse magnificato il potenziale «per riuscire a vendere al meglio il brand Calabria», fra turismo, giacimenti culturali e prodotti tipici.

Il nodo sta tutto nel quorum dei 2/3 dei consiglieri previsto per l’istituzione di «Enti, aziende e società regionali, anche a carattere consortile» previsto dall’art. 54 dello Statuto regionale.

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28 aprile 2013

Rosarnese l’attentatore di Palazzo Chigi. Ma lo psichiatra: “Persona lucida. E’ dramma della precarietà”

Filed under: a Roma dicono che... — mariomeliado @ 18:02

E’ di Rosarno, impreitiportantissimo centro della Piana di Gioia Tauro, Luigi Preiti, il 49enne incensurato che oggi ha sparato contro due carabinieri ferendone uno in modo serio (il brigadiere Giuseppe Giangrande, siciliano di Monreale: non correrebbe comunque pericolo di vita).

Da 20 anni Preiti s’era trasferito dalla città medmea a Predosa, in provincia di Alessandria: da poco era però tornato nella fascia tirrenica del Reggino in seguito alla perdita del lavoro e alla separazione dalla sua seconda moglie.

«Siamo tutti distrutti, non sappiamo darci pace. Chiediamo scusa ai carabinieri feriti, alle loro famiglie, alla donna colpita, a tutti i cittadini italiani. Nessuno di noi poteva supporre che cosa sarebbe successo», ha dichiarato a caldo il fratello Arcangelo, ribadendo che il proprio fratello Luigi «non è un terrorista, né un pazzo. Al contrario, è un ragazzo in gamba, sempre lucido».

Parole piene di dignità. Ma pure la migliore smentita, questa, per quanti avevano sostenuto “a caldo” che – in linea con certi dettami della “Santa” – i congiunti avessero minimizzato sulle condizioni psichiche di Luigi Preiti solo perché, negli anfratti meno evoluti di un “certo” Sud retrogrado, la pazzia di un parente è considerata una vergogna per l’intera famiglia.

In realtà, dopo il suo eclatante e terribile gesto proprio negli attimi in cui giuravano i ministri del governo Letta, Preiti avrebbe tentato di sopprimersi ma, ha riferito il neovicepremier e neoministro dell’Interno Angelino Alfano, «non c’è riuscito perché aveva finito il caricatore». 

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22 aprile 2013

Una “legge Reggio Calabria”: e la politica calabrese mette a nudo le sue lacerazioni

Una battaglia prevalentemente procedurale, quella consumatasi nel primo pomeriggio a Palazzo Campanella. Non di forma, però, s’è trattato, ma di “polpa” purissima… E il “caso Reggio”, prima di rientrare “dalla porta” con l’ingresso in Giunta dell’ex sindaco Demy Arena, rientra “dalla finestra” attraverso una legge regionale che inevitabilmente spacca in due come una mela il Consiglio regionale.

Accade infatti quello che non ti aspetti: già in apertura, surrogato il neodeputato vendoliano Nando Aiello dall’ex assessore alle Minoranze linguistiche Damiano Guagliardi (nella foGuagliardi Damiano (2013)to, il consigliere regionale arbereshe sùbito dopo il suo ingresso in aula), l’udiccino Gianluca Gallo mette l’accento sull’inserimento in ordine del giorno di un punto aggiuntivo delicatissimo: l’uso dei proventi delle dismissioni del Patrimonio edilizio per colmare i disavanzi di bilancio degli Enti locali.

Come ogni norma, un articolato “generale e astratto” ma che, visti tempi e luoghi, non può non rimandare ai 118 milioni di euro di “rosso” di Palazzo San Giorgio. Al punto che potremmo chiamarla direttamente “legge Reggio Calabria”.

Il riferimento del consigliere centrista, relatore sul progetto di legge (primo firmatario, il capogruppo pidiellino Gianpaolo Chiappetta), era a un inserimento nel quadro dei lavori d’aula verificatosi poche ore prima, a voti unanimi, in Conferenza dei capigruppo, secondo una rodatissima prassi, varata all’inizio della consiliatura.

Ma proprio qui “casca l’asino”….

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