il Caffè di Meliadò

23 marzo 2014

Ecco come ci fa perdere i nervi (…e tempo) l’ennesimo giochino di Facebook

Un giochino semplice, ma che sta facendo uscire pazza la Rete…

Non vi è ancòra capitato, girellando su Facebook, di vedere uno status come “Quest’anno mi sposo”?  …Pura casualità.

In realtà, sono tantissimi, in questi giorni, gli status Fb di questo tipo e non perché si sia improvvisamente registrato un boom di progetti nuziali ma semplicemente perché, dopo i “celebrati” precedenti relativi al reggiseno o ai viaggi  («Andrò in Messico per 21 mesi» etc. etc.) collegati alla sensibilizzazione sul cancro al seno, adesso il “giochino social” è tornato.

Più agguerrito di prima.

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20 agosto 2013

Allestimento al Museo nazionale della Magna Grecia, vince Set Up Live – Protecno Impianti. E… i soldi?

È stato aggiMuseo naz 0udicato questa sera l’appalto per l’allestimento museologico e museografico e d’impiantistica speciale – cioè, in sostanza, per garantire la completa fruizione – del Museo archeologico “della Magna Grecia”, il Museo nazionale di stanza a Reggio Calabria a Palazzo Piacentini che da poco ha visto la sua riapertura con l’attesa mostra “Arte torna arte”.

Sveliamo immediatamente il nominativo dell’impresa vincitrice: si tratta dell’Ati (associazione temporanea d’imprese) Set Up Live srl (capogruppo) – Protecno Impianti. Sconfitte dunque le altre quattro pretendenti: l’unica reggina, ossia l’Ati Ffc Costruzioni di qualità – Impianti e costruzioni; il Consorzio stabile ReseArch; l’Ati in via di costituzione tra la blasonata Goppion e la Citis; la costituenda Ati “verticale” tra la mandataria Tecnoedil e le imprese mandanti Sice e Impretech (associazione temporanea d’imprese, quest’ultima, reintegrata in sèguito a integrazione documentale richiesta dalla Stazione appaltante).

Il criterio seguìto era quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa ai sensi del decreto legislativo 163/2006, ma naturalmente i parametri presi in considerazione dalla Commissione aggiudicatrice (presidente, la soprintendente per i Beni archeologici per la Calabria Simonetta Bonomi; componenti, il viceprefetto aggiunto di Reggio Patrizia Adorno e l’architetto Giovanni Villani, coordinatore presso la Soprintendenza di Salerno e Avellino; segretario verbalizzante, il direttore amministrativo ed economico-finanziario alla Direzione regionale per i Beni culturali Salvatore Patamia).

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9 novembre 2012

Presto alle stampe un libro di Tartaglia sul piccolo, grande calabrese Francesco Perri

Il patriota Francesco Perri (il nome per esteso sarebbe Francesco Antonio), scrittore «tradottissimo all’estero» ed esponente di primissimo livello del Partito repubblicano, avrà presto una sua biografia.

Un tributo doverosissimo, quello in cantiere per questo grande calabrese – di Careri, piccolo centro aspromontano del Reggino – misconosciuto quanto strepitoso protagonista della Storia italiana, che nello specifico sarà reso da Giancarlo Tartaglia, giornalista di lungo corso – ben noto anche perché direttore nazionale dell’Fnsi, il sindacato dei giornalisti.

E chissà che anche questo volume non contribuisca a dare nuova linfa alla cara, vecchia idea – di recente tornata in auge – di dedicare allo strepitoso antifascista un Parco letterario proprio nella “sua” Careri

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12 agosto 2012

Cherubino e la “premonizione”

Filed under: spigolature — mariomeliado @ 19:25
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Spigolature molto particolari, a vagliare la più recente vicenda giudiziaria del politico sidernese Cosimo Cherubino.

L’ex vicepresidente del Consiglio regionale per la coalizione di maggioranza ebbe l’incarico nella scorsa consiliatura regionale, sempre in quota al centrosinistra, dopo l’uccisione da parte della ‘ndrangheta – a Locri, il 16 ottobre del 2005, 6 mesi dopo le Regionali che videro trionfare il piddino Agazio Loiero – del predecessore Franco Fortugno.

Una coincidenza peculiare, forse.

Ma è guardando il profilo facebook dell’ex capogruppo del Partito socialista a Palazzo Campanella, che vengono in mente punti interrogativi e qualche sorriso amaro.

Solo poche settimane prima del suo arresto – avvenuto il 21 maggio scorso -, infatti, Cherubino s’era curiosamente iscritto alla pagina Errori giudiziari presente e seguitissima sul social network più famoso: singolare coincidenza o premonizione circa il suo imminente coinvolgimento in una nuova vicenda di cronaca, dopo quella che, anni prima, l’aveva portato a lungo a un periodo di carcerazione preventiva poi non seguita da alcuna condanna?

11 luglio 2012

I Forconi tra sottovalutazione, Casta, traghetti e botte da orbi

«Politici di m…, fino a quando abuserete ancora della nostra pazienza?».

Già nel loro volantino, diffuso agli imbarcaderi dei ferry-boat di Villa San Giovanni, i “forconi” sono chiarissimi: siamo tornati, ci siamo stufati della politica sterile di sempre e vogliamo risposte.

Sono giorni che il “Movimento dei forconi”, dopo un ampio tour sulle sponde siciliane, è sbarcato nuovamente in Calabria, proprio nella località-simbolo del traghettamento fra un lato e l’altro dello Stretto: Villa San Giovanni.

Lì sono accampati coi loro Tir e autoarticolati camionisti siciliani, calabresi e di altre zone del Paese, uniti nella protesta antitasse e in certa misura antiStato, con tanto di gazebo e volantinaggio per sensibilizzare residenti, turisti, passanti verso la loro “causa”. Il tutto dovrebbe concludersi dopodomani, venerdì 13, almeno quanto al territorio villese.

“Forconi” che peraltro, stando a sentire le loro lamentele, debbono combattere con un nemico pervicace e insidioso almeno quanto i “negatori di Democrazia” che siedono in Parlamento e al Governo: la sottovalutazione da parte un po’ di tutti gli organi di stampa, che anche nel gennaio scorso ci misero molto molto più del dovuto a intuire la consistenza e la serietà delle intenzioni (ma soprattutto dei possibili danni per l’economia del Paese) legate al seguitissimo movimento dei Forconi….

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9 luglio 2012

Soppressione dei Tribunali, dalla Calabria inferocita un grido: “Staccate la spina a questo Governo d’incompetenti”

La diagnosi è chiara: turbe psicoeconomicosociali. Altrimenti, “vista dal basso”, non potrebbe assolutamente spiegarsi, fra le mille contraddizioni di queste riforme in pectore globalmente votate alla spending review…, la scelta del governo Monti di reperire 50 milioni tagliando fra gli altri un Tribunale – quello di Castrovillari, importante centro del Cosentino – in cui lo Stato, proprio a causa delle sue dimensioni e rilevanza nevralgiche, ha finanziato solo da poco tempo con 14 milioni di euro la costruzione di un secondo Palazzo di giustizia da 17mila metri quadri, ormai in consegna…

Certo, il consigliere comunale castrovillarese Eugenio Salerno ha un bel gridare, nell’aula del Consiglio regionale: la realtà è che i soldi sono finiti da un pezzo. Lo sa bene il Presidente della Giunta regionale Peppe Scopelliti, che assiste un po’ imbarazzato a una riunione straordinaria dell’Assemblea che sa un po’ di giuramento-della-Pallacorda, e nel suo stesso intervento ammette e rilancia il gravissimo vulnus inferto al territorio calabrese e agli stessi utenti del Sistema Giustizia in una regione che ne avrebbe così tanto bisogno.

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15 gennaio 2011

Schifani fa “lezione di legalità” in Calabria. E da buon pidiellino, siciliano e presidente del Senato, Zappalà non sa chi sia

Filed under: a Roma dicono che...,in Calabria,spigolature — mariomeliado @ 06:00

«Credo si sia raggiunto un equilibrio tra l’esigenza della giurisdizione e quella di tutelare il diritto di difesa nei confronti di chi governa il Paese». Con queste parole sul “tema del giorno”, la pronuncia della Corte costituzionale sul “legittimo impedimento”, s’è aperto oggi il briefing con la stampa del presidente del Senato Renato Schifani, subito dopo l’incontro coi magistrati nella sede della Corte d’appello, ultima tappa del suo lungo giorno a Reggio Calabria.

E non poteva mancare un qualche riferimento all’avviso di garanzia che la Procura di Milano (s’è saputo proprio in queste ore) ha fatto recapitare giusto al premier per concussione e prostituzione minorile, nell’àmbito del famigerato “caso Ruby”… «L’ho appreso, come voi, due ore fa e… non ho niente da commentare», ha tagliato corto Schifani.

Il politico palermitano, ex notabile della Dc sicula, in riva allo Stretto però c’è venuto anche per un motivo preciso: ribadire l’allerta dello Stato e la sua (anche personale) vicinanza ai magistrati reggini, sotto tiro quasi ininterrottamente dal gennaio 2010. «Io penso che questi magistrati stiano facendo un grandissimo lavoro contro la ‘ndrangheta per sconfiggerla e ritengo che la lotta al crimine organizzato, anche in Calabria, passi dalla riaffermazione della legalità e del lavoro. E mai come in questo momento, magistratura e forze dell’ordine non possono che sentire non solo il mantenimento delle risorse finanziarie fino a oggi stabilite, ma un incremento – ha rilevato il presidente del Senato, nei fatti facendo intuire che anche il Governo centrale è pronto a disvelare ulteriori mosse nella medesima direzione – di tutti gli strumenti e i mezzi indispensabili affinché i magistrati possano lavorare bene ed essere dotati di un’efficienza amministrativa degna di questo nome. Credo che, nella lotta per la legalità, ogni risorsa in più vada considerata un contributo utile nella direzione della crescita complessiva del Paese».

 …Resta un dato: l’imperturbabilità dell’inquilino di Palazzo Madama di fronte all’operazione “Reale 3” della Direzione distrettuale antimafia, che ha nei fatti – con l’arresto del consigliere e presidente della Sesta commissione “Affari comunitari” della Regione Calabria Santi Zappalà: qui nella foto col presidente della Regione Peppe Scopelliti – schiantato un pezzo rilevantissimo del suo partito, il Popolo della libertà, in Calabria. «Sinceramente, è un fatto che conosco poco… se è stato sottoposto a indagine, se è stato arrestato… sarà la magistratura a fare il suo corso», s’è limitato a liquidare la faccenda il presidente del Senato. Che pure, da buon siciliano, di vicende annose e torbide che vedrebbero intrecciate a doppio nodo politica e crimine organizzato già ne ha dovute sentire parecchie.

3 novembre 2010

….”cosa Sua”! Chi non vuole appalti trasparenti & efficienti in Calabria??

Ma chi è che “davvero” danneggia la trasparenza negli appalti e la razionalizzazione d’importanti economie di scala sul fronte pubblico, in Calabria?

La domanda è solo apparentemente peregrina: in realtà, prende spunto dalla cronaca. Già, perché in questi giorni, in seguito ad alcuni importantissimi arresti che hanno inciso nel profondo sugli equilibri mafiosi e paramafiosi nella zona Sud della città (cosche Borghetto-Zindato-Libri), insieme alla riflessione sulla sorprendente (??) reviviscenza dei potenti legami ‘ndrangheta-politica-affari, sono finite sotto la lente alcune preoccupanti infiltrazioni mafiose quanto ad alcuni appalti pubblici. Nonché gli appetiti di un presunto white collar: l’ingegner Demetrio Cento che – tra l’altro – in alcune intercettazioni con personaggi non particolarmente commendevoli si preoccupava di come poter arraffare questa e quella gestione (in questione, centri ricreativi etc.). Rispetto a tutto ciò, sarebbe stato facilitato – tutto da appurare, of course – dal legame con l’assessore comunale alle Politiche sociali Tilde Minasi, già candidata alle Regionali di marzo.

Ora, accade che molti punti interrogativi abbiano riguardato – ad opera di questo o quell’osservatore – la capacità di screening e d’effettivo controllo in capo alla Sua o alla Suap (rispettivamente, Stazione unica appaltante ovvero lo stesso organismo di rango non regionale, ma provinciale).

Per una volta, a un quesito questo blog risponde …con altri due punti interrogativi: cosa pensa di fare l’Ordine degli ingegneri, nelle more di un processo che ci si attende di consueta lentezza, nei confronti del suo “pregevole” iscritto? E poi: già, chi è che veramente non ha a cuore le capacità di screening della Sua?

Facciamo qualche passo indietro….

Giusto quando aveva preso la velocità di crociera e fatto risparmiare alla Regione quasi 70 milioni di euro in un colpo solo, la Stazione unica appaltante si ritrova con una notevole “grana” da sbrogliare: bisognerà cambiare le modalità per finanziarla. L’ha deciso il Governo, impugnando la norma vigente.

La vecchia consiliatura, per la Sua, s’era chiusa con un “giallo”: in campagna elettorale, l’oggi Governatore Giuseppe Scopelliti ne aveva infatti asserito la conclamata inutilità, dicendosi intenzionato – una volta eletto – ad abolire l’organismo guidato dal commissario Salvo Boemi (per lunghi anni, fra i più determinati magistrati d’Italia “in prima linea” contro le cosche: vedi foto).

Tutto rientrato all’inizio del mandato di Scopelliti: proprio grazie alla Sua, a seguito del bando di gara unica regionale «a procedura aperta con modalità telematica per la fornitura triennale di farmaci, emoderivati, soluzioni galeniche e infusionali, mezzi di contrasto per le Aziende sanitarie e ospedaliere» la Regione ha risparmiato 69,2 milioni di euro a fronte di una base d’asta poco sotto il mezzo miliardo (498,8 milioni), con l’aggiudicazione dell’84,33% dei 2.074 lotti omogenei disegnati in ambito regionale. Una performance «mai registrata fin qui», in termini di razionalizzazione ed efficienza della spesa di settore.

Due dati su tutti: 1) lo stesso risparmio programmato nel Piano di rientro dal debito in Sanità è stato superato di 17,3 milioni di euro (+ 33,3%), e  2) per la prima volta i prezzi d’aggiudicazione sono risultati uniformi sull’intero scenario calabrese.

Proprio il Piano di rientro adottato dalla Giunta regionale – al tempo, guidata da Agazio Loiero – con delibera n. 845 del 16 dicembre 2009 preannunciava però che entro fine 2010 un’ulteriore decisione dell’esecutivo avrebbe modificato lo strumento di finanziamento della Stazione unica appaltante, delineando «un budget prefissato» per il suo funzionamento e non più un’incognita, variabile in relazione a numero e importi degli appalti esaminati.

La legge regionale n. 16, varata nel luglio scorso, sancì che «per tutto il periodo d’attuazione del piano di rientro», i modi per finanziare la Stazione unica appaltante sarebbero stati definiti dalla Giunta, «anche in deroga» al primo comma dell’art. 10 della legge regionale 26/2007, «con gli oneri a carico del fondo sanitario regionale».

Parliamo della legge che, il 7 dicembre di tre anni fa, istituì la Sua: l’art. 10, normando il funzionamento di Stazione unica e Osservatorio, prevedeva che per fronteggiare spese d’organizzazione e di funzionamento si destinasse l’1% dell’importo d’ogni singola gara e che per l’eventuale spesa «eccedente le entrate» si provvedesse con fondi della Regione.

Senonché, il 17 settembre scorso il Consiglio dei ministri – su proposta del ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto ha impugnato la “legge 16”, ritenuta illegittima nella parte in cui sancisce «impegni di spesa che non sono in linea con quanto disposto nel Piano di rientro». Ad avviso del Governo centrale, vi risulterebbero violati «i principi fondamentali in materia di coordinamento della finanza pubblica di cui all’art. 117, terzo comma, della Costituzione», che sancisce come «tutela della salute» e «armonizzazione dei bilanci pubblici»  rientrino tra le materie di legislazione concorrente tra Stato e Regioni.

La ritenuta incostituzionalità deriverebbe dalla mancata chiarezza sui «criteri che la Giunta dovrà seguire nella definizione del finanziamento» e intorno alle «condizioni che possano permettere la deroga» alla “legge 26”.
Adesso bisognerà dunque ridefinire legislativamente il tema.

Questione spinosa, a pensare che nel solo 2009 l’organismo guidato dal commissario Boemi ha vagliato 1.015 gare d’appalto per un controvalore da 660 milioni di euro, malgrado la perdurante mancanza di una sede e una lamentata scopertura d’organico pari a 98 unità su 120, cioè l’81,6% del totale: solo 22, secondo gli ultimi dati diffusi, i dipendenti regionali in forza alla Stazione unica.

13 luglio 2009

Il mio benvenuto

Benvenuti!
…Nuova stagione, nuovo blog…

Nasce così “il Caffè di Meliadò” (nome che riprende dichiaratamente una vecchia rubrica televisiva), il blog del giornalista Mario Meliadò in cui proporrò notizie, commenti, indiscrezioni, interviste, magari anche qualche esclusiva…
Il tutto naturalmente per voi, in attesa – febbrile – delle vostre valutazioni, delle vostre osservazioni (anche e soprattutto quelle critiche).

Grazie allora, e… alla prossima!

Hello world!

Filed under: spigolature — mariomeliado @ 16:07

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