il Caffè di Meliadò

20 agosto 2013

Allestimento al Museo nazionale della Magna Grecia, vince Set Up Live – Protecno Impianti. E… i soldi?

È stato aggiMuseo naz 0udicato questa sera l’appalto per l’allestimento museologico e museografico e d’impiantistica speciale – cioè, in sostanza, per garantire la completa fruizione – del Museo archeologico “della Magna Grecia”, il Museo nazionale di stanza a Reggio Calabria a Palazzo Piacentini che da poco ha visto la sua riapertura con l’attesa mostra “Arte torna arte”.

Sveliamo immediatamente il nominativo dell’impresa vincitrice: si tratta dell’Ati (associazione temporanea d’imprese) Set Up Live srl (capogruppo) – Protecno Impianti. Sconfitte dunque le altre quattro pretendenti: l’unica reggina, ossia l’Ati Ffc Costruzioni di qualità – Impianti e costruzioni; il Consorzio stabile ReseArch; l’Ati in via di costituzione tra la blasonata Goppion e la Citis; la costituenda Ati “verticale” tra la mandataria Tecnoedil e le imprese mandanti Sice e Impretech (associazione temporanea d’imprese, quest’ultima, reintegrata in sèguito a integrazione documentale richiesta dalla Stazione appaltante).

Il criterio seguìto era quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa ai sensi del decreto legislativo 163/2006, ma naturalmente i parametri presi in considerazione dalla Commissione aggiudicatrice (presidente, la soprintendente per i Beni archeologici per la Calabria Simonetta Bonomi; componenti, il viceprefetto aggiunto di Reggio Patrizia Adorno e l’architetto Giovanni Villani, coordinatore presso la Soprintendenza di Salerno e Avellino; segretario verbalizzante, il direttore amministrativo ed economico-finanziario alla Direzione regionale per i Beni culturali Salvatore Patamia).

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31 ottobre 2012

Spending review: ultime settimane d’agonia per le Province di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone

Salvi improbabili colpi di scena o non meno ardui successi in chiave giudiziaria davanti alla magistratura amministrativa, siamo alle ultime settimane di vita per tre Province calabresi: parliamo di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone (nella foto, il Palazzo della Provincia della città pitagorica).

E’ quanto appena sancito dal Governo centrale nel decreto legge di riforma delle Province: lo stesso ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi ha “lanciato” la notizia dell’approvazione del provvedimento, in modo consono alla modernità del Governo tecnico in sella, attraverso un tweet su uno dei social network più diffusi, Twitter.

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17 maggio 2012

Intervista a Leonardo “Dodo” Boriani, direttore del Vostro.it / 1 – “Giornali nazionali? Io non ne vedo, in giro…”

Leonardo Boriani è il direttore del “Vostro Quotidiano”  (www.ilvostro.it), nuovo quotidiano web da pochi giorni già on-line. Gli abbiamo chiesto un’intervista per vari motivi: la novità editoriale in un momento di crisi drammatica del Paese, ma anche la sua conoscenza – profonda e personale, visto che il varesino “Dodo” Boriani ha per 5 anni il quotidiano La Padania – della “galassia” Lega Nord, oggi nel ciclone più assoluto…

 

Per partire: la situazione del segmento giornalistico nell’Italia di oggi come la vedi, direttore?

«Non ci sono dubbi sul fatto che la situazione editoriale risente di quest’enorme crisi che sta coinvolgendo il Paese. Il problema però è che la crisi dell’editoria è iniziata già un po’ prima e configura una situazione devastante. Sul nostro mondo si riflette la grande cImagerisi imprenditoriale: i soldi e la pubblicità ormai sono quelli che sono, e la sofferenza non riguarda solo la carta stampata, ormai si sta espandendo anche al sistema televisivo nazionale».

La questione di fondo qual è?

«E’ proprio il sistema editoriale italiano nel suo insieme che ormai “mostra la corda” per ragioni che si sono sedimentate nel tempo: ci vorrebbero sistemi molto più agili. Benché servano le tutele in assoluto, occorrerebbe più flessibilità sul fronte-lavoro, pure in uscita… Non voglio polemizzare col sindacato, ma l’ “articolo 1” è un problema oggettivo. Non puoi assumere neppure colleghi disoccupati se non a tempo indeterminato: al di là degli sgravi fiscali che vi sono collegati, è chiaro che bisognerebbe rimodulare l’intero sistema, pensando alla realtà odierna, di questi tempi di grande crisi».

E sotto il profilo contenutistico? Da Roma in giù non esiste alcuna testata nazionale. Ma da Roma in su anche testate più che blasonate non sono realmente nazionali

«E’ una grande verità. Non ci sono grandi testate nazionali in Italia!, anche se i maggiori quotidiani nostri vengono “spacciati” per tali… l’unica testata che ha una diffusione significativa in tutte le regioni è, forse, Repubblica; in realtà il Corriere della sera è fortissimo in Lombardia, la Stampa in Piemonte, e stiamo parlando di baluardi della presunta stampa “nazionale”… Anche per questo occorrerebbe una profonda revisione di sistema. Pensa alle testate “politiche”: bisognerebbe definire decisamente meglio quali lo sono davvero e quali no, ai fini dell’accesso ai fondi previsti dalla legge, ma non solo per questo».

(1 – continua)

9 luglio 2010

Senza bavaglio (finché si può!)

Legge bavaglio? No, grazie!

Almeno per la giornata di oggi, è l’unica cosa che conta nel circuito nazionale dell’informazione. Ed è un “no” che, sinceramente, “parte da lontano”.

Personalmente, non posso dimenticare altri tentativi di concreto bavaglio: per esempio, il latente – e neanche tanto! – intento di precarizzare sistematicamente tutti gli operatori dell’informazione, incluse le figure apicali (capiservizio, capiredattori etc.), per poterli concretamente, pesantemente condizionare.

Ma poi pure di restringere sempre di più, sempre di più le maglie di ciò che si può scrivere, così agendo in concreto su tre fronti almeno:  1) l’agenda setting, perché è chiaro che se di certe cose non si può o “non si potrà” scrivere l’agenda di molte testate si ricalibra già oggi, tendendo a occuparsi delle cose che, almeno, potranno affrontare anche “domani”; 2) l’autocensura di molte testate e, perché no?, di tanti colleghi, inevitabilmente portati ad assecondare la calendarizzazione informativa spinta da certi gangli burocratico-amministrativi verso criteri “altri”; 3) la parametrazione dell’opinione pubblica nazionale, nella speranza che come ciuchi si vada coi paraocchi solo a guardare quel che il Signore di turno (destra, sinistra, centro: in questo caso, il colore politico non conta assolutamente niente!) graziosamente “consentirà” di trattare, scrivere, riferire e non la massa crescente d’informazioni che, dietro il paralume del diritto alla privacy, si vuol impedire di mettere nella disponibilità della pubblica opinione per garantire il diritto a “informare, informarsi, essere informati”.

Oggi è il giorno d’astensione dal lavoro praticamente per tutte le testate tranne quotidiani e service (che hanno scioperato ieri per impedire l’uscita dei giornali quest’oggi), scopo: realizzare un black-out informativo totale volto a sensibilizzare al massimo la gente e amplificare al top la portata della protesta, dire che “ci siamo”.

Lotta anche tu per non avere un’informazione censurata e che si autocensura.

Dici anche tu di no al ddl intercettazioni, la “legge bavaglio”.

27 aprile 2010

comunicazioni & e-mail

carissimi, vi ricordo che per comunicazioni riservate – come in queste ore più volte mi avete chiesto – c’è la mia e-mail:

mariomeliado1969@gmail.com .

grazie!

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