il Caffè di Meliadò

5 giugno 2011

Comunali di Reggio Calabria, annullate 7mila schede! La situazione è grave… ma non seria

La situazione è grave, ma non seria

Con un piccolo sforzo goliardico si potrebbe descrivere così l’esito della verifica dei verbali dei seggi elettorali in relazione alla recentissima tornata amministrativa per il rinnovo del Consiglio comunale reggino. Ben 7mila – come annunciato ufficialmente dal presidente della Commissione elettorale Giuseppe Campagnale schede annullate in questa sede, soltanto 40 su 217 le sezioni elettorali in cui non si sono registrati gravi o gravissimi (in quest’ultimo caso, devoluti alla Procura della Repubblica…) problemi rispetto alla manifesta regolarità del voto.

In tutto ciò, il neosindaco di Reggio Demy Arena (vedi foto) ritiene che la cosa migliore da fare non sia accanirsi a evidenziare le mille irregolarità (la più patente e incredibile: in varie sezioni, si sono registrati più voti che votanti…), ma piuttosto «rompere per il futuro con questo metodo di votazione che, evidentemente, non va». Ad avviso del primo cittadino, la prima cosa da fare sarà «semplificare i verbali per le votazioni, visto che in più di un caso c’è stata una forte incertezza interpretativa e invece situazioni di questo tipo, a fronte di un diritto fondamentale come il suffragio popolare, debbono essere circoscritte il più possibile e arginate ai soli casi di reale incertezza sul voto espresso. E occorrerà agire anche in termini di un’opportuna, adeguata formazione dei futuri presidenti di seggio e scrutatori».

Tiepido, l’amministratore, rispetto all’ipotetico ricorso alla magistratura amministrativa che, pure, da giorni “fa il giro” dei social network e in particolare del più diffuso, Facebook, sulla scia dello slogan “Elezioni pulite” (che, vuoi o non vuoi, ricorda da vicina quell’ “Energia pulita” che ha rappresentato il claim della candidatura a primo cittadino di Massimo Canale e anche, se è per questo, la sua sorprendente “lista del sindaco”, che ha anche ottenuto un seggio a Palazzo San Giorgio). «Se ci sono elementi tali da far ritenere a qualcuno d’aver subìto un torto, è più che giusto che le persone legittimate ad agire si rivolgano al Tar, la sede competente nella quale avranno certamente soddisfazione… ma via, parlare di “brogli” mi sembra francamente eccessivo».

Non si discosta di molto l’opinione pubblicamente espressa da Massimo Canale, che torna in Consiglio comunale dopo l’esperienza da candidato primo cittadino del centrosinistra cosiddetto “ufficiale”. «Allo stato, se gli elementi sono solo questi, parlare di brogli mi sembra impensabile: certamente io non avanzerò ricorso al Tar. Del resto, noi – aggiunge lui – non contestiamo il merito, ma il metodo della votazione, che “fa acqua” da tutte le parti: migliaia di schede annullate, decine e decine di presidenti di seggio infedeli e incapaci di gestire al meglio e in serenità le operazioni di scrutinio. E non citerò le tante situazioni di seggi “presidiati” in violazione alle norme vigenti, specie nella zona Nord della città, con corrispondente impensabile divario tra il candidato sindaco del centrodestra e quello del centrosinistra…».

Resta un punto, a urne ormai chiuse forse “il” punto: ma a Palazzo di città ci sarà “una sola” opposizione o prenderanno corpo più minoranze? Le ultime uscite-stampa di Italia dei valori, e in particolare del responsabile regionale per il Patto etico e responsabile calabrese Enti locali Enzo Tromba farebbero pensare altrimenti!, con la candidatura del coordinatore cittadino dipietrista, ex candidato sindaco (e oggi unico rappresentante in Consiglio) del “cartello a 3 di sinistra” Aldo De Caridi quale presidente dell’Assemblea in nome di un’imprecisata nuova governance… «Le stupidaggini, lasciamole a chi le dice – taglia corto Canale –. Io lavorerò per ricompattare il centrosinistra e proprio un centrosinistra unito è il mio obiettivo di fondo: riterrò d’aver fallito se non riuscirò a centrarlo entro un paio d’anni. Il 10% in più delle liste che ho avuto non è merito solo di Massimo Canale, è merito anche di uno “spirito” che è quello di Milano e Napoli e che in riva allo Stretto s’è avvertito quand’era forse troppo tardi… La cosa davvero importante è dare compattezza al centrosinistra: quello “senza se e senza ma”, quello che non ha “schiacciato l’occhio” al centrodestra, che non s’è ritagliato un ruolo solo per tentare, invano, di far perdere un candidato».

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1 giugno 2010

Caro Silvio, basta così

Dire che il gesto del premier Silvio Berlusconi nel corso della trasmissione Rai Ballarò è semplicemente intollerabile è riduttivo.

Gli insulti al giornalista di Repubblica Massimo Giannini ‘reo’ d’aver riportato alcuni dati (per quanto controvertibili potessero essere) e al sondaggista Nando Pagnoncelli e a tutta l’Ipsos vanno ‘oltre’, così del resto come l’idea di poter qualsiasi Presidente del Consiglio dei ministri di qualsiasi colore intervenire telefonicamente nel corso di una trasmissione della tv di Stato per “dire la sua” sottraendosi però, al contempo, a ogni forma di contraddittorio precedente e successivo.

L’idea che la Verità possa essere una sola rasenta, come ha acutamente osservato Floris, l’antico comunismo; e dunque l’antico fascismo, ogni antico totalitarismo.

Come quando Massimo D’Alema ebbe la faccia tosta di querelare il buon Giorgio Forattini per la celeberrima vignetta (!!) sul “bianchetto” del “caso Mitrokhin” questo blogger insorse, chiedendo anche a eventuali militanti di fede comunista e post-comunista di dissociarsi pubblicamente, lo stesso adesso e a parti invertite: chiunque, anche di fede fascista o post-fascista o forzista o pidiellina, dovrebbe dissociarsi pubblicamente dall’insulto gratuito nei confronti di gente che lavora e che può (può benissimo, finché siamo in Democrazia; e speriamo di restarci a lungo) avere dati od opinioni diverse, da un politico, da un rappresentante delle istituzioni, perfino dal premier.

E se la Fnsi insorge – giustamente – contro il ddl intercettazioni, suggeriamo caldamente a Franco Siddi & compagnia di trovare cinque minuti per rivedere questa puntata di Ballarò e identificare le giuste forme di lotta per ripristinare il diritto sacrosanto dei giornalisti a mantenere la “schiena dritta” (caro presidente Ciampi!, nessuno avrebbe potuto dir meglio….) con fascisti, comunisti, centristi, “ex”, “post” e quant’altri.

30 dicembre 2009

La volgarità incassa fondi. E talvolta i fondi sprizzano volgarità

<…….Mi domando se esistano altri Paesi in cui non un filmetto qualsiasi, ma la pellicola che si prevede come la più vista dell’anno consista in pratica in una serie ininterrotta di volgarità condite da parolacce: una specie di lunga scritta oscena sulla parete del cesso di una stazione>

(così Enrico Galli Della Loggia sul Corriere della sera, nel recente – 21.12.09 – ma ormai già celebre ‘fondo’ intorno alla polemica sulla concessione dei fondi ministeriali al film Natale a Beverly Hills in seguito al riconoscimento quale pellicola d’interesse <culturale e nazionale>)

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