il Caffè di Meliadò

21 aprile 2015

SANITA’/1 – Asp 5 “choc”: «Smaltiti debiti per 450 milioni in 5 anni»

Sarà l’aria da spending review che connota ogni angolino delle istiasprctuzioni, e dunque pure la Regione (specie nelle ore del varo del bilancio 2015!) e a maggior ragione tutti i meandri di una Sanità che da decenni fa della Calabria una Regione “canaglia”. Ma questa mattina, al primo vertice tra le forze sociali e la direzione strategica al gran completo (il neocommissario Santo Gioffrè, il nuovo direttore sanitario Salvatore Barillaro, fin qui responsabile di distretto per la Tirrenica reggina ossia il comprensorio relativo all’ex Asl 10 di Palmi, e il nuovo direttore amministrativo Giovanni Tringàli) dell’Asp 5 di Reggio Calabria, di clima disteso non c’era traccia…

Questo primo approccio è stato caratterizzato innanzitutto da un’ampia sordina apposta al Tema dei Temi:

(more…)

Annunci

19 maggio 2013

Incredibile a Locri: medico tenta di accoltellare infermiera dentro l’ospedale. Sospeso e denunciato

In questi giorni questo blogger si sta molto occupando (anche) di Sanità; e su questo ci aggiorneremo presto.

Tuttavia, emerge una vicenda allucinante su cui nImmagineon si può sicuramente glissare o rinviare un minimo approfondimento.

All’ospedale di Locri – cioè proprio là dove sarebbe germogliato l’omicidio di Franco Fortugno, primario del Pronto soccorso del nosocomio locrese e vicepresidente del Consiglio regionale che fu assassinato il 16 ottobre 2005 a Palazzo Nieddu del Rio, mentre si votava per le Primarie del centrosinistra – malgrado la buona volontà e i successivi tentativi di normalizzazione, continuano ad accadere cose pazzesche.

Solo l’altro giorno, l’ultima scena-choc della serie.

Ospedale di Locri, interno giorno. È un’ordinaria giornata di lavoro, o almeno così parrebbe, quando improvvisamente riemergono vecchie ruggini…

Forse uno scatto d’ira improvviso, forse una risposta “a tono” troppo aggressiva. Fatto sta che un medico (sì, signori: un medico) in forza all’ospedale territoriale locrese (che come si sa una volta faceva capo all’ex Asl 9 di Locri ma ormai, con l’accorpamento delle varie Aziende sanitarie locali, è di competenza dell’Asp 5 di Reggio Calabria) non gradisce come un’infermiera ha “osato” rivolgerglisi.

E non risponde verbalmente, no: estrae un coltello e urlando “Ti ammazzo!, ti scanno!” tenta di uccidere la povera malcapitata.

(more…)

29 ottobre 2010

Sanità, perché si è arrivati a un maxidebito da almeno 1,2 miliardi?

Molte volte vien da chiedersi, a fronte degli interrogativi di questi giorni sull’idoneità del Piano di rientro (non più dimensionato su 2,1 miliardi di euro come affermava l’advisor governativo Kpmg, ma sulla cifra contrapposta dal presidente della Regione Peppe Scopelliti, cioè “solo” 1,2 miliardi): ma come ci si è arrivati, a un debito da oltre 2mila miliardi di care vecchie ex-lire?

Affiancherei, da oggi, una domanda: ma chi l’ha detto, che la Commissione straordinaria dell’Asp 5 di Reggio Calabria abbia operato del tutto invano?

Il generalprefetto Massimo Cetola (vedi foto: non sarà male ricordare che, pochi giorni dopo il suo insediamento nell’incarico, quantificò in circa 500 milioni di euro il probabile disavanzo sanitario nella sola ex-Azienda sanitaria locale reggina) e i suoi “compagni di strada” Cesare Castelli e Salvo Gullì hanno terminato il proprio incarico indirizzando alle autorità competenti per il controllo non una, ma ben DUE relazioni.

Perché ne parliamo adesso?

Perché la Guardia di finanza, nell’ambito di un’inchiesta aperta dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria Ottavio Sferlazza insieme al pm Francesco Tripodi, ha sequestrato 750mila euro – secondo quanto disposto dal gip del Tribunale reggino Carlo Sabatini – a Mario Smorto, medico riabilitatore ben noto in ambito non solo calabrese e già nello staff medico della Nazionale di calcio, in questo caso però in quanto titolare di una struttura privata accreditata dalla Regione Calabria.

Al quotato operatore della sanità calabrese è contestata la truffa continuata e aggravata nei confronti dell’Azienda sanitaria provinciale dello Stretto: nel quadriennio 2005-2008, Smorto avrebbe chiesto il pagamento per “prestazioni inesistenti”, si legge nel comunicato diramato dalle Fiamme gialle, “abbinando indebitamente a ciascun ciclo di trattamento e a ciascuna prestazione riabilitativa (…) una prestazione tecnica di “valutazione” (del tono muscolare), in modo da realizzare – si legge nel comunicato inviato agli operatori dell’informazione – in modo da realizzare una sostanziale duplicazione di quanto dovuto per ogni prestazione”.

Duplicazione vorrebbe dire il doppio. E, stando ai finanzieri, in barba a tutti i controlli “l’enorme numero di prestazioni fatturate in eccesso”, talora, si attesterebbe esattamente a una misura “pari al doppio di quanto contrattualmente concordato”.

Ma il punctum dolens è un altro: che il presunto meccanismo truffaldino sarebbe collegato alle famigerate prestazioni extra-budget. Che, in realtà, vantano aspetti quantomeno contraddittori anno dopo anno e per tantissime strutture accreditate (visto che, a budget esaurito, pare comunque illogico ipotizzare la chiusura di laboratori o cliniche private; e giuridicamente impensabile chieder loro di effettuare gratuitamente prestazioni che intrinsecamente implicano costi da lavoro e da materie prime).

Ad avviso dei militari della Gdf il medico-imprenditore, avrebbe ottenuto “decreti ingiuntivi che non venivano contestati”, confidando preventivamente “sulla totale assenza di controlli interni”. Non senza motivo, parrebbe dall’altra indagine sviluppata dalle Fiamme gialle:  sarebbe stato allestito – il condizionale è più che d’obbligo, e non solo per questione di mero garantismo – un vero e proprio “sistema” dei decreti ingiuntivi, facendoli passare tutti colabrodo-style e facendo così sempre penalizzare l’Asp anche in relazione ai danni per l’esecuzione forzata subita.

Proprio in quel contesto, sono iscritti al registro degli indagati l’ex dirigente di settore Aida Barbalace “che, già interrogata in ordine agli omessi controlli, s’è avvalsa della facoltà di non rispondere”, si evidenzia nell’informativa della Finanza, e l’ex commissario straordinario Renato Caruso: quest’ultimo – che ha avuto la responsabilità della gestione dell’ex Asl 11 di Reggio Calabria prima dell’avvento della terna commissariale – avrebbe, addirittura, “omesso e ostacolato il normale funzionamento dei servizi ispettivi”.

25 aprile 2010

Sanità: assessore regionale o commissario?

In Calabria uno dei fronti di maggior dibattito regionale è attualmente l’assetto futuro prossimo della Sanità.

…E ci mancherebbe che non fosse così!, viste le decine di miliardi di euro preda dei rapaci più vergognosi, specie negli ultimi tempi… Adesso, da un lato il neoPresidente della Giunta regionale Peppe Scopelliti ha chiesto un urgente <gesto di responsabilità> (leggi: dimissioni) a tutti i top manager delle varie Asp e Aziende ospedaliere (ma a Cosenza un ‘nemico pubblico numero 1’ come il dg dell’Asp cosentina Franco Petramala, già candidato alle Amministrative col centrosinistra, non si poteva lasciare al proprio posto e dunque è stato cacciato di già). Dall’altro, pochi giorni fa ha annunciato – guardandosi bene dal farlo in campagna elettorale, eh – che chiederà lui stesso al governo Berlusconi di commissariare il comparto-chiave della società e della politica calabrese.

Sarà un atteggiamento adeguato? Sarà commissariando (tra l’altro, pochissimo tempo dopo un voto che, qualsiasi decisione si prendesse, la vedrebbe stra-stra-legittimata da uno ‘tsunami’ elettorale) che si potranno affrontare in maniera più proficua e diretta gli annosi problemi della Sanità calabra? Qualche dubbio è lecito; ma Scopelliti, proprio in quest’ottica, ha trattenuto anche questa delega (attenzione all’ “anche”: le deleghe fin qui non assegnate sono numerosissime e, in alcuni casi, anche molto delicate e onerose).

Per dire, secondo un “vecchio saggio” come il leader del movimento “Diritti civili” Franco Corbelli – uno diventato famoso in tutt’Italia (anche) grazie a strepitose e strepitanti battaglie intorno a eclatanti casi di malasanità -, in realtà <quello che occorre è un nuovo assessore alla sanità, competente, che non risponde a logiche di partito e di corrente, ma che operi solo per tutelare i diritti dei cittadini e dei pazienti>. Ovvero, <un assessore che nomini direttori generali capaci e vada negli ospedali a rendersi conto dei problemi, che incontri il personale medico e paramedico, gli stessi malati, per capire quali sono le esigenze, le emergenze, le priorità da affrontare subito…>.

Chi non vive né opera in Calabria potrà pensare: ma stiamo parlando di cose del tutto normali, l’abc dell’apprendista-stregone della Sanità. Eh no…, qui stiamo parlando di cose rare, come rare nel segmento sono state anche persone che fossero competenti, oneste o (addirittura!) entrambe le cose contemporaneamente (……..sarà il caso di ricordare che secondo atti giudiziari c’è stato qualche dirigente medico arrivato al punto da far cambiare lo stato dei luoghi, dentro una sala operatoria, dopo un intervento conclusosi con la morte del paziente?)

Non per nulla il ‘saggio’ Corbelli ammicca al nodo vero: <Questa è la svolta vera, reale, che si aspettano i calabresi>. Perché sa bene come il quadro sia che <pazienti aspettano mesi prima di essere sottoposti ad un esame negli ospedali. Nei nosocomi, anche quelli importanti regionali, si rompono le macchine per esami importanti che non vengono riparate e sostituite e i malati aspettano da settimane, in un lettino, addirittura nei corridoi, prima di essere sottoposti a test importanti e delicati>.

Forse non servono Superman. Forse serve ‘solo’ un pizzico di sana normalità… sarebbe già tantissimo.

24 luglio 2009

Partito del Sud? No, Democratici per il Mezzogiorno

Nella vicenda congressuale d’ottobre i Democratici meridionali vogliono “contare”, stravolgendo l’ottica del nascente Partito del Sud.
Un primo tentativo è arrivato con la candidatura in extremis alla segreteria nazionale del Pd da parte di un calabrese/campano ad honorem conicolini r.me Renato Nicolini. E’ vero, il suo passato è ancorato alla stagione dell’ “effimero” a Roma; ma analogo sforzo creativo fu profuso a Napoli, e il suo presente lo vede da anni docente all’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria, già guidata da Alessandro Bianchi.

Proprio l’ex ministro dei Trasporti di Romano Prodi ha appena gettato sul Bova & Sandro Bianchitavolo verde della politica piddina una nuova fiche, fondando insieme a gente del calibro dello storico Lucio Villari, la “regina della liquirizia” Pina Amarelli e Pino Soriero (viceministro al ramo di altro governo Prodi, con un recente “passaggio” dipietrista) il movimento Democratici per il Mezzogiorno.

(more…)

Blog su WordPress.com.