il Caffè di Meliadò

6 aprile 2014

Scopelliti: lascio sùbito. Sì, però…

Filed under: centrodestra,in Calabria — mariomeliado @ 10:23
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Il presidente della Giunta regionale Peppe SImmaginecopelliti – di recente, duramente condannato a 6 anni di carcere e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, in primo grado, dal Tribunale di Reggio Calabria, per il cosiddetto “caso Fallara” per i reati di falso in atto pubblico e abuso d’ufficio – ha fatto sapere che non intende traccheggiare ma che, invece, a giorni si dimetterà da Governatore.
Bene. Ma anche no… 

Vediamo sùbito cosa ci convince dell’annuncio del Governatore calabrese e cosa, invece, ci lascia perplessi.

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1 aprile 2014

Sgarbi: mi candido a Presidente della Regione Calabria

«CertSgarbio che mi candido. E stavolta riparto dai territori. Sùbito. Dopo l’addio del mio amico Peppe Scopelliti, al quale per carità auguro tutte le fortune e al quale chiedo di formalizzare le proprie dimissioni il più rapidamente possibile, adesso voglio fare il governatore della Calabria per insegnare a Destra, Sinistra, Centro e Cinquestelle che i populismi d’ogni colore sono soltanto idiozie inutili e che dopo decenni una buona politica è possibile anche a Reggio Calabria, dove la prima cosa che chiederò da Presidente della Giunta regionale è un Qrt nuovo di zecca che dichiari incompatibili con la bellezza dei luoghi quei ridicoli lidi notturni e quei vergognosi gazebo, o a Catanzaro, anche se piazza Matteotti è un obbrobrio completamente da rifare, voluto da architetti incapaci e da politicanti che sono soltanto capre, capre, capre!».

Così l’ex sottosegretario alla Cultura ed ex sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi, nel corso della puntata di Cambio Cuoco di cui il noto critico d’arte è stato protagonista ieri in prima serata sul canale tematico Lei: Sgarbi è dunque il secondo candidato ufficiale alla Presidenza per le prossime Regionali in Calabria, dopo Carlo Turino (il cui nome è stato ufficializzato appena ieri da Fiamma tricolore e Calabria sociale).

Sgarbi non è nuovo a iniziative politiche anche molto molto decise:

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26 luglio 2013

CASO RAPPOCCIO (2) // Chizzoniti: “Strategia infantile, ma spera in qualche magistrato”

(segue)

«Dimissioni paradossali». «Strategia infantile che insulta anche l’intelligenza di un bambino».

…È così che la pensa l’accusatore #1 di Antonio Rappoccio, cioè Aurelio Chizzoniti (accuratamente mai, mai, mai menzionato, neppure una volta, nel cochiz2rso dell’intera conferenza stampa di ieri pomeriggio dello stesso Rappoccio, pure sostanzialmente indagato prima e arrestato poi solo per le circostanziatissime denunce dell’ex presidente del Consiglio comunale di Reggio Calabria).

Chizzoniti, che fino a ieri pomeriggio in quanto ha rivestito l’incarico di consigliere regionale proprio al posto di Rappoccio – reintegrato nel ruolo giusto all’inizio della seduta consiliare del 24 luglio, terminata la sospensione dal suo scranno alla luce della scarcerazione –, ritiene che il “gioco” del ri-consigliere sia quantomai chiaro: la strategia di Antonio Rappoccio sarebbe «palesemente finalizzata a bizantineggiare», benché esista pur sempre la “spada di Damocle” dell’udienza del Tribunale della libertà del 7 agosto, che potrebbe comunque optare per la “revoca della revoca” dei domiciliari per l’ormai e esponente repubblicano.

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Resta una valutazione durissima (per quanto scontata fosse…) da parte dell’ex assessore regionale.

Le dimissioni di Antonio Rappoccio a partire dal 24 settembre prossimo, scelta che ieri questo blogger ha definito un comportamento da “dimissionario precario”,  «oltraggiano il Consiglio regionale perché – argomenta Chizzoniti – legittimano la consumazione di una moltitudine di reati della cui reiterazione nessun magistrato coinvolto inquirente o giudicante s’è minimamente preoccupato, sdoganando spericolatamente un consigliere che s’è esaltato strumentalizzando cinicamente il dramma della disoccupazione giovanile».

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25 aprile 2010

Sanità: assessore regionale o commissario?

In Calabria uno dei fronti di maggior dibattito regionale è attualmente l’assetto futuro prossimo della Sanità.

…E ci mancherebbe che non fosse così!, viste le decine di miliardi di euro preda dei rapaci più vergognosi, specie negli ultimi tempi… Adesso, da un lato il neoPresidente della Giunta regionale Peppe Scopelliti ha chiesto un urgente <gesto di responsabilità> (leggi: dimissioni) a tutti i top manager delle varie Asp e Aziende ospedaliere (ma a Cosenza un ‘nemico pubblico numero 1’ come il dg dell’Asp cosentina Franco Petramala, già candidato alle Amministrative col centrosinistra, non si poteva lasciare al proprio posto e dunque è stato cacciato di già). Dall’altro, pochi giorni fa ha annunciato – guardandosi bene dal farlo in campagna elettorale, eh – che chiederà lui stesso al governo Berlusconi di commissariare il comparto-chiave della società e della politica calabrese.

Sarà un atteggiamento adeguato? Sarà commissariando (tra l’altro, pochissimo tempo dopo un voto che, qualsiasi decisione si prendesse, la vedrebbe stra-stra-legittimata da uno ‘tsunami’ elettorale) che si potranno affrontare in maniera più proficua e diretta gli annosi problemi della Sanità calabra? Qualche dubbio è lecito; ma Scopelliti, proprio in quest’ottica, ha trattenuto anche questa delega (attenzione all’ “anche”: le deleghe fin qui non assegnate sono numerosissime e, in alcuni casi, anche molto delicate e onerose).

Per dire, secondo un “vecchio saggio” come il leader del movimento “Diritti civili” Franco Corbelli – uno diventato famoso in tutt’Italia (anche) grazie a strepitose e strepitanti battaglie intorno a eclatanti casi di malasanità -, in realtà <quello che occorre è un nuovo assessore alla sanità, competente, che non risponde a logiche di partito e di corrente, ma che operi solo per tutelare i diritti dei cittadini e dei pazienti>. Ovvero, <un assessore che nomini direttori generali capaci e vada negli ospedali a rendersi conto dei problemi, che incontri il personale medico e paramedico, gli stessi malati, per capire quali sono le esigenze, le emergenze, le priorità da affrontare subito…>.

Chi non vive né opera in Calabria potrà pensare: ma stiamo parlando di cose del tutto normali, l’abc dell’apprendista-stregone della Sanità. Eh no…, qui stiamo parlando di cose rare, come rare nel segmento sono state anche persone che fossero competenti, oneste o (addirittura!) entrambe le cose contemporaneamente (……..sarà il caso di ricordare che secondo atti giudiziari c’è stato qualche dirigente medico arrivato al punto da far cambiare lo stato dei luoghi, dentro una sala operatoria, dopo un intervento conclusosi con la morte del paziente?)

Non per nulla il ‘saggio’ Corbelli ammicca al nodo vero: <Questa è la svolta vera, reale, che si aspettano i calabresi>. Perché sa bene come il quadro sia che <pazienti aspettano mesi prima di essere sottoposti ad un esame negli ospedali. Nei nosocomi, anche quelli importanti regionali, si rompono le macchine per esami importanti che non vengono riparate e sostituite e i malati aspettano da settimane, in un lettino, addirittura nei corridoi, prima di essere sottoposti a test importanti e delicati>.

Forse non servono Superman. Forse serve ‘solo’ un pizzico di sana normalità… sarebbe già tantissimo.

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