il Caffè di Meliadò

9 aprile 2014

Del nodo-Gratteri, o anche: il Pd e una candidatura “difficile”

Doveva essere ministro. Della Giustizia, of coursegratteri: peccato non aver pensato al “dettaglio” che si sarebbe trattato del primo magistrato mai passato da magistrato in carica a Guardasigilli senza soluzione di continuità (e senza volersi neanche dimettere dal corpo magistratuale; non nell’immediato, almeno). Poi l’idea era di farne il presidente della Giunta regionale calabrese; ovviamente, senza passare dal giogo delle primarie di partito / di coalizione, ritenute da lui ma soprattutto “per” lui particolarmente rischiose e inadatte.

Adesso, l’ultima perla del Pd per il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri è di «chiedergli un sacrificio per la città di Reggio». E cioè, in sostanza, di candidarlo a primo cittadino di Reggio Calabria.
Una posizione, quella del Partito democratico, che ci sembra particolarmente velleitaria e poco convincente.

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1 aprile 2014

Sgarbi: mi candido a Presidente della Regione Calabria

«CertSgarbio che mi candido. E stavolta riparto dai territori. Sùbito. Dopo l’addio del mio amico Peppe Scopelliti, al quale per carità auguro tutte le fortune e al quale chiedo di formalizzare le proprie dimissioni il più rapidamente possibile, adesso voglio fare il governatore della Calabria per insegnare a Destra, Sinistra, Centro e Cinquestelle che i populismi d’ogni colore sono soltanto idiozie inutili e che dopo decenni una buona politica è possibile anche a Reggio Calabria, dove la prima cosa che chiederò da Presidente della Giunta regionale è un Qrt nuovo di zecca che dichiari incompatibili con la bellezza dei luoghi quei ridicoli lidi notturni e quei vergognosi gazebo, o a Catanzaro, anche se piazza Matteotti è un obbrobrio completamente da rifare, voluto da architetti incapaci e da politicanti che sono soltanto capre, capre, capre!».

Così l’ex sottosegretario alla Cultura ed ex sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi, nel corso della puntata di Cambio Cuoco di cui il noto critico d’arte è stato protagonista ieri in prima serata sul canale tematico Lei: Sgarbi è dunque il secondo candidato ufficiale alla Presidenza per le prossime Regionali in Calabria, dopo Carlo Turino (il cui nome è stato ufficializzato appena ieri da Fiamma tricolore e Calabria sociale).

Sgarbi non è nuovo a iniziative politiche anche molto molto decise:

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16 febbraio 2014

Renzi-Letta: un passaggio del testimone discutibile. Però…

Per parlrelarne un attimo più estesamente, abbiamo ritenuto fosse meglio attendere oggi, in Calabria giornata delle Primarie per designare chi tra, Massimo Canale, Mimmo Lo Polito, Ernesto Magorno e Bruno Villella (in rigoroso ordine alfabetico) sarà il nuovo segretario regionale del Pd.
Ma bisogna ammette che il passaggio del testimone tra Matteo Renzi ed Enrico Letta a Palazzo Chigi è stato disarmante per il Paese, offensivo per il premier uscente, devastante per la gran parte dell’elettorato e dei quadri del Partito democratico.

Intanto, in tempi d’assoluta crisi della politica e crisi ancor più nera delle Istituzioni (basterà pensare a tutti gli angoli vivi prodotti dalla letteratura fiorita intorno alla “trattativa” Stato-mafia), non sembra un capolavoro d’intelligenza che un pur ormai quotatissimo dirigente del Pd (Renzi) abbia in concreto “fatto le scarpe” a un altro dirigente dello stesso partito (Letta) che pur esperto (già era stato ministro e guidava da un po’ una corrente dèmocrat, per quanto minoritaria) contestandogli i frutti di un Governo farcito di ministri piddini e in cui il Pd è stato la principale forza di maggioranza.
I modi, poi, sono stati sì brutali, ma soprattutto si sono sposati assai poco con l’epica delle Primarie. Ecco perché ci sembra più che opportuno parlarne proprio oggi…

Il Partito democratico “di Renzi” è “quel” Pd che ha sostenuto che le elezioni primarie quale strumento per selezionare la classe dirigente fossero inscritte nello stesso Dna del partito. Bene: il modo in cui Matteo Renzi sta veleggiando verso Palazzo Chigi è l’opposto di quelle considerazioni.
Una sorta d’elegia del Potere; quasi una lode dell’accoltellamento tra parentiserpenti; un elevare a potenza la tattica politica, contro ogni straccio di rispetto della legittimazione popolare che le Primarie hanno per sostrato fondamentale.

E però…

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30 dicembre 2012

…PriMario

Nel giorno delle primarie di Pd e Sel, la notizia politica “vera” è la quasirottura fra Pierluigi Bersani e MarMonti M.io Monti.

Né vale dire da parte del Pd «finché Monti era un tecnico gli siamo stati fedeli, ora è un nostro avversario politico»: le cose stanno effettivamente così, ma questo ahiloro non basta a spiegare per quale motivo al mondo l’ “agenda Monti” – che rimane in sostanza la stessa, europacentrica – potesse andar bene prima e adesso no. A nostro modo di vedere, il “vero” punto è questo.

C’è comunque molto da riflettere pure intorno agli esiti delle primarie…

Guardiamo al Pd e alle due donne che si sono imposte nel Reggino e nel Cosentino. Difficile stupirsi dell’affermazione di Rosy Bindi (7.527 suffragi) a Reggio&provinciabindi, se stiamo parlando di un ex ministro, presidente nazionale del partito e vicepresidente della Camera. Peraltro, è riuscita a essere meno votata del corrispondente collega maschio, il consigliere regionale Demetrio Battaglia, votato da 2 elettori dèmocrat reggini su 3 (8.362 consensi su 12.628 votanti). E neanche, nel Cosentino, le 10.679 preferenze su Enza Bruno Bossio (su 26.491 alle urne) possono stupire chi conosce apparato e aderenze dentro il partito (a cominciare dal marito e consigliere regionale Nicola Adamo, già segretario regionale dei Ds, a sua volta deputato per una brevissima stagione, prima di optare per Palazzo Campanella).

Ma certo ci sarebbe molto da argomentare sullo strisciante razzismo di genere con cui la competizione è stata affrontata. Se invece di Rosy Bindi a Reggio fosse sbarcato Massimo D’Alema, la fiera opposizione sul territorio sarebbe stata altettanto intensa? Diremmo di no; mentre invece, se la “colonizzazione” esiste, esiste indipendentemente dal nome o dal candidato…

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