il Caffè di Meliadò

18 maggio 2012

Facebook in Borsa, cioè: la realtà virtuale vale un sacco di soldi (reali)

Ha raccolto 12,6 miliardi di euro (16 miliardi di dollari) sul mercato ed è pronto a debuttare in Borsa. Accadrà a minuti.

Parliamo di Facebook, uno dei fenomeni planetari più eclatanti di ogni tempo e largamente il social network più famoso e popolare: il suo fondatore Mark Zuckerberg (foto) sarà molto molto felice di questo lancio nel Pianeta Delle Azioni.

Wall Street ha già trovato il “posto” giusto per la quotazione-debutto: ovviamente il Nasdaq, il listino dei “tecnologici”. Con un prezzo unitario di 38 dollari ad azione, il capitale di Fb verrebbe dato a 104 miliardi di dollari, cioè 82 miliardi di euro; in questo modo, la megaholding delle “amicizie virtuali” verrebbe travolta da una valanga di denaro (reale), vedendosi quantificare il proprio valore cento volte oltre gli utili effettivi; ma in queste ultime ore non manca chi ritiene che possa essere quotato a 40, fors’anche 50 dollari ad azione, in questo modo andando pure ben oltre questa già pazzesca “bolla” (che, lamentano i critici, sconterà poi una difficile monetizzazione del valore teorico, visto soprattutto che il traffico indirizzato a Facebook inevitabilmente sta virando da workstation tradizionali e laptop verso telefonini e tablet; periferiche su cui la pubblicità è meno appetibile).

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6 maggio 2010

…in salute e in malattia… // Il caso Grecia

La domanda è semplice. Senza troppi giri di parole: ma come fa un posto che si chiama “Magna Grecia”, che si riempie la bocca quotidianamente (oltre che di lamentazioni, spesso francamente insopportabili alle orecchie altrui) delle proprie radici elleniche, a fottersene così altamente del dramma nazionale che la Grecia sta vivendo in queste settimane, e che di recente ha prodotto anche (i primi, temo) morti?

Ancor di più, com’è possibile impiparsene così, bellamente, quando esiste nella fascia orientale del Reggino una significativa (e tutelata anche per legge) minoranza grecòfona, o grecanica, o grìka o chiamatela come volete, che viene ‘scongelata’ a convenienza (ma preferibilmente quando ci sono risorse da drenare senz’alcuna apparente utilità pubblica)?

Cara Calabria, cari calabresi, se avete un po’ di tempo tra le mille cose che avete da fare (soap operas politiche, conta degli ulteriori disoccupati, tentativo d’incentivare ulteriormente aziende o distretti ‘decotti’ senza rigorosamente farne partire di nuovi e realmente produttivi e in linea con le vocazioni delle varie aree della regione), se non siete esausti per l’intitolazione alla Magna Grecia di quel villaggio turistico, di tal museo archeologico, di talatra università, be’, volendo potreste anche farvi sentire.

La Grecia, la nostra vera madre, sta male. Aiutarla è fuori discussione: è un dovere di tutti, ma nostro particolarmente.

 

25 aprile 2010

Sanità: assessore regionale o commissario?

In Calabria uno dei fronti di maggior dibattito regionale è attualmente l’assetto futuro prossimo della Sanità.

…E ci mancherebbe che non fosse così!, viste le decine di miliardi di euro preda dei rapaci più vergognosi, specie negli ultimi tempi… Adesso, da un lato il neoPresidente della Giunta regionale Peppe Scopelliti ha chiesto un urgente <gesto di responsabilità> (leggi: dimissioni) a tutti i top manager delle varie Asp e Aziende ospedaliere (ma a Cosenza un ‘nemico pubblico numero 1’ come il dg dell’Asp cosentina Franco Petramala, già candidato alle Amministrative col centrosinistra, non si poteva lasciare al proprio posto e dunque è stato cacciato di già). Dall’altro, pochi giorni fa ha annunciato – guardandosi bene dal farlo in campagna elettorale, eh – che chiederà lui stesso al governo Berlusconi di commissariare il comparto-chiave della società e della politica calabrese.

Sarà un atteggiamento adeguato? Sarà commissariando (tra l’altro, pochissimo tempo dopo un voto che, qualsiasi decisione si prendesse, la vedrebbe stra-stra-legittimata da uno ‘tsunami’ elettorale) che si potranno affrontare in maniera più proficua e diretta gli annosi problemi della Sanità calabra? Qualche dubbio è lecito; ma Scopelliti, proprio in quest’ottica, ha trattenuto anche questa delega (attenzione all’ “anche”: le deleghe fin qui non assegnate sono numerosissime e, in alcuni casi, anche molto delicate e onerose).

Per dire, secondo un “vecchio saggio” come il leader del movimento “Diritti civili” Franco Corbelli – uno diventato famoso in tutt’Italia (anche) grazie a strepitose e strepitanti battaglie intorno a eclatanti casi di malasanità -, in realtà <quello che occorre è un nuovo assessore alla sanità, competente, che non risponde a logiche di partito e di corrente, ma che operi solo per tutelare i diritti dei cittadini e dei pazienti>. Ovvero, <un assessore che nomini direttori generali capaci e vada negli ospedali a rendersi conto dei problemi, che incontri il personale medico e paramedico, gli stessi malati, per capire quali sono le esigenze, le emergenze, le priorità da affrontare subito…>.

Chi non vive né opera in Calabria potrà pensare: ma stiamo parlando di cose del tutto normali, l’abc dell’apprendista-stregone della Sanità. Eh no…, qui stiamo parlando di cose rare, come rare nel segmento sono state anche persone che fossero competenti, oneste o (addirittura!) entrambe le cose contemporaneamente (……..sarà il caso di ricordare che secondo atti giudiziari c’è stato qualche dirigente medico arrivato al punto da far cambiare lo stato dei luoghi, dentro una sala operatoria, dopo un intervento conclusosi con la morte del paziente?)

Non per nulla il ‘saggio’ Corbelli ammicca al nodo vero: <Questa è la svolta vera, reale, che si aspettano i calabresi>. Perché sa bene come il quadro sia che <pazienti aspettano mesi prima di essere sottoposti ad un esame negli ospedali. Nei nosocomi, anche quelli importanti regionali, si rompono le macchine per esami importanti che non vengono riparate e sostituite e i malati aspettano da settimane, in un lettino, addirittura nei corridoi, prima di essere sottoposti a test importanti e delicati>.

Forse non servono Superman. Forse serve ‘solo’ un pizzico di sana normalità… sarebbe già tantissimo.

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