il Caffè di Meliadò

9 novembre 2013

Pivetti, la politica nel Dna. E anche la Calabria…

IreneIRENE PIVETTI VATICAN Pivetti (qui a sinistra, nella foto) ce l’ha fatta.

L’ex presidente della Camera dei deputati, già sostenitrice della Questione Settentrionale (ma non della secessione) con la Lega Nord, da tempo viene ricordata più quale “opinionista tv” o per i suoi corpetti arditi, anziché tra le risorse umane spendibili in politica.

Ma una manciata di giorni fa, a Pizzone (provincia d’Isernia, terra molisana, come da mappa qui sulla destra: anche se Pizzone è pure un cognome assai diffuso in Calabria…), si sono ricordati di lei eccome. In particolare, se n’è ricordata un’altra donna: il sindaco, Letizia Di Iorio. E così la seconda presidente della Camera donna dopo Nilde Iotti dal 18 ottobre scorso è asPizzone (mappa)sessore a Sviluppo turistico, economico e produttivo e Internazionalizzazione al Comune di Pizzone.  Sì, anche all’Internazionalizzazione: e ci mancherebbe!, visto che – benché non lo sappiano in molti… – Irene Pivetti è presidente di Only Italia, rete d’imprese che si prefigge d’amplificare l’export agroalimentare italiano (dalla pasta ai gelati) verso la Cina. E “incidentalmente”, nell’aprile scorso una delle sue “missioni” più importanti era stata d’evangelizzare giusto Confindustria Molise (titoli dopo la sua puntatina a Campobasso: Molise in Cina, Pivetti ambasciatrice e cose così), anche se sfortunatamente quella molisana è l’ultima regione d’Italia per export (dati 2011) con un drammatico -21,2% delle (già poche) esportazioni verso i Paesi non comunitari come, appunto, la Cina e un valore globale dell’export dell’intera regione pari a 376 milioni di euro: praticamente la stessa cifra dei proventi dei soli gioielli esportati, nell’arco di un anno, da Vicenza e provincia.

Cosa c’entri la neocinquantenne (mezzo secolo compiuto il 4 aprile scorso) Pivetti col Molise, solo l’ex “sciura Brambilla” può saperlo: sarà stata chiamata anche per contrastare lo spopolamento!, visto che la minuta Pizzone conta solo 333 abitanti (posto n. 7600 sugli 8.094 Comuni italiani per dimensione demografica). In ogni caso, in termini di ritorno d’immagine un’ottima iniziativa, visto che del piccolo centro molisano negli ultimi tempi s’è parlato solo per le Volturnìadi e per le presunte tangenti intascate dall’ex primo cittadino Michele Cozzone

…Di sicuro, invece, la Pivetti c’entra molto con la Calabria.

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8 ottobre 2013

La stilettata della Cusumano: «Ricorso al Tar per far sciogliere la giunta Raffa»

Il conCrpo 2testo è quello della riunione della Commissione regionale Pari opportunità aperta a esponenti (per lo più al femminile) di sindacati, associazioni e movimenti.
Il punto, come esposto già in apertura dal presidente dell’organismo regionale Giovanna Cusumano (Pdl), è puntellare coralmente la tempestiva trattazione in Assemblea della proposta di legge d’iniziativa popolare – forte di ben 7mila sottoscrizioni – per la “preferenza doppia di genere”. Cioè, quella particolare integrazione al sistema elettorale regionale che vedrebbe sancita per legge la possibilità di una seconda preferenza (facoltativa, appunto; non obbligatoria) rispetto all’attuale preferenza unica, che risulti però “di genere”: se la prima preferenza è stata espressa per un aspirante consigliere regionale di sesso maschile, l’eventuale seconda, se espressa, dovrà indicare obbligatoriamente una candidata donna e viceversa.

Si tratta dunque di una strumentazione potente per riequilibrare il numero delle elette rispetto agli eletti, considerato che in quasi tutti gli Enti locali calabresi i consiglieri donna sono ben pochi e dunque anche gli assessori donna (per non parlare dei sindaci donna) risultano rari.
Emblematico, tuttavia, il caso del Consiglio e della Giunta regionale della Calabria: zero consiglieri donna su 50 (eletti, perché in atto Tilde Minasi e Gabriella Albano seggono a Palazzo Campanella, però solo in quanto subentranti ai senatori Antonio Caridi e Piero Aiello).

Grande solidarietà rispetto a quest’esemplare “azione positiva”, notevole ottimismo sulle chance di cooptare l’aula guidata da Franco Talarico non per forza ad approvare, ma quanto meno a dire formalmente “sì” o “no” (assumendosene le relative responsabilità) su un tale meccanismo per ampliare il numero degli scranni “rosa”.
Ma pure sprazzi di veemente realismo: «Certo noi, dopo l’unificazione delle tre differenti proposte normative, puntiamo a far approvare questa legge regionale entro l’anno e mezzo che resta della consiliatura. Ma sulle reali probabilità di centrare questo risultato, ho parecchi dubbi», ha ammesso un’altra pidiellina, Maria Limardo, in termini percentuali la candidata più votata alle Regionali 2010.

Ma la frecciata vera è arrivata diversamente…

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5 ottobre 2010

Swap e ‘culo’

 <…Orsola, sarà stato un ‘colpo di

culo’, ma alla fine c’è andata

bene…!>

 

(il sindaco facente funzioni di  Reggio Calabria, Peppe Raffa, rivolgendosi alla dirigente del settore Finanze Orsola Fallara, nel commentare in pieno Consiglio comunale il provvisorio utile da lui quantificato in 2 milioni 798mila euro in relazione ai contestatissimi swap comunali)

27 settembre 2010

Incredibile, ma Pdl. Cioè, più vero del vero; come sempre…

Quanti abitanti ha, la città di Reggio Calabria? Circa 180mila? Beh… sarete felici di sapere che dalla “A” di Alvaro alla “Z” di Zumbo gli iscritti al Popolo della libertà sono ben, ben, ben 61.

<…forse, 61mila!>, mi correggerete voi al volo, ben sapendo che stiamo parlando del più grande partito d’Italia; del partito che esprime il sindaco e il presidente della Giunta regionale; soprattutto, del partito che alle comunali 2007 stravinse col 70% dei suffragi e nel marzo scorso ha ri-stravinto alle Regionali, col regginissimo Peppe Scopelliti a “stracciare” l’uscente Agazio Loiero infliggendogli un amarissimo distacco di ben 25 punti percentuali…

….e invece no: 61. 6-1, poco più di sessanta adepti su 180mila abitanti, stando all’elenco delle domande d’iscrizione (aggiornato al 26 settembre scorso, per la cronaca: era giusto ieri).

Ma il meglio, deve ancora arrivare!

…Andiamo a guardare livello per livello (diremmo: “casa per casa”…) tra dirigenti ed eletti (soprattutto) del partito del premier. Chi ha in tasca una tessera del Pdl?

PARLAMENTO. Per deputati e senatori va chiarito un dato: sono tutti iscritti. Ma nessun nome, dallo stesso Foti fino all’ex sottosegretario alla Giustizia Peppino Valentino, compare nell’elenco telematico di cui abbiamo estratto copia: perché, vedete, deputati e senatori sono registrati in uno speciale elenco custodito nella Capitale, in quanto – oltre a versare una cospicua somma per l’iscrizione in sé – sono tenuti a versare al partito pure una quota mensile dell’indennità. Tra Montecitorio e Palazzo Madama, dunque, possiamo tirare un sospiro di sollievo!, nessuna defezione per quanto riguarda i rappresentanti reggini.

REGIONE. E la Regione? Beh, intanto i Presidenti di Regione versano una superquota d’iscrizione da mille euro. E… tranquilli!, il nome di Peppe Scopelliti nell’elenco c’è!; il presidente e coordinatore regionale del Pdl – almeno lui!! – è tra i “mitici” 61.

Poi, però, ci sono assessori e consiglieri regionali… e qui, credeteci, iniziano dolori che neppure avete l’idea.

Guardiamo dentro la Giunta.

A Palazzo Alemanni, non ci pare opportuno discettare sull’appartenenza o meno al Pdl dell’assessore all’Internazionalizzazione poiché Fabrizio Capua è stato ‘reclutato’ da assessore esterno e, principalmente, quale giovane imprenditore di grande successo.

L’unico assessore ‘ordinario’ reggino però è proprio del Pdl: si tratta di Antonio Caridi, e l’oggi assessore regionale alle Attività produttive (ieri, per 8 anni assessore comunale all’Ambiente) è regolarmente in possesso della tessera del Popolo della libertà.

E’ reggino anche uno dei sottosegretari, quello alla Presidenza con delega alle Riforme: l’ex-aennino Alberto Sarra, rincuorerà saperlo, a dispetto delle voci che lo vedono assai vicino di volta in volta a “Italiani nel mondo” (era presidente onorario del Cdc la cui campagna elettorale fu “tenuta a battesimo” dallo stesso leader nazionale di Inm, l’ex giornalista Sergio Di Gregorio) o a Noi Sud (innumerevoli le iniziative pubbliche degli autonomisti cui Sarra ha presenziato, in particolare quando ancora reggeva il fronte ‘unitario’ con l’ex ministro di An Adriana Poli Bortone), invece a tutt’oggi ha in tasca la tessera del Pdl.

E a Palazzo Campanella? Distingueremo, responsabilmente, tra chi appartiene al gruppo consiliare del Pdl e chi a quello denominato “Scopelliti Presidente”; non senza aver ricordato al ricco e al povero, al colto e all’ignorante che Scopelliti Presidente fa riferimento già nella “ragione sociale” al coordinatore pidiellino in Calabria e, al di là della sua matrice di movimento in grado di “andare oltre” il Pdl coinvolgendo “anche” non-iscritti, certamente raccoglie una fetta di pidiellini “più realisti del re”, non ultimi tanti che del ‘Peppe nazionale’ sono stati collaboratori strettissimi o addirittura suoi assessori al Comune di Reggio.

Nel Pdl, si può ben esultare constatando che almeno NICOLO’ Sandro – cioè, l’attuale vicepresidente di maggioranza del Consiglio regionale – è regolarmente un tesserato del partito. Molto bene.

Idem per il referente dell’area giovanardiana NUCERA Giovanni (anche lui nell’Ufficio di Presidenza a Palazzo Campanella, quale consigliere-questore): tutto ok, iscrizione in regola.

Dentro Scopelliti Presidente, in ordine alfabetico BILARDI Giovanni non è iscritto al Pdl: ed è il capogruppo!, oltre a essere stato per anni assessore comunale scopellitiano.

E IMBALZANO Candeloro? No!, sorprendentemente non ha in tasca una tessera del Pdl neppure l’ex assessore comunale (per 8 anni) alle Attività produttive di Scopelliti, oggi consigliere regionale del movimento guidato su scala calabrese da Mario Caligiuri. Certo, direte voi, era a capo del movimento “Area dello Stretto”… sì, ma poi c’è stato un gruppo consiliare che si denominò ambiziosamente “Area dello Stretto verso il Pdl”, a segnalare come eletti dirigenti e quadri di quell’organizzazione stessero confluendo dentro il Popolo della libertà e, poi, ci fu un effettivo materiale assorbimento dentro il Pdl. Ma il bancario-consigliere regionale no, non è un iscritto pidiellino.

PROVINCIA. A Palazzo Foti (giunta di centrosinistra, tra gli assessori non è il caso di guardare), in seno alla minoranza si contano …… consiglieri reggini. Vediamo caso per caso.

CANANZI Francesco, “vecchia roccia” dell’An che fu e antica conoscenza della Provincia al punto da essere stato più volte tirato in ballo come potenziale candidato pidiellino alla Presidenza, clamorosamente non è iscritto al partito. E questo dopo anni e anni di militanza nell’Alleanza nazionale che fu: basti pensare che Cananzi era nel listino di Sergio Abramo alle Regionali 2005 ed è stato pure candidato in alcune competizioni elettorali nelle liste…. del Popolo della libertà, salvo non esservi iscritto!

ERACLINI Peppe (o, se preferite, Carmelo Giuseppe) è invece regolarmente iscritto, così come EROI Antonio.

Tesserato pure PORCINO Bruno.

COMUNE. Qui, si sa, il centrodestra è al governo della città. E il Popolo della libertà fa – a dir poco – la “parte del leone”.

Pidiellino è il sindaco Peppe Raffa, regolarmente iscritto al partito.

Del Pdl sono (…sarebbero…) pure ben 10 assessori su 13. Tolti infatti un membro del Pri e uno dell’Udc, dopo il recente rimpasto 9 sono stati ri-nominati in quota Pdl… e dando un occhio alla lista, c’è solo da sganasciarsi dalle risate!

Solito elenco alfabetico, solito cognome a precedere il nome… e vediamo.

ANGHELONE Paolo: non iscritto (ed è già il secondo, a far capo all’ex movimento “Area dello Stretto”, a essere “pidiellino ma non troppo”). CANALE Amedeo: micidialmente non tesserato! E qui la cosa è veramente pazzesca: perché Canale non solo è assessore scopellitiano da anni (prima alla Pubblica istruzione, poi alla Polizia municipale), ma è pure fondatore e presidente di Formula Sud (main sponsor: il portavoce nazionale del Pdl Daniele Capezzone!!!), nonché il più quotato tra i “papabili” per la presidenza della Provincia…. ovviamente, come candidato del Pdl, al quale però non risulta iscritto!!!! MINASI Tilde: l’unico assessore-donna della giunta Raffa ha nel portafoglio la tessera del Popolo della libertà. PLUTINO Pino: niente iscrizione. RASO Michele: gli 8 anni da assessore e un’incrollabile fede scopellitiana (al punto dapprima da indurlo a candidarsi nella lista Scopelliti Presidente alle ultime Regionali, poi da convincere lo stesso Governatore a premere fortissimamente affinché anche lui fosse recuperato in giunta dal suo ex vicesindaco e successore Raffa) non son bastati a fargli scucire i 150 euro necessari per iscriversi al partito. Evvabbè. SARICA Franco, area alemanniana, è invece un tesserato del Pdl. SIDARI Enzo, il profeta del cosiddetto “modello Reggio” quanto all’abbinata vincente turismo&spettacolo, manco a dirsi!, a sua volta non è formalmente uno del Pdl. VECCHIO Sebastiano, forse per le lusinghe non solo recenti di soggetti moderati come l’Udc…, in atto non è certo tra gli iscritti al partito. ZITO Pasquale, invece, lui sì: la tessera del Popolo della libertà ce l’ha.

Poi ci sarebbero i due di stretta fiducia del sindaco: di uno – CAPUA Pino – si sa che è un antico amico e consulente del sindaco di Roma Gianni Alemanno; l’altro assessore nominato non in quota a un partito bensì su base fiduciaria, GATTO Paolo, è un consigliere ex-an di vecchissima data. E, clamoroso!, perfino Gatto è iscritto al Pdl: la cosa è degna di rilievo perché, nel corso della recente crisi al Comune, il coordinatore cittadino Luigi Tuccio aveva promesso d’espellerlo dal partito…. salvo scoprire che NON vi era iscritto! E allora, com’è che nell’elenco il nome dell’assessore comunale alla Manutenzione compare regolarmente? Semplice: quando disse di non essere iscritto al Pdl, non vi era iscritto, ma il primo settembre scorso – a dispetto del suo professarsi di Generazione Italia e, sostanzialmente, “finiano”: dunque, si supporrebbe, facente capo non al Pdl bensì a Futuro e libertà – Gatto ha deciso di tornare a casabase e ha preso appunto la tessera del Pdl.

……Cose da Reggio Calabria.

Comunque, prendiamo il pallottoliere e contiamo (tralasciando gli assessori su base fiduciaria, per motivi di opportunità): su 9 assessori nominati in quota-Pdl, solo 3 sono effettivamente iscritti al partito. Il 66% dei componenti della giunta di centrodestra a prevalenza pidiellina, guidata da un sindaco pidiellino con un predecessore pidiellino, in una regione in cui c’è un Governatore reggino e pidiellino che è stato fino a pochi mesi fa il sindaco pidiellino della città, NON è iscritto al partito di riferimento.

Bah.

……Cose da “modello Reggio”.

Ah, a proposito: non possiamo omettere la “chicca” di Antonella Freno, superscopellitiana simpatizzante (e probabile prossima candidata) del movimento Scopelliti Presidente, “caduta” dopo mille resistenze sull’altare dell’ultimo rimpasto… ritenuta un po’ il simbolo della gestione-Scopelliti per via dei Grandi eventi e delle politiche in materia di beni culturali… be’, inutile aggiungere altro: neppure la Freno ha la tessera del Pdl.

E in Assemblea?

Il Consiglio comunale dove si annida una bestiale “cortina di ferro” pidiellina, con un gruppo consiliare mastodontico (24 consiglieri pidiellini su 40!, 24 sui 29 dell’intera maggioranza di centrodestra!), pullulerà d’iscritti al partito……..

…..o no???

Partiamo per un’altra bella perlustrazione. Cognome per cognome sarebbe troppo lungo… stavolta parleremo di numeri e di casi eclatanti.

AGLIANO Peppe, una vita da fedelissimo del governatore Scopelliti (è anche nella sua struttura alla Regione Calabria), suo primissimo baluardo in campagna elettorale, ebbene, neanche lui ha la tessera del partito. Ha invece la tessera MARCIANO’ Michele, protagonista di estenuanti intercettazioni telefoniche intorno alle gesta politiche di personaggi rivelatisi ‘ndranghetisti o vicinissimi alla “Santa”. Assurdo ma reale, in una delle città più pidielline d’Italia quanto a consensi e rappresentanti in Consiglio comunale, lo stesso capogruppo a Palazzo San Giorgio NICOLO’ Nino (per inciso, nominato “coordinatore dei primari” agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria non molte settimane fa) non ha assolutamente in tasca la tessera del partito, al 26 settembre ultimo scorso.

Non è iscritto, e qui siamo alla fantapolitica – non ci crederei mai, se non avessi davanti l’elenco dei tesserati al Pdl – neppure ROMEO Daniele, cioè il ‘segretario particolare’ del governatore Peppe Scopelliti, che ha seguito l’ex sindaco fin dalla campagna elettorale per le Regionali in ogni sua mossa e insieme a SCARFONE Beniamino – ovviamente, a sua volta non in possesso di tessera pidiellina – leader regionale in Calabria di Azione giovani prima e della Giovine Italia poi (i movimenti giovanili coagulatisi rispettivamente attorno ad An e poi attorno al Pdl).

Addirittura commovente, poi, l’attaccamento al partito di chi è consigliere da pochi giorni o pochi mesi: tra Pangallo, Polimeni e Tomasello (ovvero i tre subentrati ai tre neoassessori a loro volta subentrati, nel “Raffa uno”, a chi aveva spiccato il volo verso il Consiglio regionale) e la “new entry” Roscitano (che è poi un ritorno, per l’ex consigliere tornato a Palazzo di città in seguito alla cooptazione di Gatto nel “Raffa ter”), NESSUNO è iscritto al partito.

Andiamo a far di conto: su 24 consiglieri iscritti al gruppo consiliare del Pdl, 17 (ossia il 70,8%) NON lo sono guardando all’elenco degli iscritti al partito.

CIRCOSCRIZIONI. Sono 7 i presidenti pidiellini su 15 Circoscrizioni e un’ottantina i consiglieri: ma come si vede già dai numeri, impossibile siano tutt’e 87 iscritti al partito, se i tesserati in tutta la città globalmente sono 61……

…..E infatti ALTOBRUNO Peppe (presidente circ. 1 “Centro storico”), MELISSARI Rosanna (due mandati da presidente circ. 2 “Salita Zerbi-Eremo-Tremulini” ma, se è per questo, anche coordinatrice dei 15 presidenti di Circoscrizione), SCOPELLITI Diego (presidente circ. 3 “Santa Caterina-Vito-San Brunello”), CARIDI Bruno (presidente circ. 7 “Modena-S. Sperato”), LEO Vincenzo Roberto (presidente circ. 10 “Archi”), FOTIA Roberto (presidente circ. 12 “Cataforio-Mosorrofa-Cannavò”), MARINO Demetrio (presidente circ. 14 “Gallina-Arangea”, in teoria sostanzialmente pidiellino benché eletto per la lista di centrodestra “Popolari europei per la libertà”), PASSALACQUA Aldo (presidente circ. 15 “Pellaro” protagonista di una bella piroetta dal centrosinistra al centrodestra, benché formalmente eletto per la civica “Il Gabbiano”) NON sono iscritti al Popolo della libertà. In termini numerici, sono 8 su 10, ovvero un tracimante 80% di Presidenti pidiellini non-tesserati: e gli unici due a esserlo, EROI ed ERACLINI, “dovrebbero” esserlo comunque in quanto “anche” consiglieri provinciali (sempre per il Pdl).

COORDINAMENTO GRANDE CITTA’. Potevano essere esenti da simpatiche defezioni i dirigenti, insomma gli “alti papaveri” sebbene non eletti a chissà quale soglio istituzionale? Certo che no……

Tanto per cominciare, il coordinatore Grande città (cioè di rango comunale, di Reggio Calabria “Città metropolitana”) Luigi Tuccio è sì iscritto al partito ma, a quanto pare, solo dal 13 maggio scorso. ….E prima?

Per il resto, aggiungiamo soltanto (per carità di patria) che due dei 4 vicepresidenti dell’organismo, cioè Franco Germanò (incidenter tantum anche presidente di una società mista del Comune, la Recasi) e Aldo Porcelli (anche presidente del movimento “Reggio Futura”), non sono assolutamente iscritti al partito cui dovrebbero contribuire a dare l’indirizzo nella città del sindaco pidiellino Raffa e del Governatore pidiellino Scopelliti.

Che altro dire???

Sessantuno iscritti su 180mila abitanti significa che i coordinatori comunale e provinciale (Luigi Tuccio e il deputato Nino Foti rispettivamente) dovrebbero, a nostro modesto avviso, presentare dimissioni immediate: il primo, in particolare, per competenza territoriale (guida del coordinamento Grande città: una grandecittà da 61 iscritti, appunto).

E in termini percentuali – che forse rendono meglio questa “Waterloo del tesseramento” –, se proprio volete saperlo, i reggini iscritti al Pdl sono esattamente lo 0,033% della cittadinanza: in altre parole, hanno scelto il partito di Silvio Berlusconi ben 3 cittadini di Reggio Calabria ogni 10mila.

Forse è meglio finire qui.

30 aprile 2010

L’etica dello sport viene premiata

A volte l’etica non è una fregnaccia. Perfino nello sport. Perfino nell’apparentemente inquinatissimo mondo del pallone (Calciòpoli, doping, caso-Lentini, plusvalenze truccate, scandalo scommesse… e per carità di patria ci fermiamo qui).

Così l’Amministrazione comunale di Reggio Calabria ha deciso di onorare adeguatamente il fantastico, quasi irripetibile gesto di fair play del quale si rese protagonista l’Ascoli – guidato, incidentalmente, dall’ex tecnico della Reggina Bepi Pillon (vedi foto), già guida tecnica del Chievo, che purtroppo in riva allo Stretto non ebbe uguale fortuna che nella città scaligera – nel girone d’andata del corrente campionato di serie B. Al “Del Duca”, i padroni di casa non si resero conto che il difensore amaranto Carlos Valdez era a terra, infortunato, e andarono a segnare facilmente fendendo una difesa, più che sguarnita, ferma. Questione di un attimo e il baffuto tecnico dei bianconeri – complici le veementi proteste degli ospiti – capì: piuttosto che macchiarsi di un’ “onta” sportiva, Pillon preferì richiamare immediatamente i suoi e chiedere a gran voce che lasciassero immediatamente pareggiare gli avversari.

E così la Reggina andò a segnare l’1-1 con Biagio Pagano, un gol “regalato” dai padroni di casa proprio in relazione all’estremo gesto di fair play fortemente voluto dal loro allenatore.

Adesso, la volontà della città tramite il presidente del Consiglio comunale Aurelio Chizzoniti e il vicesindaco Peppe Raffa di rendere omaggio a quell’impareggiabile gesto d’etica sportiva. Questa la motivazione del riconoscimento a Pillon, al capitano bianconero Vincenzo Sommese e allo stesso presidente dell’Ascoli Roberto Benigni: per <la lezione di etica impartita dall’Ascoli Calcio che ha fatto garrire alto il vessillo della correttezza e della lealtà, scandendo una pagina indelebile di sport e sportività>.

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