il Caffè di Meliadò

3 aprile 2015

Forza Italia, diffida con vista su aula di giustizia

Quello che vtweetFilipedete è solo uno dei tanti tweet non particolarmente affettuosi “lanciati” sul web dal giovane avvocato e docente universitario cosentino Michele Filippelli nei confronti della deputata e coordinatrice regionale di Forza Italia Jole Santelli (ma, come ben vedete a destra, con toni asperrimi e già prima, anche nei Filippelli-Scopelliti 1confronti dell’ormai ex Governatore Peppe Scopelliti).

Cosa c’è di strano? Che Filippelli sarebbe – e di certo era – un attivista azzurro. E anche di una qualche importanza. Tanto apprezzato all’interno del partito, fa notare il diretto interessato, da aver avuto incarichi di rilievo in vista delle Politiche tenutesi il 24 e 25 febbraio 2013: la formazione in àmbito calabrese delle famigerate sentinelle del voto che lo stesso ex premier Silvio Berlusconi aveva fortemente voluto schierare e, ancor più, la redazione di ben due libri che risulterebbero tuttora disponibili online su siti Internet direttamente riconducibili appunto a Fi.

Ora, il problema è: se un attivista di partito svolge attività professionale che serve al partito, in quel momento è un professionista (nel caso di specie, autore d’opere editoriali e formatore delle “giovani leve” di quella forza politica) che presta i suoi servigi a titolo oneroso e quindi va pagato? O è “semplicemente” un uomo di partito e per ciò solo la sua preziosa opera va considerata svolta a titolo gratuito?

…La novità è che,

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18 gennaio 2014

A proposito della società civile che “resiste”: l’affaire Luccisano (e la Bcc di Cittanova)

Questa volta no, non è un “avvertimento” come altri.

Diventa uLuccisano Micheleno spartiacque, l’ennesimo furto – il settimo nel giro di 7 anni: come media non c’è male… – ai danni di Michele Luccisano, 52 anni il prossimo 22 marzo, imprenditore oleario e soprattutto imprenditore titolare della Verdiana (produttrice anche di kiwi giallo, confetture, marmellate…) che coraggiosamente ha denunciato i “cravattari” cui s’era rivolto fino a farli condannare (persino in terzo grado, come vedremo). Ma poi anche testimone antiusura, con tante occasioni di confronto nelle scuole, e presidente della neonata rete etica d’imprese Calabria Solidale, volta a coniugare legalità, coltivazioni “bio” e gestione pizzo-free.

…Quello appena perpetrato è quel tipo di segnale che, a misfatti nei tuoi confronti ormai compiuti, a tua ribellione ormai “esplosa”, a iter processuali ormai praticamente esauriti ti fa capire che purtroppo per te non sarà una denuncia e nemmeno una condanna la yellow line, la linea di demarcazione tra gli incubi del passato e un presente e un futuro informati esclusivamente ai Valori in cui credi e alla speranza di condizionare positivamente tutto il resto del mondo. Ma, probabilmente, quegli incubi sgomiteranno per infilarsi nella tua “nuova vita” e perseguitarti fino a un momento futuro e incerto.

Nella notte tra mercoledì 15 e giovedì 16 gennaio, i soliti (ig)noti sono penetrati nei locali dell’azienda di contrada Valle, poco fuori Cittanova. E hanno arraffato un po’ di tutto: una cisterna con dentro 100 quintali d’olio, prodotto-madre della Verdiana, altri contenitori più piccini, 500 litri di gasolio, una motosega e altri attrezzi vari, infilando tutto a bordo di un camion non portato da fuori, ma paradossalmente di proprietà sempre dell’azienda dei fratelli Michele e Antonio Luccisano, poi hanno unito i contatti per accendere il motore e se ne sono andati.
Il 16 mattina è stato Antonio, aprendo i battenti per una nuova giornata di lavoro, a rendersi conto del settimo furto, il primo del 2014 (non foss’altro perché appena iniziato). Danno stimato: circa 60mila euro.
Scontata la denuncia ai Carabinieri, ma stavolta il “colpo” era stato affidato a bassa manovalanza davvero: malviventucoli d’infimo spessore criminale hanno mal chiuso i contenitori con dentro il frutto dell’operato dello staff della Verdiana, così il mezzo pesante ha presto iniziato a perdere l’olio. Tanto, tantissimo olio. Risultato: nove incidenti stradali soltanto ieri mattina (16 gennaio) nei 15 km compresi tra Cittanova e località Longo di Melicucco, dove i ladri si son car1decisi ad abbandonare camion e refurtiva. C’è anche chi si è rotto il femore.

«Ecco perché, nei fatti, possiamo parlare adesso parlare di danni stimati tra gli 8 e i 10mila euro – spiega Michele Luccisano –, anche se per il momento non ho la possibilità di dire con esattezza cosa esattamente sia stato portato via: martedì prossimo arriveranno da Reggio gli uomini della Scientifica dell’Arma, solo dopo potrò tornare in possesso del camion e capire cosa manca davvero all’appello». Quanto a dinamica, però, «è stato soltanto l’ennesimo colpo perfettamente identico agli altri per modalità di scasso, d’ingresso, perfetta conoscenza dei luoghi e perfino delle attrezzature in dotazione all’impresa».

Tutto ciò non sposta di una virgola la questione di fondo:

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26 aprile 2010

Il post-Scopelliti / Al Comune di Reggio, Fds vuole un uomo di Sinistra

In pochi potevano pensare che il centrosinistra calabrese si sarebbe riuscito a rialzare rapidamente dalle ‘macerie’ del 28 e 29 marzo. Il punto, adesso, sta nelle dirompenti dichiarazioni della Federazione della sinistra

Stamattina, il segretario calabrese di Rifondazione comunista e riconfermato consigliere regionale Nino De Gaetano (già assessore regionale al Lavoro e presidente della Commissione antimafia dell’Ente) e l’altro consigliere a Palazzo Campanella, il cosentino – sempre estrazione prc – Ferdinando Aiello, hanno presentato il gruppo consiliare fds alla Regione (che sarà guidato proprio dal reggino De Gaetano).

Be’, c’è una novità. E anche importante.

Che Fds, contenta d’essere sopravvissuta allo ‘tsunami’ elettorale Scopelliti e forse leggermente immemore di dovere i suoi due seggi da un lato alla prestazione-da-record proprio di Nino De Gaetano, 8mila voti e passa da solo!, dall’altro d’essersi ‘salvata’ grazie a uno smunto 0,03% (ha infatti incassato il 4,03% dei consensi: 300 suffragi in meno, e in Assemblea non sarebbe giunto neppure un eletto della Federazione della sinistra), a salvaguardare l’eventualmente residua unità del centrosinistra non ci pensa proprio…

Così, il segretario calabrese dei rifondatori e “uomo” forte di Fds in Calabria (a dispetto della giovanissima età) De Gaetano ha tirato fuori un triplice annuncio in grado di scuotere vari Palazzi e partiti… Il primo è che nel 2011 in varie roccheforti del centrosinistra dove l’Eletto è un uomo del Partito democratico, il sostegno di Fds non ci sarà: è sicuramente il caso di Cosenza, dove all’attuale sindaco Salvatore Perugini viene contestato il mancato coinvolgimento della Sinistra radicale nel suo progetto di governo della città (come pure i suoi sterminati rimpasti), ma par di capire che potrebbe accadere qualcosa di perfettamente analogo nella Crotone in cui Peppino Vallone – non eletto in Consiglio regionale per un soffio… – rovesciò il banco, conquistando il 77,8% dei consensi senza coinvolgere però Prc e Pdci nel governo della cosa pubblica, a dispetto dei loro due consiglieri (Giancarlo Sitra dei Comunisti italiani, nello specifico, presiede dall’inizio-consiliatura l’Assemblea cittadina pitagorica; epperò, ‘dettaglio’ da non sottovalutare, solo un mesetto fa è passato al Partito democratico).

La seconda questione è che alla Provincia di Reggio Calabria, invece, Fds è prontissima a sostenere la ricandidatura dell’uscente Pino Morabito, per lunghi anni alla guida del Consiglio dell’ordine degli avvocati (e, se è per questo, ‘storico’ consulente giuridico del Consiglio regionale negli anni in cui l’orgnao è stato guidato da Peppe Bova, collega di Pd e di corrente, naturalmente ‘A testa alta’), che da poco ha fatto sapere ‘a testate giornalistiche unificate’ di volersi riproporre. Si tratta peraltro di uno degli uscenti più discussi in casa dèmocrat: non è mancato chi ha placidamente accusato Morabito di non aver dato la ‘linfa’ giusta in termini di proselitismo elettorale alle ultime Regionali, ma già prima c’era stato un netto ‘distinguo’ del presidente della Provincia rispetto a chi ancòra s’identifica come pasdaràn dei Bova-boys.  Per tacere dell’ultimo motivo di dissidio: la chiara mancanza di volontà di ‘Pinone’ Morabito di ‘recuperare’ nella sua Giunta l’ex dirigente cigiellina Liliana Frascà, nella consiliatura regionale appena terminata prima presidente della Sesta Commissione e poi assessore al Personale, sacrificatasi non ricandidandosi a Palazzo Campanella in sostanza per evitare che la sua discesa in campo potesse drenare voti alla candidatura forte dello stesso  Peppe Bova (peraltro solo secondo, in termini di preferenze, sui 2 eletti piddini nella circoscrizione provinciale di Reggio): <Un eventuale nuovo assessore provinciale sarà sicuramente un interno, un consigliere provinciale eletto>, ha fatto sapere il Presidente-con-la-pipa… un ‘segnale’ inequivocabile non d’insubordinazione, ma certamente di non-subordinazione sì. E sulla conferma della fiducia a Morabito, De Gaetano (e così il collega di Rifondazione comunista Santo Gioffrè, che siede nella giunta Morabito con la delega alla Cultura, oltre a essere ben noto su scala nazionale per lo screenplay della fiction tv Artemisia Sanchez, tratta dal romanzo del politico di Seminara) ha pure puntualizzato che andrebbe caratterizzato come supporto all’uscente, a lui in persona <e non a un eventuale candidato diverso tirato fuori dal ‘cilindro’ del Partito democratico>. Un modo come un altro per far sapere che, dopo la dèbacle alle Regionali, anche in casa piddina il tempo dei giochini è scaduto.

Ultima questione: se però (ri)aspirante alla Presidenza della Provincia sarà confermato Pino Morabito, in sella – in termini di nomination nel centrosinistra – ci sarà pur sempre un alto dirigente del Partito democratico…  Le conclusioni son presto tirate: la Sinistra radicale rivendica per sé, in tal caso, il pieno diritto d’esprimere il candidato alla carica di sindaco di Reggio Calabria (<Può anche non essere un uomo di Fds, ma certamente dovrà essere un candidato della Sinistra>, ha precisato il segretario regionale del Prc, a chiarire che in tal caso il Pd non dovrebbe neanche porre in discussione la possibilità di esprimere sia il candidato al Comune sia quello alla Provincia, come fece peraltro al ‘giro’ precedente con lo stesso Morabito e, per Palazzo San Giorgio, con l’ex assessore regionale Demetrio Naccari Carlizzi; uno ‘stop’ efficace, al tempo stesso, verso eventuali aspirazioni di Italia dei valori e, in caso d’estensione dell’alleanza elettorale negli Enti locali, anche di altri centristi come l’Udc).

Tutto questo accade anche perché l’uscita da un doppio-mandato è solitamente una chicane da Valentino Rossi: solo i più bravi, in termini di rappresentanza periferica delle coalizioni, restano in sella…

Basterà dare uno sguardo a quanto accaduto negli ultimi anni.

Comune di Catanzaro: uscente Sergio Abramo (cdx), entrante Rosario Olivo (csx)

Comune di Crotone: uscente Pasquale Senatore (cdx), entrante Peppino Vallone (csx)

Comune di Reggio Calabria: uscente (perché prematuramente scomparso) Italo Falcomatà (csx), entrante Peppe Scopelliti (cdx)

E altri esempi ancora si potrebbero fare… ma non ne manca qualcuno nell’altro verso. Per esempio, alla Provincia di Catanzaro Michele Traversa ha solo ‘passato il testimone’ a Wanda Ferro, sempre del centrodestra, dopo il suo duplice mandato presidenziale. E malgrado mille polemiche e sconquassi, Cosenza ‘la rossa’ non è caduta neppure dopo la morte del ‘leone’ Giacomo Mancini (altri sindaci sono stati Eva Catizone, ‘impallinata’ dalla sua stessa maggioranza dopo una breve stagione e l’attuale uscente Perugini, sempre di centrosinistra, neanche impensierito da un altro Giacomo Mancini: il nipote dell’ex segretario nazionale del Psi, già deputato socialista nelle file diessine e oggi potente assessore al Bilancio e alla Programmazione comunitaria della giunta Scopelliti).

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