il Caffè di Meliadò

23 settembre 2013

Separati alla nascita (1) – Cerrato vs. Naccarato

Come non notare alcune somiglianze, specie tra “uomini pubblici”?

Ecco, per cominciare, il confronto tra un rappresentante apicale di una delle più importanti istituzioni giornalistiche e un politico assai noto in Calabria, ma anche fuori dai confini calabresi in quanto a lungo amico (e considerato “delfino”) dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga.

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20 febbraio 2013

Pink Politics / 2 – Giusy Vincelli (3L): è il momento di proporsi per una classe dirigente nuova. E “rosa”

Il centrodestra ha una peculiarità al suo interno: la lista di Giulio Tremonti. Ministro del Tesoro pidiellino dell’era Berlusconi, eppure adesso (pseudo?)candidato premier della Lega Nord, in contrapposizione a quello del Pdl che sarebbe Angelino Alfano; provetto liberal, in una coalizione che (come le altre) no3ln ha rifuggito invece dall’alimentare la fornace della spesa pubblica… E la Lista Lavoro Libertà (che proprio per questo motivo fin dal suo esordio è stata soprannominata “le 3 L“, come da logo) vanta poi un’ulteriore peculiarità: due simboli, uno al Nord – dove il Carroccio fa bella mostra di sé, in termini di simbolo e in quanto esprime la maggior parte dei candidati – e uno più “neutro” nel Mezzogiorno, mentre nel Centro Italia la lista include candidati d’espressione mista.

Fra le liste per Palazzo Madama nella circoscrizione elettorale calabrese, in posizione numero 9 c’è una vibonese di nascita e reggina (anzi, villese) d’adozione: Giusy Vincelli, 40 anni il 12 novembre scorso, dunque senz’altro fra le candidate più giovani dell’intero Paese nella corsa per il laticlavio. Si tratta sicuramente di un posizionamento che, alla luce del Porcellum, praticamente non le consegna aVincelli BNlcuna speranza d’elezione, ma più che altro chances d’irrobustire passione politica ed esperienza in un modo che la vede orgogliosamente neofita.

Raggiungiamo la Vincelli nella struttura ricettiva che, qualche ora dopo, vedrà la presentazione dei candidati a Camera e Senato appunto per 3L. Come nel post precedente sulla stessa tematica – le pink politics, le politiche “rosa” che cercano di costruire e impiantare le donne impegnate direttamente in questa tornata elettorale -, conserviamo nell’elaborazione di quest’intervista il “tu” informale della conversazione…

La prima domanda riguarda i tuoi dati anagrafici. Vincelli, in Calabria e specialmente a Reggio Calabria, se si fa politica, è un cognome “pesante” da portare…

«Già. Ma il compianto senatore dc Nello Vincelli non era mio parente… Io sono di radici vibonesi, peraltro; e tuttavia mio padre, per la stima verso il parlamentare e incuriosito dall’omonimia, ebbe anche modo di conoscerlo di persona. Per una fatalità della vita, tra l’altro, prima di trasferirmi a Villa San Giovanni ho avuto modo d’abitare proprio a Catona, il quartiere della periferia Nord di Reggio in cui stava l’ex sottosegretario ai Trasporti. In ogni caso ho anche una cugina, Annamaria Vincelli, che ha avuto esperienze politiche in passato, ma alquanto diverse dalle mie».

Studi artistici. Perfezionamento degli studi in pubbliche relazioni. Docente di discipline bionaturali, consulente dell’antistress… E cosa porta avanti, in politica, del liberismo di Giulio Tremonti?

«Intanto, mi spiace che il ministro non sia potuto venire anche a Reggio, in campagna elettorale, a esporre personalmente le proprie idee. Naturalmente, la base per tutti noi sta nel Manifesto di Lista Lavoro e Libertà. A me, poi, pare che la questione numero 1 sia coniugare in modo efficace Stato e bene comune, puntando forte sull’iniziativa privata. Certo però serve che si diano una gran mossa le banche: io stessa, nell’avviare una mia impresa, mi sono scontrata con un vero e proprio muro creditizio». E Giusy stringe forte la cartelletta con un enorme mazzo d’appunti. Che le serviranno, ma forse neanche più di tanto, nel finale di una campagna elettorale sicuramente depotenziata dall’interesse mediatico concentrato sui leader e su alcuni (neanche tutti) dei candidati in “posizione utile” nelle varie circoscrizioni elettorali regionali, certo praticamente deprivata di seri contenuti programmatici sull’altare non si sa bene di cosa.

A proposito di contesa elettorale: più difficile, per una giovane donna come te?

«Diciamo questo: oggi, è dura. In Calabria, forse, anche di più. Io spero che il Paese attraverso il voto, ma più in genere attraverso il coinvolgimento del genere femminile nella sua classe dirigente riesca a guidare il cambiamento di mentalità. Però voglio aggiungere che la gente è profondamente scottata da tante esperienze precedenti, dalle mille promesse mai rispettate; quindi la difficoltà non è solamente un problema di genere, è dovuta anche a una sorta di refrattarietà, d’indifferenza a qualsiasi tipo di proposta politica, che oggi in generale non viene riconosciuta credibile. Se non nelle forme di una protesta radicale, estrema».

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