il Caffè di Meliadò

24 luglio 2013

Per la Cancellieri, un “comitato d’accoglienza” in piazza

Ad “accogliere” come vedete nella foto Cancellieri contestata (1)il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri davanti alla Prefettura – per la verità, più che altro ad attenderla all’uscita… – c’erano pure ben cinque ex amministratori comunali pidiellini di Reggio Calabria: Franco Germanò, fino a pochi giorni fa presidente della società mista “Recasi” e con un passato da assessore ai Lavori pubblici; Peppe Agliano, ex assessore al Bilancio e allo Sport con una lunghissima “carriera” in Assemblea; Daniele Romeo, già consigliere comunale pidiellino e oggi coordinatore del Pdl “Grande città” e strettissimo collaboratore del governatore Peppe Scopelliti (e già ai vertici della Giovane Italia regionale); Pasquale Naso, l’unico a essersi “affacciato” in Consiglio comunale solo nell’ultima, brevissima consiliatura (ma anche l’unico del gruppo ex “forzista” e non ex “aennìno”).

Il tutto, in una cornice legata fondamentalmente a due soggetti: la Giovane Italia, rappresentata da alcuni attivisti incluso il suo presidente provinciale Luigi Amato, e il Centro studi tradizione e partecipazione, schierato con Saverio Laganà e Nicola Malaspina (e alcuni dei “big” citati prima).

Inutile dire che questo drappello di esponenti politici di centrodestra non era lì per caso, no. Come si sussurrava nei giorni scorsi, in definitiva era impossibile che al ministro dell’Interno che ha decretato lo scioglimento del Comune di Reggio Calabria per «contiguità mafiose» non fosse riservata una qualche forma di contestazione, dopo le tante iniziative pubbliche di censura di quella decisione (incluso un pamphlet a cura dei parlamentari pidiellini della scorsa legislatura).

(more…)

Annunci

5 maggio 2010

Dardi avvelenati nel Pd

Il segretario calabrese dell’Udc Franco Talarico è appena stato eletto presidente del Consiglio regionale coi voti della maggioranza di centrodestra (più due dell’opposizione non meglio precisati, per la verità…). Insieme al politico lametino, eletti i vicepresidenti dell’Assemblea Sandro Nicolò (Pdl) e Pierino Amato (Pd) e i consiglieri-questori Gianni Nucera (Pdl) e Francesco Sulla (Pd).

La giornata però rimarrà impressa nell’agenda della politica più che altro per la frattura tremenda – francamente nell’aria già da molto tempo, ma in queste ore ‘finalmente’ formalizzata – all’interno del Partito democratico: i gruppi consiliari d’area, a Palazzo Campanella, saranno non uno ma due, quello ‘ufficiale’ piddino e quello di Autonomia e Diritti.

Quest’ultima scelta si rivela – almeno agli occhi dei neofiti della politica… – per più versi criptica: i “loieriani” (sono i 4 eletti della lista-bandiera che sorse attorno, per volontà e su impulso del presidente uscente Agazio Loiero) decidono infatti di adottare un comportamento del tutto differente da quello, almeno pubblicamente, adottato dal loro stesso (ex?) conducatòr.

La linea è: ci piacerebbe poter stare dentro un gruppo unico del Pd, ma “non possiamo” per “rispetto” dei 75mila calabresi che hanno votato Autonomia e Diritti anziché Pd, un <simbolo neutro>, consegnando all’Assemblea ben 4 consiglieri regionali. E aggiunge Ottavio Bruni (già fedelissimo di Loiero da Presidente della Provincia di Vibo Valentia; nel Pdm; quale parlamentare ‘in pectore’ salvo poi non essere candidato per la ‘fronda’ antiloieriana, infine quale capogabinetto del Governatore uscente negli ultimi mesi della consiliatura precedente…): <La vera amarezza per me sarebbe non poter più condividere scelte e percorsi con Loiero… Speriamo di poter percorrere insieme un altro tratto di strada: ma questo dipende da lui, non da me>.

Dire che frasi del genere preludono a un allontanamento dal Partito democratico alla velocità della luce è ancora poco. Gli scismi sono dietro l’angolo… e la cosa più incredibile è che – a dispetto d’incavolature ‘di facciata’ – che l’ex ministro in realtà ne sia artefice o almeno fomentatore è più che un sospetto. Resta un dato, sottolineato con grande tristezza giusto 48 ore dall’ex vice di Loiero in Giunta regionale, Nicola Adamo: a tutt’oggi, l’errore vero (al di là della nettissima sconfitta elettorale) per il Pd pare l’aver accettato che alla platea di cittadini-elettori fossero presentati, in quota piddina, anche altri simboli (c’è chi, nel conto, piazza anche la ‘professorale’ Slega la Calabria) sapendo molto molto bene quale fosse il rischio finale. Puntualmente diventato realtà, anzi: politica tribale.

Blog su WordPress.com.