il Caffè di Meliadò

17 maggio 2012

Intervista a Leonardo “Dodo” Boriani, direttore del Vostro.it / 3 – “Il Movimento Cinquestelle e Beppe Grillo mi ricordano tanto la Lega e il Senatùr…”

(segue)

Ma a proposito di politica. Lega Nord e Movimento Cinquestelle, secondo vari analisti e protagonisti della vita politica, hanno qualcosa in comune. E non solo il “vento della protesta”…

«La Lega ha uno zoccolo durissimo e l’ha espresso chiaramente alle ultime Amministrative in cui ha perso ma, passami il paradosso, ha “resistito”… Quello è lo zoccolo duro su cui ricostruire tutto. Non va dimenticato che la Lega Nord nasceva, vent’anni fa, come grande movimento di protesta e si faceva portavoce di un anelito di libertà, di una rivoluzione culturale, strategica, storica… tutto quel terreno abbandonato dal Carroccio in questi ultimi mesi, è stato occupato. Non a caso, proprio negli ultimi periodi di campagna elettorale Beppe Grillo ha ripreso slogan che hanno molto del leghismo d’antan, dei primi periodi».

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11 maggio 2012

Il pentito Bonaventura: “Così la ‘ndrangheta spadroneggiava in via Bellerio…”

In un summit di ‘ndrangheta del 2006 a Crotone il boss Pasquale Nicoscia avrebbe affermato che la mafia calabrese ”teneva in mano” il “partito che odia i terroni”, ovvero la Lega, facendo riferimento al ruolo svolto da Romolo Girardelli, uomo d’affari genovese.

Lo ha raccontato, come riferito da fonti qualificate, il collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura (vedi foto: in questi giorni, famoso più che altro per un’ormai notissima intervista-verità al programma Mediaset “Le Iene”…) sentito nei giorni scorsi dagli inquirenti di Reggio Calabria che indagano, tra gli altri, sull’ex tesoriere del Carroccio, Francesco Belsito, e sul ‘filone’ del riciclaggio.

E’ appena il caso di ricordare che, collaboratore di giustizia dal 2007, di gnègnè (come Bonaventura era soprannominato negli ambienti criminosi del Pitagorico per la sua parlata) la ‘ndrangheta non s’era affatto dimenticata. Arrivando a progettare la sua uccisione per vendetta, come appurato dalla magistratura nei mesi scorsi: nel gennaio 2012, fu lo stesso pentito di ‘ndrangheta a spiegare che la Santa “mi stava facendo fare la stessa fine di Lea Garofalo”, la collaboratrice di giustizia assassinata e il cui corpo fu poi disciolto in un ingente quantitativo d’acido cloridrico.

24 luglio 2009

Partito del Sud? No, Democratici per il Mezzogiorno

Nella vicenda congressuale d’ottobre i Democratici meridionali vogliono “contare”, stravolgendo l’ottica del nascente Partito del Sud.
Un primo tentativo è arrivato con la candidatura in extremis alla segreteria nazionale del Pd da parte di un calabrese/campano ad honorem conicolini r.me Renato Nicolini. E’ vero, il suo passato è ancorato alla stagione dell’ “effimero” a Roma; ma analogo sforzo creativo fu profuso a Napoli, e il suo presente lo vede da anni docente all’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria, già guidata da Alessandro Bianchi.

Proprio l’ex ministro dei Trasporti di Romano Prodi ha appena gettato sul Bova & Sandro Bianchitavolo verde della politica piddina una nuova fiche, fondando insieme a gente del calibro dello storico Lucio Villari, la “regina della liquirizia” Pina Amarelli e Pino Soriero (viceministro al ramo di altro governo Prodi, con un recente “passaggio” dipietrista) il movimento Democratici per il Mezzogiorno.

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