il Caffè di Meliadò

12 settembre 2013

Museo nazionale, dietro l’angolo c’è un nuovo referendum: Cinquestelle lo chiede con forza

Non partecipatimuseoalfassimo, l’incontro coi partiti politici promosso dai commissari straordinari alle redini del Comune di Reggio Calabria al Museo nazionale col soprintendente regionale Francesco Prosperetti. Scopo: occuparsi in profondità del progetto firmato da Nicola Di Battista per il completamento dei lavori che concerne Palazzo Piacentini e, in particolare, il suo ingresso principale e l’assetto complessivo della prospiciente piazza de Nava.

Durante la riunione del 10 settembre, alcune forze politiche si sono pronunciate con estrema decisione affinché siano i cittadini reggini a esprimersi, attraverso un referendum comunale: cosa curiosa, l’unico Referendum comunale mai tenutosi in precedenza, dieci anni fa – era il 30 giugno 2003 –, aveva un tema decisamente affine, cioè la clonazione o meno dei Bronzi di Riace. Insomma, ancòra una volta i nostri giacimenti culturali (benché sotto altro profilo, più identitario e meno urbanistico, diciamo così).

In una nota congiunta, il coordinatore Grande città del Pdl Daniele Romeo (che molti indicano ormai quale candidato sindaco pidiellino di Reggio) e il suo vice vicario Antonio Pizzimenti (altro ex consigliere comunale come Romeo) ammoniscono a «trovare il giusto compromesso affinché l’area venga riqualificata senza snaturare la zona», mentre a proposito degli oltre 10 milioni di euro indispensabili «è necessario verificare immediatamente, per prima cosa, che la Commissione europea abbia concesso l’intera somma». Di qui l’idea che «la cittadinanza debba esprimersi con grande attenzione sulla questione» tramite una consultazione «attraverso Internet oppure recandoci a votare personalmente, come accadde 10 anni fa».

Quanto a Cinquestelle, la deputata reggina Federica Dieni – non presente personalmente a causa dei lavori parlamentari

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16 luglio 2012

Intervista al direttore di “Pubblico”, Luca Telese (2) – “Col ‘papello’, al ‘Fatto’ hanno rotto… Grillo? Uno di destra”

(segue)

Perché è stato così duro il divorzio dal Fatto quotidiano? Hai pagato la presenza di troppe personalità forti nello stesso “pollaio”?

«Primariamente, c’è una questione di contenuti. Qualcuno agli amici del Fatto dovrà spiegarglielo: ci siamo fracassati i coglioni di vedere per mesi in prima pagina tutti i dettagli sul “papello” della trattativa Stato-mafia mentre il Paese sprofonda nel baratro… e poi, mica è il Watergate! A noi, ad esempio, interessa un’altra cosa: il licenziamento di due dipendenti statali su dieci… E poi, al Fatto quotidiano in concreto avevano sposato un concetto: contro la politica, idolatrare Beppe Grillo ed esaltare l’antipolitica di Cinquestelle. Un movimento antipolitico già segnato da una contraddizione, visto quanto sta accadendo tra il vertice e i luoghi in cui i “grillini” stanno amministrando; un movimento carismatico e dispotico.

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17 Mag 2012

Intervista a Leonardo “Dodo” Boriani, direttore del Vostro.it / 3 – “Il Movimento Cinquestelle e Beppe Grillo mi ricordano tanto la Lega e il Senatùr…”

(segue)

Ma a proposito di politica. Lega Nord e Movimento Cinquestelle, secondo vari analisti e protagonisti della vita politica, hanno qualcosa in comune. E non solo il “vento della protesta”…

«La Lega ha uno zoccolo durissimo e l’ha espresso chiaramente alle ultime Amministrative in cui ha perso ma, passami il paradosso, ha “resistito”… Quello è lo zoccolo duro su cui ricostruire tutto. Non va dimenticato che la Lega Nord nasceva, vent’anni fa, come grande movimento di protesta e si faceva portavoce di un anelito di libertà, di una rivoluzione culturale, strategica, storica… tutto quel terreno abbandonato dal Carroccio in questi ultimi mesi, è stato occupato. Non a caso, proprio negli ultimi periodi di campagna elettorale Beppe Grillo ha ripreso slogan che hanno molto del leghismo d’antan, dei primi periodi».

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