il Caffè di Meliadò

25 febbraio 2013

Affluenza e riverberi sulle percentuali

Poche ore anccabinaòra e sapremo molte cose. Prima di sapere molte di queste, però, ne sapremo delle altre. E cioè, per partire, sapremo finalmente il dato effettivo sull’affluenza.

E’ noto che – da quando è stato reintrodotto il voto “spezzato” in due giornate, la prima festiva e la seconda metà feriale, l’intero corpo della Pubblica amministrazione (più o meno) è tornato a votare molto molto volentieri di lunedì… E questo già ci dice qualcosa sulla relativa inaffidabilità dei dati intermedi, che a fine domenica ci offrono un poco edificante -7,38% rispetto al dato già non esaltante delle Politiche 2008 (55,17% oggi, contro il 62,55% di 5 anni fa).

Ma la cosa più rilevante non mi sembra questa, bensì l’analisi di flusso: tra pochissime ore scopriremo quanti saranno rimasti a casa, ma qualche ora dopo sarà svelato anche quali partiti se ne saranno realmente avvantaggiati.

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17 maggio 2012

Intervista a Leonardo “Dodo” Boriani, direttore del Vostro.it / 3 – “Il Movimento Cinquestelle e Beppe Grillo mi ricordano tanto la Lega e il Senatùr…”

(segue)

Ma a proposito di politica. Lega Nord e Movimento Cinquestelle, secondo vari analisti e protagonisti della vita politica, hanno qualcosa in comune. E non solo il “vento della protesta”…

«La Lega ha uno zoccolo durissimo e l’ha espresso chiaramente alle ultime Amministrative in cui ha perso ma, passami il paradosso, ha “resistito”… Quello è lo zoccolo duro su cui ricostruire tutto. Non va dimenticato che la Lega Nord nasceva, vent’anni fa, come grande movimento di protesta e si faceva portavoce di un anelito di libertà, di una rivoluzione culturale, strategica, storica… tutto quel terreno abbandonato dal Carroccio in questi ultimi mesi, è stato occupato. Non a caso, proprio negli ultimi periodi di campagna elettorale Beppe Grillo ha ripreso slogan che hanno molto del leghismo d’antan, dei primi periodi».

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5 febbraio 2010

Paradosso Gioia Tauro

Difficile da capire come certi fenomeni interessino solo “a corrente alternata”…..

E’ il caso paradigmtico di Gioia Tauro. Il porto più importante di tutta l’area mediterranea per il transhipment è d’importanza mondiale; vanta infrastrutture che non ci sono praticamente da nessun’altra parte; ha reso Contship (e Medcenter Container Terminal) aziende per la movimentazione dei container d’importanza mondiale; da sola, “spinge” l’economia dell’intero territorio calabrese (ma, com’è noto, con la famigerata “rottura di carico” anche parziale, insomma con la semilavorazione o trasformazione anche di una piccola parte degli immensi quantitativi di merci veicolati da e verso l’Oriente attraverso la struttura portuale tirrenica, potrebbe rendere la Calabria una sorta di Emirato-non-arabo).

Be’, succede che Mct parli da svariate settimane di 400 addetti (su 1.200 portuali in totale: un terzo di tutta la forza-lavoro!) da mandare in cassa integrazione (e sottenda pure un possibile disimpegno dal porto gioiese!, vedi dichiarazioni della “numero 1” di Contship Cecilia Battistello…) e che adesso ci siano 8 lavoratori inerpicatisi su una delle 22 gru di Mct e sospesi a 46 metri d’altezza (uno s’è anche sentito male)… e improvvisamente il porto di Gioia Tauro, che nel frattempo negli ultimi mesi del 2009 ha anche perso il 20% del traffico di container a causa dell’inarginabile crisi mondiale (da analizzare bene, però: infatti il volume dei traffici non è in flessione, ma su scala planetaria è in ascesa…), “ritorna” un porticciuolo così, come tanti altri… di cui sulla cartina geografica non si sa neanche bene l’ubicazione…

…E no, caro Governo. Non è assolutamente così che ci si comporta.

I porti del Sud sono strategici per la portualità su scala continentale!, altro che Mezzogiorno d’Italia: a 30 chilometri dal luogo in cui dovrebbe sorgere il favoleggiato Ponte sullo Stretto, è mai possibile che in concreto del presente – e del futuro – del porto di Gioia non interessi a nessuno?

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