il Caffè di Meliadò

11 aprile 2015

Centro democratico/2 – Alla Porcino il coordinamento (e le gatte da pelare)

L’ex assessore comuPorcino the othernale di Reggio Calabria all’Istruzione Maria Pia Porcino (vedi foto), centrista “di ferro”, è stata eletta questa mattina per acclamazione nuova coordinatrice provinciale del Centro democratico di Bruno Tabacci, nel corso del congresso provinciale reggino presieduto dal coordinatore nazionale e attuale commissario calabrese del partito Pino Bicchielli.

Diversi appuntamenti sono ora all’orizzonte: la fase congressuale è appena partita, le partite più importanti sono adesso i congressi negli altri territori (alcuni dei quali, a differenza del Reggino, ampiamente “responsabili” del flop alle Regionali scorse) e soprattutto il congresso regionale, già in programma per il 16 maggio prossimo. 

L’unanimità nella scelta dell’elemento apicale dice molto, di questo congresso.
E, anche se l’ex coordinatore provinciale Pasquale Tripodi (già assessore regionale e sindaco di Bova Marina) sulla carta passa la mano, dice parecchio anche su chi, in questo partito, abbia il “pallino” in mano; e ovviamente la bussola indica anche Siderno e il sindaco in pectore Pietro Fuda.

Ma non dice tutto

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Centro democratico/1 – La stagione dei congressi parte da Reggio

Solo poIMG-20150411-WA0007chi minuti fa ha preso il via da Reggio (come da foto) la stagione congressuale del Centro democratico di Bruno Tabacci in Calabria. Una fase sofferta al punto da essere partita con le dimissioni dell’ex coordinatore regionale Pietro Fuda – ex senatore oggi in corsa, da strafavorito, per la sindacatura nella “sua” Siderno – dopo il solenne “bagno” preso alle Regionali del novembre scorso in tutte le province, tranne appunto che nel Reggino (grazie soprattutto alla consueta spinta del coordinatore provinciale uscente, l’ex assessore regionale ai Trasporti Pasquale Tripodi). E che adesso è a un punto di svolta col congresso provinciale di Reggio Calabria, a tesseramento chiuso con oltre mille (!) iscritti tabacciani in più, obiettivo: andare a celebrare i congressi rapidamente pure nelle altre quattro province calabresi e uscire dalla fase del commissariamento restituendo Bicchielli alle sue responsabilità da coordinatore nazionale di Cd.

…Poteva mancare una bella botta di sana polemica politica? Naturalmente no…

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25 novembre 2012

Urne delle Primarie del centrosinistra, vi scrivo… (3)

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Chi ha già pareggiato. Come accennato, c’è uno dei 5 contendenti che “comunque”, per citarne una celebre battuta, non è che ha già perso ma di sicuro ha già «non vinto»: ed è il probabile formale trionfatore, Pierluigi Bersani.

Il granitico muro dell’establishment attorno a lui è a dir poco imbarazzante. Segretari regionali e segretari di circolo, deputati e assessori comunali… gli eletti sono in larghissima parte con lui, per affinità generazionali, perché tra l’altro in gran parte co-designati dallo stesso leader dèmocrat e, quanto ai parlamentari, perché salve eventuali sostanziose modifiche al Porcellum il loro futuro è nelle sue mani…

In Calabria, poi, è realmente arduo individuare renziani “doc” che abbiano un peso reale nelle dinamiche politiche regionali, eccettuando forse il solo Deme

trio Naccari Carlizzi, ex assessore regionale al Bilancio. Fuori dalla politica invece anche qui ci sono legioni di giovani e personalità significative della società civile; da ultimo, anche il segretario calabrese della Uil Roberto Castagna e l’ex presidente di Confindustria Calabria Pippo Callipo.

Il silenzio degli innocenti (?). Certo vien da chiedersi però una cosa: ma perché, allora, sostengono l’ex ministro alle Attività produttive “cariatidi” piddine come Rosy Bindi o lo stesso ex premier Massimo D’Alema, forse i due esponenti pd più noti tra coloro i quali dovrebbero tornarsene a casa (…visti i precedenti, il condizionale è d’obbligo…) per via della regola dei tre mandati parlamentari?

Questo, davvero, non si sa. Certo coi “rottamatori”, è intuitivo!, non sarebbero caduti meglio…

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Urne delle Primarie del centrosinistra, vi scrivo… (2)

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Voto “utile”. Urge, urne, urlare orrore per l’ustionante utopia del voto “utile”.

Allitterazioni a parte, la questione è nota: in ogni competizione – e le Primarie non sono escluse… – se c’è “un uomo solo al comando”, o comunque un solo candidato “realmente” in grado di tagliare il traguardo, si urla al solipsismo, alla mancanza di reale dialettica interna in un partito. Se invece esiste una pluralità di candidati “veri”, che magari in modo diversa contano, però, tutti qualcosa, allora no, allora è dall’alto verso il basso che si scatena una dinamica di

versa: l’invito al voto “utile”, cioè a scartare i candidati “minori” per concentrare i suffragi solo tra quanti hanno reali possibilità di vittoria.

Ora. Intanto, questa logica s’è infruttuosamente tentato – sondaggi alla mano – d’estenderla pure a Vendola, quando il
Governatore pugliese è in concreto l’unico partecipante alle Primarie che appartenga a un partito che da un lato non si chiami Pd, dall’altro non vanti intenzioni di voto da prefisso telefonico (identikit di Bruno Tabacci, che da un lato è dell’Api cioè praticamente di nessuno, dall’altro leader di un movimento denominato “Italia Concreta” cui s’augurano senz’altro le migliori fortune ma che, oggi, per l’italiano medio potrebbe essere il logo di un cioccolatino come lo slogan non molto noto di qualche compagnia ferroviaria, indistintamente). In second’ordine: ma se si sa benissimo, che da sempre i confronti elettorali sono innanzitutto “conta” seguita da una guerra di posizione, da una guerra di trincea…

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Urne delle Primarie del centrosinistra, vi scrivo… (1)

Care Urne Delle Primarie del centrosinistra,

ho deciso di scrivervi. Così, giusto per mettere giù alcune idee, chi sa se ai milioni (due? tre? quattro?!) d’elettori del centrosinistra che in questa democraticissima giornata verranno a farvi visita potranno risultare utili…

Vittoria anticipata. Care Urne, parliamoci chiaro: il centrosinistra ormai non può “vincerle”, le prossime Politiche può solo “perderle” nel senso che un risultato positivo sarebbe ovvio e scontatissimo visto il disastro (non Monti ma Berlusconi, sia chiaro) dal quale si arriva con lo spread che era planato a quota 600, mentre se s’impegna può riuscire, non si sa bene come!, perfino a perdere elezioni il cui esito è assolutamente scontato.

Tanto più che dall’ “altra parte” non ci sarà quel Silvio Berlusconi che, pure, ha governato più a lungo di Alcide De Gasperi (e, riflettendoci su, non a sinistra ma già dentro il Pdl c’è chi ha pianto a lungo).

A chi non cambia la vita. Diciamocelo: a Laura Puppato (consigliera regionale pd in Veneto) e a Bruno Tabacci (rutelliano, assessore comunale al Bilancio a Milano) non cambierà la vita, dopo il 25 novembre. Avranno avuto solo un po’ di visibilità. La sfida è capire se troveranno una pur minima roccaforte di suffragi (non sotto il 5%, per intenderci) o se godranno delle percentuali da prefisso telefonico o giù di lì di cui i sondaggisti accreditano entrambi.

…La Puppato, però… Urne carissime, un’aggiunta al paragrafo precedente di questa modestissima analisi è doverosa: ma qualcuno s’è accorto che uno dei 5 candidati alle Primarie di centrosinistra, cioè degli aspiranti alla nomination di coalizione per diventare Presidente del Consiglio dei ministri, è una donna?

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13 novembre 2012

Le Primarie del centrosinistra del 25 novembre e i candidati

Filed under: politica nazionale — mariomeliado @ 14:16
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