il Caffè di Meliadò

8 ottobre 2013

La stilettata della Cusumano: «Ricorso al Tar per far sciogliere la giunta Raffa»

Il conCrpo 2testo è quello della riunione della Commissione regionale Pari opportunità aperta a esponenti (per lo più al femminile) di sindacati, associazioni e movimenti.
Il punto, come esposto già in apertura dal presidente dell’organismo regionale Giovanna Cusumano (Pdl), è puntellare coralmente la tempestiva trattazione in Assemblea della proposta di legge d’iniziativa popolare – forte di ben 7mila sottoscrizioni – per la “preferenza doppia di genere”. Cioè, quella particolare integrazione al sistema elettorale regionale che vedrebbe sancita per legge la possibilità di una seconda preferenza (facoltativa, appunto; non obbligatoria) rispetto all’attuale preferenza unica, che risulti però “di genere”: se la prima preferenza è stata espressa per un aspirante consigliere regionale di sesso maschile, l’eventuale seconda, se espressa, dovrà indicare obbligatoriamente una candidata donna e viceversa.

Si tratta dunque di una strumentazione potente per riequilibrare il numero delle elette rispetto agli eletti, considerato che in quasi tutti gli Enti locali calabresi i consiglieri donna sono ben pochi e dunque anche gli assessori donna (per non parlare dei sindaci donna) risultano rari.
Emblematico, tuttavia, il caso del Consiglio e della Giunta regionale della Calabria: zero consiglieri donna su 50 (eletti, perché in atto Tilde Minasi e Gabriella Albano seggono a Palazzo Campanella, però solo in quanto subentranti ai senatori Antonio Caridi e Piero Aiello).

Grande solidarietà rispetto a quest’esemplare “azione positiva”, notevole ottimismo sulle chance di cooptare l’aula guidata da Franco Talarico non per forza ad approvare, ma quanto meno a dire formalmente “sì” o “no” (assumendosene le relative responsabilità) su un tale meccanismo per ampliare il numero degli scranni “rosa”.
Ma pure sprazzi di veemente realismo: «Certo noi, dopo l’unificazione delle tre differenti proposte normative, puntiamo a far approvare questa legge regionale entro l’anno e mezzo che resta della consiliatura. Ma sulle reali probabilità di centrare questo risultato, ho parecchi dubbi», ha ammesso un’altra pidiellina, Maria Limardo, in termini percentuali la candidata più votata alle Regionali 2010.

Ma la frecciata vera è arrivata diversamente…

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5 giugno 2013

Comune di Reggio: la Peo, Arena, la Commissione e i sindacati (1)

La Triplice sindacale? Non è «mai stata lontana dai lavoratori». Parola dei vertici della Funzione pubblica di Cgil (il segretariotripl regionale Alfredo Iorno), Cisl (il segretario provinciale Luciana Giordano) e Uil (il segretario provinciale Nuccio Azzarà), che proprio nella sede cislina hanno incontrato i giornalisti.

La data non può ingannare: è il giorno dopo il deposito del reclamo contro l’ordinanza del Giudice del lavoro reggino Patrizia Morabito, che in veste monocratica ha accolto il ricorso d’urgenza (ex art. 700 cpc) da parte della Commissione straordinaria guidata dal prefetto Vincenzo Panico per procedere all’immediata sospensione (delle qualifiche e) degli emolumenti collegati all’erogazione di cinque progressioni economiche orizzontali dal ’99 a oggi a un’ampia platea delle maestranze di Palazzo San Giorgio.

Questo, prendendo in esame i lavoratori di categoria D, porterebbe a una decurtazione media di 350 euro al mese.

Il fatto, ha argomentato la Giordano, è che le somme in questione sono «frutto dell’autonomia negoziale che, per quanto ci riguarda, non dev’essere messa in discussione». E, cosa non da poco, la segretaria Cisl-Fps ha puntato l’indice anche contro Palazzo del Governo: «Avevamo chiesto alla Prefettura la procedura di raffreddamento dei conflitti, che non è mai stata attivata», e per questo è stato proclamato lo sciopero dell’11 giugno. (Un’astensione dal lavoro su cui non c’è alcuna «rincorsa», ha sottolineato tra l’altro Azzarà, perché fin dall’inizio le parti sociali hanno sposato «convintamente» la causa dei dipendenti del Comune reggino).

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12 luglio 2011

Gdm, s’infittisce il “giallo” sul futuro della grande distribuzione made-in-Calabria

“Caso Gdm”, aveva destato delusione (ma anche divisione tra le forze sociali riguardo alle modalità) il ricorso “annunciato” alla Cassa integrazione guadagni straordinaria (la Cigs) da parte del gruppo imprenditoriale nei confronti di tutti i suoi dipendenti a partire dal 12 luglio. Una parabola però ben comprensibile, in attesa delle nuove mosse da parte dell’acquirente.

Novità più che positive che sono arrivate veloci come un siluro: l’azienda subentrante Eurologistik di Marcello Foti ha fatto sapere, infatti, d’essere intenzionata a ricominciare nei tempi più stretti l’attività nella distribuzione organizzata, levando un po’ di lavoratori dalla Cigs.

E la velocità-flash con cui ciò è avvenuto, in una fase parziale ma significativa, ha stupito tutti: già ieri, infatti, è pervenuta a lavoratori e sindacati una lista di 74 unità che già a partire da oggi sarebbero state utilizzate “sul campo”. Praticamente, senza aver mai affrontato neppure un giorno di Cigs (visto che è proprio oggi il “D-day” dal quale inizia per i rimanenti colleghi).

Proprio qui, tuttavia, s’è innervata una rapidissima, rovente polemica: gli oltre 70 “fortunati” sono stati sì indicati, ma – lamentano maestranze e sindacalisti – senza alcuna concertazione e dunque, anche per questo, senza previa individuazione dei criteri da utilizzare per scegliere il “bacino” da enucleare dall’insieme dei lavoratori destinati alla cassa integrazione straordinaria.

E’ stato un lampo: nel corso della partecipatissima assemblea di ieri tutti solidali, tutti d’accordo, col mero avallo della Triplice sindacale stamane tutti i dipendenti Gdm si sono presentati davanti ai luoghi di lavoro, allestendovi emblematici sit-in spontanei. Nessuno, tra i 74 prescelti, è invece entrato nei punti-vendita, a testimoniare la propria vicinanza ai colleghi e a una “causa” comune, a costo di non rientrare tra i 74 «nel modo in cui effettivamente dovranno essere selezionati». Un gesto nobile, vista la fame di lavoro che c’è e la concreta situazione di tutte le unità già alle dipendenze del gruppo attivo nella grande distribuzione.

«Eurologistik a mio parere s’è rivelata particolarmente superficiale – afferma Sabrina De Stefano, segretario provinciale Uil-Tucs – nell’individuare un centinaio di lavoratori da collocare e iniziare a impiegare nei punti-vendita, senza tenere conto di precisi criteri ai fini della continuazione della Cigs o dell’inizio del rapporto». Stando così le cose, Cgil Cisl e Uil hanno promosso per domattina (alle 11,30 all’Hotel Excelsior) un incontro nel corso del quale decidere i criteri utili a definire chi – per il momento, almeno – dovrà continuare a stare in Cigs e chi avviare immediatamente al lavoro.

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