il Caffè di Meliadò

1 giugno 2010

Caro Silvio, basta così

Dire che il gesto del premier Silvio Berlusconi nel corso della trasmissione Rai Ballarò è semplicemente intollerabile è riduttivo.

Gli insulti al giornalista di Repubblica Massimo Giannini ‘reo’ d’aver riportato alcuni dati (per quanto controvertibili potessero essere) e al sondaggista Nando Pagnoncelli e a tutta l’Ipsos vanno ‘oltre’, così del resto come l’idea di poter qualsiasi Presidente del Consiglio dei ministri di qualsiasi colore intervenire telefonicamente nel corso di una trasmissione della tv di Stato per “dire la sua” sottraendosi però, al contempo, a ogni forma di contraddittorio precedente e successivo.

L’idea che la Verità possa essere una sola rasenta, come ha acutamente osservato Floris, l’antico comunismo; e dunque l’antico fascismo, ogni antico totalitarismo.

Come quando Massimo D’Alema ebbe la faccia tosta di querelare il buon Giorgio Forattini per la celeberrima vignetta (!!) sul “bianchetto” del “caso Mitrokhin” questo blogger insorse, chiedendo anche a eventuali militanti di fede comunista e post-comunista di dissociarsi pubblicamente, lo stesso adesso e a parti invertite: chiunque, anche di fede fascista o post-fascista o forzista o pidiellina, dovrebbe dissociarsi pubblicamente dall’insulto gratuito nei confronti di gente che lavora e che può (può benissimo, finché siamo in Democrazia; e speriamo di restarci a lungo) avere dati od opinioni diverse, da un politico, da un rappresentante delle istituzioni, perfino dal premier.

E se la Fnsi insorge – giustamente – contro il ddl intercettazioni, suggeriamo caldamente a Franco Siddi & compagnia di trovare cinque minuti per rivedere questa puntata di Ballarò e identificare le giuste forme di lotta per ripristinare il diritto sacrosanto dei giornalisti a mantenere la “schiena dritta” (caro presidente Ciampi!, nessuno avrebbe potuto dir meglio….) con fascisti, comunisti, centristi, “ex”, “post” e quant’altri.

9 settembre 2009

Berlusconi “dà il bollino” a Scopelliti: in Calabria, ora l’Udc è a un passo dall’abbraccio col Pd

Si chiama Daniele Romeo il giodaniromeovanissimo consigliere comunale (pidiellino) di Reggio Calabria autore di un “colpo” davvero significativo: in diretta Sky, ha chiesto al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (nell’ambito della necessità di trattare con l’Udc, cosa che si è fatta peraltro più complicata per via del pressing piddino sui centristi, anche sui nomi dei candidati a Governatore nelle singole Regioni in cui si vorrà tentare di chiudere alleanze Udc-Pdl) se il nome di Giuseppe Scopelliti come candidato alla presidenza della Giunta regionale fosse “uno” dei nomi, o proprio quello giusto.

La risposta del premier è stata di una granitica e forse insperata solidità: il sindaco reggino e coordinatore calabrese del Popolo della libertà sarà il candidato del Pdl alla carica di Presidente, per il voto del 21 e 22 marzo.

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22 luglio 2009

Abbronzato. Anzi, “n…o”

…Ricordate l’estrosa uscita di Silvio Berlusconi su BarMALONEY 1 - obama basketack Obama appena eletto presidente degli Usa? <E’ alto, bello e… abbronzato>.

Una cosa che mise il premier in cattiva luce su scala internazionale ma in Italia, dove neppure le “scenette da un matrimonio” (più che le Scene da un matrimonio care a Ingmar Bergman, lo straordinario regista svedese mai troppo rimpianto) hanno scosso gli animi più di tanto, venne considerata quasi l’ “uscita” fisiologica di un premier “battutaro”.

Adesso però, dopo l’indelebile prova d’amicizia (e di stima) fornita daMALONEY 2 - la stessa maloney Obama al capo del Governo italiano al G8 dell’Aquila, come la mettiamo?

Infatti una collega di partito del Presidente statunitense, l’aspirante candidata al Senato dei Democratici per lo Stato di New York Carolyn Maloney (per spuntarla ad Albany & dintorni dovrà battere l’uscente “dem” Kirsten Gillibrand: la vedete più sotto, sul lato destro), in un’intervista al sito web del blasonatissimo periodico specializzMALONEY 3 - la gillibrandato in politica City Hall News ha usato quella che la Cnn pudicamente neanche cita!, ma rammenta come the full racial slur (“il bieco insulto razzista”) o meglio the N word: massì, “nigger”, cioè “negro”, un termine sinceramente abietto per definire una persona di colore ma solo alla luce di un vocabolario ormai schiettamente politically correct.

La cosa che dovrebbe far riflettere è che l’utilizzo di questa (orrida, ok) parola, nel resoconto di una telefonata avuta (dunque in origine era un altro il soggetto che l’aveva usata, parlando con la Maloney) a proposito di un episodio elettorale verificatosi a Portorico (terra di latinos, oggettivamente dalla pelle non proprio color latte), ha portato l’esponente politico dei Democrat a scusarsi in grande stile.

<Chiedo perdono per aver ripetuto una parola che trovo disgustosa – ha affermato l’aspirante senatrice -: non è una scusa, ma ero così ‘presa’ nel raccontare la storia parola per parola com’era stata detta a me che, nel farlo, ho ripetuto un vocabolo che non dovrebbe mai essere pronunciato>.

Ciò detto, come titola il New York Daily News, malgraMAHONEY 4 - la vignetta berlusconido le scuse <lo scivolone potrebbe costarle la sconfitta>.

Caro presidente Berlusconi: che facciamo? …Ci scusiamo, per quell’ “abbronzato”? O continuiamo a dire che era solo una divertente battuta?

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