il Caffè di Meliadò

28 gennaio 2013

Scandalo Mps, il Pd adesso rischia davvero

Certo, non deve averci creduto neppure Silvio, alla deflagrazione di uno dei più clamorosi scandali bancari di sempre nel bel mezzo di Politiche che lui e il Pdl parevano assolutamente destinati a perdere.

E, cosa incredibile, non c‘è autogol che tenga (basti pensare alle insensate dichiarazioni, quantomeno insensate per uno che ritiene di guardare all’elettorato moderato…, su BMussarienito Mussolini nel giorno della Memoria): Berlusconi sembra pazzescamente rimesso in pista dall’affaire-Montepaschi.

In cui, com’è noto, c’è un bel bel pezzo di Calabria, considerato che l’ex n.1 Mps e ormai anche ex capataz dell’Abi è un catanzarese “doc”, Giuseppe Mùssari.

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21 novembre 2010

Universitòpoli / Lettera a docenti e impiegati della “Mediterranea” di Reggio Calabria

Cari docenti e funzionari di Architettura, o meglio: cari docenti e funzionari dell’intera Università “Mediterranea”, in un momento così difficile ci sono poche brevi parole che noi vorremmo rivolgervi, a mo’ di lettera aperta.

 

Innanzitutto, sappiamo bene come la stragrande maggioranza di voi siano persone perbene, con la schiena dritta e che non hanno nemmeno mai immaginato di piegarsi a minacce e lusinghe del crimine organizzato. E’ importante ribadirlo, nel momento in cui si solleva il polverone di un autentico – e secondo noi giustificatissimo – caso mediatico nazionale.

 

In seconda battuta, sarà il caso di distinguere tra pandette ed etica, insomma tra eventuali responsabilità penali e questione morale.

E quel che stando all’accusa è successo, ha per teatro non una panetteria ma un luogo d’alta formazione, dove si creano menti e destini dei giovani, in un contesto socio-territoriale pesantemente involuto da generazioni.

 

E allora, noi vorremmo lasciare da parte i doverosi accertamenti della magistratura, ma pure lo sgomento collettivo; e rivolgerci ai singoli.

 

Ognuno di voi sa se davvero ha compiuto atti inammissibili per un dipendente di un presidio accademico o a maggior ragione per un docente universitario. Se davvero ha falsificato esami o li ha svolti alla carlona per un’intimidazione, se è stato connivente, se ha agevolato operazioni inconcepibili, se “sapeva” e ha taciuto.

 

Al di là del futuro verdetto dei magistrati, chi di voi avesse fatto tutto questo, a nostro avviso già nelle prossime ore deve fare solo una cosa: ammettere tutto pubblicamente, fare fagotto e lasciare immediatamente l’Università.

 

Il futuro della Calabria è incompatibile con questi esempi, il modello da offrire ai giovani che coraggiosamente decidono di rimanere a studiare e, se mai troveranno un’occupazione, a lavorare qui è incompatibile con questi comportamenti.

Per la coscienza di chi davvero avesse ceduto alle pressioni dei clan non ci sarà mai archiviazione.

30 aprile 2010

L’etica dello sport viene premiata

A volte l’etica non è una fregnaccia. Perfino nello sport. Perfino nell’apparentemente inquinatissimo mondo del pallone (Calciòpoli, doping, caso-Lentini, plusvalenze truccate, scandalo scommesse… e per carità di patria ci fermiamo qui).

Così l’Amministrazione comunale di Reggio Calabria ha deciso di onorare adeguatamente il fantastico, quasi irripetibile gesto di fair play del quale si rese protagonista l’Ascoli – guidato, incidentalmente, dall’ex tecnico della Reggina Bepi Pillon (vedi foto), già guida tecnica del Chievo, che purtroppo in riva allo Stretto non ebbe uguale fortuna che nella città scaligera – nel girone d’andata del corrente campionato di serie B. Al “Del Duca”, i padroni di casa non si resero conto che il difensore amaranto Carlos Valdez era a terra, infortunato, e andarono a segnare facilmente fendendo una difesa, più che sguarnita, ferma. Questione di un attimo e il baffuto tecnico dei bianconeri – complici le veementi proteste degli ospiti – capì: piuttosto che macchiarsi di un’ “onta” sportiva, Pillon preferì richiamare immediatamente i suoi e chiedere a gran voce che lasciassero immediatamente pareggiare gli avversari.

E così la Reggina andò a segnare l’1-1 con Biagio Pagano, un gol “regalato” dai padroni di casa proprio in relazione all’estremo gesto di fair play fortemente voluto dal loro allenatore.

Adesso, la volontà della città tramite il presidente del Consiglio comunale Aurelio Chizzoniti e il vicesindaco Peppe Raffa di rendere omaggio a quell’impareggiabile gesto d’etica sportiva. Questa la motivazione del riconoscimento a Pillon, al capitano bianconero Vincenzo Sommese e allo stesso presidente dell’Ascoli Roberto Benigni: per <la lezione di etica impartita dall’Ascoli Calcio che ha fatto garrire alto il vessillo della correttezza e della lealtà, scandendo una pagina indelebile di sport e sportività>.

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