il Caffè di Meliadò

18 aprile 2015

Comitato per la ricostruzione del centrodestra / 1 – Le foto

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7 luglio 2014

Reggio Calabria, le Primarie hanno deciso: il candidato sindaco è Falcomatà (Pd)

È Peppe Falcomatà, l’ex capogruppo del Partito democratico a Palazzo San Giorgio, il candidato della coalizione di centrosinistra selezionato attraverso le primarie di schieramento
tenutesi quest’oggi. 

In teoria, dalle 9 alle 21; in pratica, dalle 8 alle 22, perché quasi tutti i 15 seggi – allestiti presso le sedi delle ex Circoscrizioni di Reggio Calabria – sono stati “presi d’assalto” sin dal mattino presto.

E, quanto alla chiusura delle urne, intorno alle 19,30 la Commissione di garanzia ha deciso d’urgenza di procrastinarla alle 22 (anziché alle 21) per consentire al maggior numero di persone d’esprimere il proprio suffragio per il candidato preferito tra Enzo Amodeo (Centro democratico, già consigliere provinciale), Mimmo Battaglia (consigliere provinciale del Pd), Filippo Bova (ex Cittadinanza mediterranea) e Peppe Falcomatà (ex capogruppo piddino a Palazzo di città).

Primarie “aperte”, va detto. Di fronte al versamento di un euro e alla presentazione di un documento d’identità valido, ha potuto votare chiunque, insomma; non i soli iscritti a uno dei partiti o movimenti della coalizione di centrosinistra.

Nei fatti, però, a queste singolari primarie i Grandi Assenti sono stati proprio i partiti, o comunque le forze politiche organizzate, se si pensa che il solo Centro democratico ha avuto forza e idee da contrapporre ufficialmente ai candidati piddini (originariamente ben tre!, prima che l’attivista del circolo di Cannavò Antonino Calluso ritirasse la propria candidatura).

Anche qui, c’è molta teoria e poi…
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12 settembre 2013

Museo nazionale, dietro l’angolo c’è un nuovo referendum: Cinquestelle lo chiede con forza

Non partecipatimuseoalfassimo, l’incontro coi partiti politici promosso dai commissari straordinari alle redini del Comune di Reggio Calabria al Museo nazionale col soprintendente regionale Francesco Prosperetti. Scopo: occuparsi in profondità del progetto firmato da Nicola Di Battista per il completamento dei lavori che concerne Palazzo Piacentini e, in particolare, il suo ingresso principale e l’assetto complessivo della prospiciente piazza de Nava.

Durante la riunione del 10 settembre, alcune forze politiche si sono pronunciate con estrema decisione affinché siano i cittadini reggini a esprimersi, attraverso un referendum comunale: cosa curiosa, l’unico Referendum comunale mai tenutosi in precedenza, dieci anni fa – era il 30 giugno 2003 –, aveva un tema decisamente affine, cioè la clonazione o meno dei Bronzi di Riace. Insomma, ancòra una volta i nostri giacimenti culturali (benché sotto altro profilo, più identitario e meno urbanistico, diciamo così).

In una nota congiunta, il coordinatore Grande città del Pdl Daniele Romeo (che molti indicano ormai quale candidato sindaco pidiellino di Reggio) e il suo vice vicario Antonio Pizzimenti (altro ex consigliere comunale come Romeo) ammoniscono a «trovare il giusto compromesso affinché l’area venga riqualificata senza snaturare la zona», mentre a proposito degli oltre 10 milioni di euro indispensabili «è necessario verificare immediatamente, per prima cosa, che la Commissione europea abbia concesso l’intera somma». Di qui l’idea che «la cittadinanza debba esprimersi con grande attenzione sulla questione» tramite una consultazione «attraverso Internet oppure recandoci a votare personalmente, come accadde 10 anni fa».

Quanto a Cinquestelle, la deputata reggina Federica Dieni – non presente personalmente a causa dei lavori parlamentari

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24 luglio 2013

Per la Cancellieri, un “comitato d’accoglienza” in piazza

Ad “accogliere” come vedete nella foto Cancellieri contestata (1)il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri davanti alla Prefettura – per la verità, più che altro ad attenderla all’uscita… – c’erano pure ben cinque ex amministratori comunali pidiellini di Reggio Calabria: Franco Germanò, fino a pochi giorni fa presidente della società mista “Recasi” e con un passato da assessore ai Lavori pubblici; Peppe Agliano, ex assessore al Bilancio e allo Sport con una lunghissima “carriera” in Assemblea; Daniele Romeo, già consigliere comunale pidiellino e oggi coordinatore del Pdl “Grande città” e strettissimo collaboratore del governatore Peppe Scopelliti (e già ai vertici della Giovane Italia regionale); Pasquale Naso, l’unico a essersi “affacciato” in Consiglio comunale solo nell’ultima, brevissima consiliatura (ma anche l’unico del gruppo ex “forzista” e non ex “aennìno”).

Il tutto, in una cornice legata fondamentalmente a due soggetti: la Giovane Italia, rappresentata da alcuni attivisti incluso il suo presidente provinciale Luigi Amato, e il Centro studi tradizione e partecipazione, schierato con Saverio Laganà e Nicola Malaspina (e alcuni dei “big” citati prima).

Inutile dire che questo drappello di esponenti politici di centrodestra non era lì per caso, no. Come si sussurrava nei giorni scorsi, in definitiva era impossibile che al ministro dell’Interno che ha decretato lo scioglimento del Comune di Reggio Calabria per «contiguità mafiose» non fosse riservata una qualche forma di contestazione, dopo le tante iniziative pubbliche di censura di quella decisione (incluso un pamphlet a cura dei parlamentari pidiellini della scorsa legislatura).

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9 settembre 2009

Berlusconi “dà il bollino” a Scopelliti: in Calabria, ora l’Udc è a un passo dall’abbraccio col Pd

Si chiama Daniele Romeo il giodaniromeovanissimo consigliere comunale (pidiellino) di Reggio Calabria autore di un “colpo” davvero significativo: in diretta Sky, ha chiesto al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (nell’ambito della necessità di trattare con l’Udc, cosa che si è fatta peraltro più complicata per via del pressing piddino sui centristi, anche sui nomi dei candidati a Governatore nelle singole Regioni in cui si vorrà tentare di chiudere alleanze Udc-Pdl) se il nome di Giuseppe Scopelliti come candidato alla presidenza della Giunta regionale fosse “uno” dei nomi, o proprio quello giusto.

La risposta del premier è stata di una granitica e forse insperata solidità: il sindaco reggino e coordinatore calabrese del Popolo della libertà sarà il candidato del Pdl alla carica di Presidente, per il voto del 21 e 22 marzo.

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