il Caffè di Meliadò

10 gennaio 2013

LETTERA A PD E SEL. 2 / Calabria “colonizzatrice”?

(segue)

…a parti invertite, la parlarosamentare cosentina uscente del Pd Rosa Calipari candidata in Lombardia (posizione n. 6 della circoscrizione elettorale Lombardia III per la Camera dei deputati). E la pasionaria antimafia reggina di Sel Celeste Costantino (foto a destra), vicinissima a Niccelehi Vendola e oggi capolista in Piemonte per Sinistra ecologia e libertà nella corsa per Montecitorio?

Fatemi capire: al Nord debbono essere contenti, allora? O il Piemonte e la Lombardia sono “colonizzati” dalla Calabria? (immagine forte, eh?).

O, per citare casi non-calabresi, la Campania “colonizzata” da un capolista “pesante” come l’ex leader della Cgil Guglielmo Epifani? O la Campania in cui viene bellamente “paracadutato” (seconda piazza per Palazzo Madama) il romagnolo Sergio Zavoli, peraltro già straordinario giornalista e notevole uomo apicale Rai? O il siculo-ligure Ignazio Marino capolista per il Senato in Piemonte va meglio?

(2 – continua)

9 gennaio 2013

LETTERA A PD E SEL. 1 / Dai derogati a Nimby

Quando siamo allo showdown delle candidature, il centrosinistra (cioè Pd e Sel, tirando fuori la simpatica “invenzione” di un Centro democratico di per sé inesistente, se non per motivi elettorali) deve fare i conti con se stesso.dat

Nel Partito democratico si sa benissimo quale marasma sia accaduto per la candidatura alle primarie calabresi (nella “circoscrizione” di Reggio Calabria) del presidente nazionale del partito, Rosy Bindi, una dei 10 “derogati”. Anche se è commissario regionale dèmocrat (da non troppo tempo, in verità…) anche il campano Alfredo D’Attorre candidato alle primarie nel Catanzarese ha lasciato molti attoniti, per quanto non sorpresi.

Mancano però diversi dettagli.

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8 luglio 2012

Ai politici piacerà “mangiare”… ma piace anche cucinare!

http://www.ilvostro.it/politica/i-politici-si-ritrovano-a-tavola-eccoli-con-le-mani-in-pasta/45212/

 

Ai politici piacerà “mangiare”, ma piace anche stare dietro i fornelli ….leggere per credere   🙂

 

(personalmente, consiglio assolutamente di guardare una per una le foto della gallery dove potrete trovare “chicche” assolute, come un allucinato Piero Fassino davanti a una supermacchina per fare la pasta… e l’oggi leader nazionale della Lega Nord Roberto Maroni con tanto di cappello da chef!)

26 luglio 2009

Pari opportunità, rilanciare la presenza delle donne nelle Istituzioni

Questo blogger da tempo ritiene che la battaglia per le pari opportunità, molto al di là dei nominalismi (spesso sterili), passi attraverso le forche caudine di consenso politico e rappresentanza istituzionale.

Oggi, un qualificato punto di vista da parte di una delle (ancora troppo poche) rappresentanti istituzionali “al femminile”. Ma il “Caffè di Meliadò” ne attende altri: i vostri.

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roccisanodi Federica Roccisano*

Il dibattito che molte donne delle istituzioni regionali hanno attivato in merito alla modifica della legge elettorale della Regione Calabria, è urgente oltre che utile. La partecipazione delle donne alla vita politica, infatti, è da considerare uno dei tanti indicatori di sviluppo utile a misurare il livello di cultura sociale e la funzionalità del Welfare.

L’Italia, e il Sud Italia in particolare, sono note in tutt’Europa per la scarsa propensione ad eleggere le donne e a nominarle alle alte posizioni nelle Istituzioni. Di recente Arcidonna ha pubblicato i dati relativi alle ultime elezioni europee. La presenza femminile è arrivata al 35%, contro i 31% della legislatura precedente. Si tratta di un enorme passo in avanti dovuto soprattutto ai paesi scandinavi che hanno una rappresentanza femminile del 62% la Finlandia e del 56% la Svezia. L’Italia continua a rimanere tra le ultime  posizioni con appena il 22%.

D’altra  parte, il dato relativo alla presenza femminile in Europa non può che essere lo specchio della situazione nazionale e, peggio ancora, regionale. Mentre alla Camera si possono contare 133 donne deputate su un totale di 630 membri, al Senato sono 58 le senatrici su 320 senatori. La dimensione regionale è ancora più eclatante: complessivamente tra Consigli e Giunte Regionali le donne sono solamente il 12%.

Non può essere una vera rappresentanza.

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