il Caffè di Meliadò

30 dicembre 2012

…PriMario

Nel giorno delle primarie di Pd e Sel, la notizia politica “vera” è la quasirottura fra Pierluigi Bersani e MarMonti M.io Monti.

Né vale dire da parte del Pd «finché Monti era un tecnico gli siamo stati fedeli, ora è un nostro avversario politico»: le cose stanno effettivamente così, ma questo ahiloro non basta a spiegare per quale motivo al mondo l’ “agenda Monti” – che rimane in sostanza la stessa, europacentrica – potesse andar bene prima e adesso no. A nostro modo di vedere, il “vero” punto è questo.

C’è comunque molto da riflettere pure intorno agli esiti delle primarie…

Guardiamo al Pd e alle due donne che si sono imposte nel Reggino e nel Cosentino. Difficile stupirsi dell’affermazione di Rosy Bindi (7.527 suffragi) a Reggio&provinciabindi, se stiamo parlando di un ex ministro, presidente nazionale del partito e vicepresidente della Camera. Peraltro, è riuscita a essere meno votata del corrispondente collega maschio, il consigliere regionale Demetrio Battaglia, votato da 2 elettori dèmocrat reggini su 3 (8.362 consensi su 12.628 votanti). E neanche, nel Cosentino, le 10.679 preferenze su Enza Bruno Bossio (su 26.491 alle urne) possono stupire chi conosce apparato e aderenze dentro il partito (a cominciare dal marito e consigliere regionale Nicola Adamo, già segretario regionale dei Ds, a sua volta deputato per una brevissima stagione, prima di optare per Palazzo Campanella).

Ma certo ci sarebbe molto da argomentare sullo strisciante razzismo di genere con cui la competizione è stata affrontata. Se invece di Rosy Bindi a Reggio fosse sbarcato Massimo D’Alema, la fiera opposizione sul territorio sarebbe stata altettanto intensa? Diremmo di no; mentre invece, se la “colonizzazione” esiste, esiste indipendentemente dal nome o dal candidato…

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