il Caffè di Meliadò

19 luglio 2014

“Lettera aperta” agli omofobi nel giorno del “Calabria Pride”. Per non dimenticare quel vergognoso pestaggio

CARI OMOFOBI, C’E’ UNA COSA CHE01-00010248000001 VORREI DIRVI.

Lo “spettacolo” che vedete in foto non ha niente a che fare con la comunità #Lgbt e col #CalabriaPride di oggi a Reggio. Si tratta, più modestamente, della manifestazione messa in piedi (peraltro, a fini commercial-celebrativi) dal regista Tinto #Brass con alcune delle sue starlette in concomitanza di una delle ultime edizioni del #FestivaldelCinemadiVenezia. Non voglio intrattenermi qui sul concetto di #volgarità: resta il fatto che non intervenne proprio nessuno per impedire questa singolare iniziativa e la stessa popolazione lagunare non si scandalizzò affatto. 

Ora: io conosco personalmente parecchie delle persone (non omosessuali, non lesbiche, …no: persone) che prenderanno parte al #Pride reggino di oggi.E sono

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1 luglio 2014

Forza Italia tra animalismo, partito gay-friendly e antiastensionismo

Filed under: a Roma dicono che...,centrodestra — mariomeliado @ 21:56
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Diciamolo sùbito: chi avesse per avventura anche solo pensato che Silvio Berlusconi è morto con la sentenza sul RubyGate e col consegu-enziale affidamento ai Servizi sociali (per sfuggire al carcere), s’è sbagliato di brutto.

Berlusconi è animale politico come pochi. Fiuta il vento come pochi. E chi non l’avesse fatto, farebbe bene a chiedersi almeno adesso (!), almeno alla luce del 40% alle Europee (!!), per quale motivo al mondo l’ “ex Cavaliere” abbia tirato fuori, in tempi non sospetti, un’ammirazione-a-distanza per Matteo Renzi teoricamente degna di miglior causa, per un avversario politico…
Solo che il personaggio ha due caratteristiche.
Che si riflettono adesso nella sua inopinata, rapidissima apertura alle unioni gay e al mondo degli animali domestici (e relativi proprietari, visto che pelosetti e quattrozampe non votano).

La prima è legata alla sua proiezione pubblica: senza scendere nel merito dei suoi (opinabilissimi) risultati di Governo, certo Silvio Berlusconi mediaticamente dà il meglio di sé quando è al timone. Fare le corna ad Angelona Merkel o invitare in vacanza fra tette e culi l’ “amico” Vladimir Putin fa assolutamente parte del personaggio: e sarà meglio chiarire una volta per tutte che le critiche mossegli fuori dalla sfera dei propri sostenitori stessi gli fanno un baffo. Particolarmente, quelle speciose: …chi nel centrosinistra italiano, ieri, aveva goduto per i sorrisini e gli occhiolini complici tra la stessa Merkel e Nicholas Sarkozy al solo sentir parlare della credibilità dell’Italia “di Berlusconi”, con l’arresto per corruzione del “signor Bruni”, oggi è servito e avrà (forse: forse…) compreso la propria miopia.

Seconda caratteristica: Silvio Berlusconi è divisivo e ricompattante. Hai un problema con Claudio Scajola? Non lo cacci, però lo allontani: nell’attesa che, prevedibilmente, l’ex ministro scalpiti e cerchi d’essere nuovamente utile alla causa. Un Fini o un Alfano chiedono una linea politica diversa o il rinnovamento generazionale? Tanto fai, tanto li delegittimi che li induci ad andarsene, per poi dimostrare elettoralmente la loro indiscutibile marginalità “a destra” rispetto ai berluscones. Non ti tornano i conti con la dirigenza forzista? Tiri fuori dal cilindro un Giovanni Toti, piazzandolo a fare scompiglio tra tutti gli “alti papaveri” e a prendere saldamente in mano (anche per competenza specifica, eh) il “pallino” della comunicazione tv facendo da portavoce-più-realista-del-re: mezzo partito strillerà, un quarto di partito bisbigCattlierà d’esser pronto a far le valigie, un ottavo di partito annuncerà le proprie immediate dimissioni, …alla fine puntualmente resteranno tutti e con gli equilibri nuovi che volevi tu.

In questo senso, è stato dato davvero pochissimo spazio rispetto alla potenza evocativa della sconfitta, alle ultime Amministrative del 25 maggio, del sindaco uscente di Pavia Alessandro Cattaneo: ex primo cittadino più amato d’Italia, un po’ incredibilmente non è stato premiato ma, con ogni probabilità, invece ha pagato (!) la qualifica di leader dei “rottamatori” forzisti (in Calabria, per la cronaca, rappresentati dall’oggi presidente delle Ferrovie della Calabria Peppe Pedà). Perché l’ascendente leaderistico, all’interno di un partito con le peculiarità di Forza Italia, sfiora l’unanimismo.

…S’inseriscono in questo quadro pure due recenti vicende.

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