il Caffè di Meliadò

11 maggio 2012

Il reggino Gianni De Gennaro, ex capo della Polizia, nominato da Monti sottosegretario ai Servizi segreti

Un altro calabrese a Palazzo Chigi; e, stavolta, un reggino…

La nomina è di quelle destinate a far discutere parecchio: il nostro concittadino e corregionale prescelto è infatti l’ex capo della Polizia di Stato Gianni De Gennaro, fin qui a capo del Dis (Dipartimento informazioni per la sicurezza) che lascia dunque dopo averlo guidato per un periodo quadriennale.

Destinazione assolutamente “esplosiva”: De Gennaro sarà infatti il sottosegretario di Governo <autorità delegata all’intelligence>, secondo quanto previsto dall’attuale normativa sui servizi segreti in Italia. A sostituirlo ai vertici del Dis sarà Giampiero MasImagesolo, fin qui segretario generale alla Farnesina (Ministero degli Esteri).

E a proposito della legge vigente in materia d’intelligence: la normativa prevede che l’Autorità delegata informi costantemente il premier sulle modalità d’esercizio delle funzioni a lui tributate (e, tanto per restare in tema d’informazioni reciproche…, ieri sera il presidente del Consiglio Mario Monti avrebbe tempestivamente informato della nomina incipiente il presidente del Copasir, l’organismo parlamentare che sovrintende giusto ai servizi d’informazione italiani, Massimo D’Alema); fa parte del Cisr (il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica); presiede il Collegio di vertice (composto dal direttore generale del Dis e dai direttori dei servizi, cioè Aise per gli Esteri e Aisi per la sicurezza interna).

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4 gennaio 2010

Bomba alla Procura generale di Reggio Calabria / Il Pri: è l’ “inizio col botto” della campagna elettorale

Dopo l’esplosione di un ordigno davanti al palazzo che ospita gli uffici della Procura generale presso la Corte d’appello di Reggio Calabria, dopodomani pomeriggio, in riva allo Stretto si terrà una riunione del tutto speciale in materia di sicurezza: ci sarà anche il ministro dell’Interno, Roberto Maroni.
A deciderlo, proprio il “numero 1” del Viminale, che nell’occasione avrà modo d’incontrare e scambiare opinioni sul gravissimo episodio di ieri mattina coi vertici locali delle forze dell’ordine e della stessa magistratura.

Intanto però si accavallano reazioni sdegnate. E qualche riflessione dallo ‘spin’ alquanto diverso…

Non può che lasciare traccia, dunque, il pensiero del segretario nazionale del Partito repubblicano Francesco Nucara (peraltro a sua volta di Reggio Calabria…): <Purtroppo per la Calabria, questo è un pessimo inizio della campagna elettorale>, fa notare Nucara. Come a dire che le cosche hanno intenzione d’incidere pesantemente anche sulle Regionali del 28 marzo: in barba a tutti i ddl Lazzati del mondo (il progetto di legge d’iniziativa popolare che vieterebbe ai mafiosi di fare campagna elettorale, “a parole” voluto da varie legislature un po’ da tutte le forze politiche, grandi e piccine, di destra e di sinistra, …ma poi puntualmente rimasto bellamente sulla carta).

E seguono parole che sarebbe bene non lasciare sottotraccia: <Bisogna lavorare tutti e con fermezza affinché la magistratura al Sud non venga ricattata e minacciata dalla mafia>.
Ora, poiché a noi personalmente le affermazioni implicite non piacciono, “estraiamo” da una frase apparentemente assertiva l’interrogativo che vi è michelangiolescamente scolpito all’interno: caro segretario, le risulta che magistrati del Mezzogiorno, e magari specificamente del distretto giudiziario di Reggio Calabria, siano ricattati dalla ‘ndrangheta? Sì? E se sì, chi?

Una risposta essenziale. Specie a fronte di un segretario di una gloriosa – al di là della dimensione numerica – forza politica nazionale che aggiunge come le forze politiche, <mai come ora>, debbano <mostrarsi unite e compatte nel primario obiettivo di stroncare la malavita organizzata>.

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