il Caffè di Meliadò

28 ottobre 2013

Aurelio Chizzoniti “scala” Palazzo San Giorgio…

La notizia,1 - cfr. AC specie in questi tempi d’ambiguità e mille vocine sottotraccia, non è poi male: Aurelio Chizzoniti ha appena ufficializzato la propria candidatura a sindaco di Reggio Calabria, nel corso di una conferenza stampa alla sala “Giuditta Levato” di Palazzo Campanella.

Nel palazzo del Consiglio regionale, l’ex assessore ai Trasporti (oggi, è consigliere regionale e presidente della Commissione consiliare di Vigilanza), già presidente del Consiglio comunale di Reggio Calabria, artefice sommo del cosiddetto “caso Rappoccio” grazie alle sue innumerevoli e puntuali denunce, ha presentato infatti la lista “del sindaco” di cui da tempo si vociferava, cioè Reggio nel cuore.

Accanto a una serie di professionisti stimabili e personaggi di buona volontà,

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30 luglio 2013

CASO RAPPOCCIO (3) // Rappoccio, da “dimissionario precario” a bi-consigliere “congelato”

In conferenRappoccio conf. stampa (1)za stampa, qualche giorno fa, specie nel sentire il pur sempre validissimo avvocato Giacomo Iaria sottolineare che il suo assistito Antonio Rappoccio ormai «gode di un credito oggettivamente minore» che in precedenza, dopo la tortuosa vicenda giudiziaria abbattutasi su di lui e tanto più dopo sei mesi di custodia cautelare in cella e altri quattro mesi ai domiciliari, questo blogger la questione non aveva potuto non porla.
Ferme tutte le possibilità di difesa per Rappoccio “ormai” uomo libero, ferma restando la facoltà per l’eletto di “Insieme per la Calabria” di chiedere la reintegrazione in Consiglio regionale una volta venuta meno la misura cautelare nei suoi confronti, merita la Calabria – anche per un periodo circoscritto, ossia fino al 24 settembre – di annoverare tra i suoi 50 consiglieri a Palazzo Campanella un rappresentante che la sua stessa difesa tecnica ritiene ormai (giustamente o meno) screditato?

Diciamo sùbito una cosa: in Assemblea – nell’inizio dei lavori consiliari – sùbito prima della conferenza stampa citata –, l’unico ad aver avMimmo Talaricouto qualcosa da ridire è stato il consigliere regionale rendese Mimmo Talarico (nella foto a sinistra), unico in tutto il consesso a votare “no” alla reintegrazione di Rappoccio.
Non è un passaggio da poco.

Il procuratore capo di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho, dopo la revoca dei domiciliari nei confronti dell’ex esponente del Pri (che ai giornalisti ha peraltro precisato di essersi sentito «abbandonato» dal Partito repubblicano e di non riconoscercisi più, e di non aver concordato la propria condotta rispetto allo scranno assembleare né col partito guidato su scala nazionale da Franco Nucara né, tantomeno, dalla lista “Insieme per la Calabria” in cui il primo dei non-eletti Aurelio Chizzoniti è stato anche il suo più implacabile accusatore, fino a prenderne il posto a Palazzo Campanella), aveva formulato una richiesta di “revoca della revoca” rispetto alla misura cautelare degli arresti in casa. Una richiesta respinta, in estrema sintesi, con la mancanza di riscontri «ufficiali» sulla volontà di Antonio Rappoccio di tornare in possesso del proprio incarico da consigliere regionale. Tradotto dal magistratese: se la richiesta verrà reiterata una volta tornato Rappoccio componente del Consiglio, sarà arrestato di nuovo.

Adesso, la svolta; una svolta umiliante – va detto – per l’Istituzione regionale, nei fatti “bacchettata” dalla magistratura.

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26 luglio 2013

CASO RAPPOCCIO (2) // Chizzoniti: “Strategia infantile, ma spera in qualche magistrato”

(segue)

«Dimissioni paradossali». «Strategia infantile che insulta anche l’intelligenza di un bambino».

…È così che la pensa l’accusatore #1 di Antonio Rappoccio, cioè Aurelio Chizzoniti (accuratamente mai, mai, mai menzionato, neppure una volta, nel cochiz2rso dell’intera conferenza stampa di ieri pomeriggio dello stesso Rappoccio, pure sostanzialmente indagato prima e arrestato poi solo per le circostanziatissime denunce dell’ex presidente del Consiglio comunale di Reggio Calabria).

Chizzoniti, che fino a ieri pomeriggio in quanto ha rivestito l’incarico di consigliere regionale proprio al posto di Rappoccio – reintegrato nel ruolo giusto all’inizio della seduta consiliare del 24 luglio, terminata la sospensione dal suo scranno alla luce della scarcerazione –, ritiene che il “gioco” del ri-consigliere sia quantomai chiaro: la strategia di Antonio Rappoccio sarebbe «palesemente finalizzata a bizantineggiare», benché esista pur sempre la “spada di Damocle” dell’udienza del Tribunale della libertà del 7 agosto, che potrebbe comunque optare per la “revoca della revoca” dei domiciliari per l’ormai e esponente repubblicano.

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Resta una valutazione durissima (per quanto scontata fosse…) da parte dell’ex assessore regionale.

Le dimissioni di Antonio Rappoccio a partire dal 24 settembre prossimo, scelta che ieri questo blogger ha definito un comportamento da “dimissionario precario”,  «oltraggiano il Consiglio regionale perché – argomenta Chizzoniti – legittimano la consumazione di una moltitudine di reati della cui reiterazione nessun magistrato coinvolto inquirente o giudicante s’è minimamente preoccupato, sdoganando spericolatamente un consigliere che s’è esaltato strumentalizzando cinicamente il dramma della disoccupazione giovanile».

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25 luglio 2013

CASO RAPPOCCIO (1) // Rappoccio, dimissionario “precario” e senza Edera

Rappoccio Antonio intervistato
Oggi pomeriggio, a margine dell’inizio dei lavori del Consiglio regionale, l’attesa conferenza stampa del reintegrato consigliere di “Insieme per la Calabria” Antonio Rappoccio.

La prima vera notizia arriva prima dell’inizio dei lavori: «Non terrò a battesimo alcun Comitato, questi di Nessuno tocchi Rappoccio non so neanche chi siano…», ci dice l’esponente del Partito repubblicano (…almeno fin qui…) davanti all’Aula commissioni “Tonino Acri” prima dell’inizio dei lavori.

….che slitterà. Sì, perché Rappoccio non aveva tenuto conto che l’orario originario della conferenza stampa (14.30 circa) era stato diffuso dopo l’inoltro della nota del sedicente Comitato, però prima dell’invio ai media della sua nota “ufficiale” – invito stampa. In poche parole: gli *ignoti* animatori del sedicente comitato avevano conosciuto, «a sua insaputa», data e orario dell’incontro con la stampa prima che ne desse notizia l’interessato. Coincidenze curiose… Aggiungiamoci un’ulteriore spigolatura: diverse fonti confidenziali quanto affidabili (incluso qualcuno certamente vicinissimo al segretario nazionale del Pri, Franco Nucara) sostengono l’esatto contrario!, che cioè il presunto Comitato era ed è una creatura di Antonio Rappoccio. Chi avrà ragione? Ai posteri l’ardua sentenza (visto il tema, è proprio il caso di dirlo).

In seconda battuta, l’eletto di “Insieme.per la Calabria” non aveva tenuto conto di un altro “dettaglio”. Una conferenza stampa “da ospite”, facendo richiesta per tempo e regolarizza

Rappoccio conf. stampa (1)

ndo i relativi oneri (ormai, esiste un preciso Regolamento in materia) la si può fare quando si vuole a Palazzo Campanella; non così se un ex consigliere regionale in procinto di tornare nella qualifica desidera svolgere una conferenza “nel ruolo” istituzionale. Eh sì, in questo secondo caso il “minimo sindacale” è di attendere formale reintegra: dunque, le operazioni preliminari che caratterizzano la prima seduta assembleare utile, cioè quella di oggi.

Per cui la conferenza stampa non si poteva certo tenere alle 14,30 (come forse qualcuno aveva pensato, sperando che per una volta il Consiglio regionale iniziasse davvero all’orario previsto sulla carta, le 13: ma non è andata così neanche stamattina…) né alle 15. E s’è potuto dare inizio all’incontro solo alle 16.

Una conferenza stampa, va detto, in cui 9 parole su 10 non le ha dette certo l’interessato, ma il suo legale di fiducia Giacomo Iaria (al centro, nella foto).

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