il Caffè di Meliadò

10 gennaio 2013

Il “caso Reggio”? Siam magistrati contabili: niente dissesto…

corteconti2La Corte dei conti ha deciso: per il momento, il Comune di Reggio Calabria non andrà in dissesto finanziario, malgrado il notevole “buco” nelle casse di Palazzo San Giorgio.

Va detto sùbito che non si tratta di alcuna riabilitazione di merito o di particolari apprezzamenti positivi né verso l’operato della giunta Arena (l’ultima operante, al momento dello scioglimento dell’Ente per «contiguità mafiose») né della Commissione straordinaria Panico-Castaldo-Piazza.  Dunque, nessun motivo d’esultanza per nessuno; se non pensando ai disastrosi effetti che – oggettivamente – una dichiarazione di dissesto dell’Ente avrebbe sulla comunità reggina.

Non di meno, va detto pure che non sono state le Sezioni unite a pronunciarsi, ma la Sezione autonomie della Corte dei conti (Giampaolinoche le norme espressamente prevedono sia presieduta dallo stesso presidente della Corte, nello specifico Luigi Giampaolino), con un verdetto, la deliberazione n. 1 del 3 gennaio 2013, che comunque farà giurisprudenza.

E la risposta offerta alla “questione di massima” sollevata dalla Sezione regionale di controllo della Calabria non “farà giurisprudenza” per modo di dire… Nello stesso dispositivo, uno dei commi recita che «ai criteri d’orientamento» fissati «si conformano tutte le Sezioni regionali di controllo».

IL QUESITO Nel merito, il punto-chiave è la deliberazione del Piano di riequilibrio previsto nel Tuel (il Testo unico Enti locali, che nel Titolo Ottavo della Parte Seconda si occupa di «Enti locali deficitari o dissestati») per come modificato dalla legge n. 213 dello scorso anno. Averlo deliberato comporta sospensione?, interruzione?, «arresto tout court» della procedura di dissesto guidato anche in caso d’inadempienza rispetto alle «misure correttive» precedentemente formulate?

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29 marzo 2011

Dipietristi e “cartello a 4” hanno ucciso l’Uomo Ragno, anzi no: il centrosinistra. La polizia piddina brancola nel buio

Sì, a Reggio Calabria il centrosinistra è morto.

Evvabbè.

Stiamo già pensando a un epitaffio commovente ma non troppo, quando riflettiamo a voce alta, per quanto soli: non si può certo dire che questo decesso sia sorprendente. Ma si può sicuramente dire che non di morte naturale si tratta, ma di assassinio.

Tra i “soliti sospetti” c’è un partito che da sempre fa parte del centrosinistra “allargato”. Il partito che su scala nazionale non vuole contaminazioni con robaccia (?) tipo Gianfranco Fini o Pierferdinando Casini. Insomma, Italia dei valori.

Sì, proprio i dipietristi che in pieno congresso cittadino “incoronavano” per primi, per primi!, con scroscianti applausi, la candidatura di Massimo Canale, beh, adesso la rimpiazzano – nemesi storica?! – esattamente con chi fu eletto coordinatore cittadino di Reggio Calabria in quel congresso: Aldo De Caridi (vedi foto).

 

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