il Caffè di Meliadò

18 luglio 2012

Derivatòpoli, la Procura di Milano “inchioda” le banche. E a Catanzaro….

Chissà che ne pensano a Catanzaro. Quelli che hanno governato prima e quelli che governano ora a Palazzo Alemanni, voglio dire.

E chissà che ne pensano a Zurigo, al quartier generale di Ubs, per esempio.

Parliamo di Derivatòpoli, sì: della “stangata” (proprio nel senso della “sòla” reso celebre da Paul Newman e Robert Redford). Fatto sta che adesso, buttando uno sguardo anche distratto verso via Freguglia – sede del Palazzo di giustizia di Milano –, la tremarella sta venendo a molti…

Oggi, il procuratore aggiunto meneghino Alfredo Robledo – pubblica accusa nel processo contro Deutsche Bank, Depfa, Jp Morgan e appunto Ubs per lo scandalo degli swap supertossici “rifilati” al Comune di Milano – ha chiesto la condanna dei 4 istituti di credito coinvolti. Ma non uno scappellotto; no. A margine della richiesta di condanna per 9 delle 13 persone fisiche imputate per la presunta truffa legata al bond da 1,68 miliardi di euro con scadenza 2035, il magistrato stavolta chiede d’inchiodare le banche che avrebbero «raggirato» l’Ente locale con una multa da 1,5 milioni di euro per ogni istituto, la confisca di oltre 72 milioni di euro e soprattutto il divieto a contrattare con la Pubblica amministrazione per un anno, una sorta di “bollino nero” che dal punto di vista del rating-credibilità farebbe chiaramente scendere sottozero terminali finanziari più che prestigiosi.

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