il Caffè di Meliadò

9 maggio 2012

Il Pd calabrese? “Fuori dalla vostra regione, ha un’immagine penosa”, ammette Pierluigi Castagnetti

ImageLe parole sul Pd calabrese di un politico navigatissimo del medesimo partito, con incarichi molto significativi rivestiti a livello partitico e istituzionale nel passato anche recente, hanno innegabilmente il sapore di un “telegramma” al commissario regionale Alfredo D’Attorre…

Intervenendo all’inaugurazione della sede del circolo “Reggio Nord” dei Giovani democratici di Reggio Calabria, il deputato piddino ed ex vicepresidente della Camera Pierluigi Castagnetti, già leader della Margherita che fu, non ha fatto sconti alle “colonne” dèmocrat di Calabria: «Fuori dalla Calabria, il Partito democratico calabrese ha un’immagine penosa»,ha ammesso non senza rattristarsi uno dei massimi esponenti dèmocrat del Paese.

«E’ chiaro, per me è molto doloroso dirlo; figurarsi!, al tempo Pierluigi Bersani mi aveva perfino chiesto di fare il commissario del Pd in Calabria prima di Adriano Musi… e poi, conosco bene i tanti uomini e donne che, dentro il Partito democratico come nelle assise rappresentative lavorano onestamente e duramente. Però bisogna ammetterlo, è la verità: oltrePollino, l’immagine del partito calabrese è disastrosa. So che il commissario regionale Alfredo D’Attorre ci sta lavorando; ma so anche che l’opera non richiederà poco tempo».

24 giugno 2010

Nel Pd, ancora Musi lunghi: è commissario-time

Tanto rumore per nulla. O no?

Adriano Musi, senatore del Pd e sindacalista, è il neocommissario piddino in Calabria.

…già, ma “chi è” Musi?

Un senatore. “Un” senatore, sarebbe meglio dire; dopo l’esperienza da segretario nazionale aggiunto della Uil e la legislatura alla Camera dei deputati, adesso è a Palazzo Madama dov’è – nientemeno! – vicepresidente di minoranza della commissione Finanze.

…Quindi?

Al netto di tutti gli (enormi) sbagli del Partito democratico in Calabria (citiamo per tutti Agazio Loiero e Carlo Guccione, consapevoli che l’elenco completo sarebbe lungo), c’è davvero da chiedersi se, col dovuto rispetto, la leadership Musi è l’arma giusta per risolvere i problemi del Pd calabro.

Forse no.

Si chiedeva, s’implorava un “cambio di passo” generazionale – giusto o sbagliato che sia come criterio, eh – e il partito fin qui guidato da un 50enne viene commissariato da un 62enne.

Si chiedeva un imprinting politico forte e viene a prendere il timone del partito un esponente dei Repubblicani europei (che non solo esprimono solo due parlamentari, l’altra è la leader dell’Mre Luciana Sbarbati, ma soprattutto fin qui non risulta siano stati “inscrollabili” nella loro adesione al Pd…).

Si chiedeva una prestigiosa autorità politica d’autentico rango nazionale, tanto che si son fatti nomi “eccellentissimi”, dal vicepresidente della Camera Rosy Bindi all’ex segretario del Ppi Pierluigi Castagnetti… ed è finita con Musi.

Bah.

La capacità attrattiva, anche nei confronti delle giovani generazioni di possibili simpatizzanti piddini, ci sembra relativa. Sull’effettiva volontà e capacità di dirimere i mille nodi e le mille scaramucce interne ai dèmocrat di Calabria, si vedrà.

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