il Caffè di Meliadò

21 aprile 2015

SANITA’/1 – Asp 5 “choc”: «Smaltiti debiti per 450 milioni in 5 anni»

Sarà l’aria da spending review che connota ogni angolino delle istiasprctuzioni, e dunque pure la Regione (specie nelle ore del varo del bilancio 2015!) e a maggior ragione tutti i meandri di una Sanità che da decenni fa della Calabria una Regione “canaglia”. Ma questa mattina, al primo vertice tra le forze sociali e la direzione strategica al gran completo (il neocommissario Santo Gioffrè, il nuovo direttore sanitario Salvatore Barillaro, fin qui responsabile di distretto per la Tirrenica reggina ossia il comprensorio relativo all’ex Asl 10 di Palmi, e il nuovo direttore amministrativo Giovanni Tringàli) dell’Asp 5 di Reggio Calabria, di clima disteso non c’era traccia…

Questo primo approccio è stato caratterizzato innanzitutto da un’ampia sordina apposta al Tema dei Temi:

che fine farà quest’Azienda sanitaria provinciale? E le altre quattro? E le quattro Aziende ospedaliere calabresi? Si va davvero verso l’accorpamento in l’Azienda sanitaria&ospedaliera regionale unica che vuole il governatore Mario Oliverio per razionalizzare burocrazie e risorse o, come paventato dal neocommissario governativo per il Piano di rientro Massimo Scura l’argomento non è minimamente all’ordine del giorno, considerato che a sette anni di distanza neppure s’è ancòra riusciti – incredibilmente, al di là della magmaticità della materia – a unificare le tre ex Aziende sanitarie locali di Palmi, Locri e Reggio?

In seconda battuta, la “guerra dei numeri” sembra conoscere una sorta di revisionismo storico tutto da verificare nel merito.

In paTringalirticolare, a fronte della grave incertezza degli stessi addetti ai lavori circa l’effettiva consistenza della massa debitoria dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio, considerata unanimemente quella calabrese più “esposta”, passivo in più di un’occasione stimato attorno ai 400 milioni di euro, Giovanni Tringàli (vedi foto) avrebbe replicato che l’Asp reggina invece starebbe sotto i 100 milioni di debito, tirando fuori una cifra alquanto precisa: l’Azienda sanitaria guidata da Santo Gioffrè, secondo il nuovo direttore amministrativo, si attesterebbe «sui 91 milioni di euro di deficit, che potrebbero ridursi a una cinquantina scomputando una certa mole di fatture non ancòra contabilizzate».Cetola

Un’ipotesi per più profili suggestiva.
Perché questo equivale a dire che gli uffici dell’Azienda sarebbero riusciti a recuperare in appena cinque anni (!) almeno 450 milioni di euro, considerate le attendibili stime incrociate sul debito che, ai tempi del prefetto Massimo Cetola (qui a destra) – commissario dell’Asp reggina appena sciolta per mafia dal marzo 2008 al marzo 2010 – videro l’ex generale dei Carabinieri, già primo comandante provinciale dell’Arma a Reggio Calabria, quantificare il deficit in almeno mezzo miliardo di euro.

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