il Caffè di Meliadò

20 agosto 2014

I Bronzi di Riace, l’Expo2015 e la Gioconda. Istruzioni d’uso

Bronzi di Riace da trasportare a Milano per non essere provinciali e per consentire a milioni di visitatori di vederli, invogliandoli poi a venire a Reggio Calabria?
Il contributo-provocazione del caro Massimo Canale secondo me era molto interessante da ogni punto di vista, per questo l’ho voluto ripubblicare chiedendo anche ai miei contatti Facebook d’esprimere il proprio parere.

Chiarisco sùbito che non sono d’accordo, ma che le argomentazioni di Massimo a mio avviso rimangono d’estremo interesse.
Per esempio, sfido chiunque a contrastare – non con l’ottimismo della volontà, ma con previsioni realistiche, con dati alla mano etc. – la mesta considerazione che solo in un’enorme piazza come Milano i Bronzi di Riace, pur degni dei maggiori “palcoscenici” del pianeta, potrebbero essere davvero visti da milioni di persone.

Ma veniamo a noi.

1 – A proposito di provincialismo: il ragionamento non pare convincente perché per l’ennesima volta forse involontariamente si ridurrebbe, in modo “davvero” provinciale, un’esposizione di tenore mondiale (non per niente si parla di Esposizione Universale) a un fatto milanese, magari anzi di Rho e Pero (i Comuni della “cintura” meneghina dove sono in costruzione i lavori della Fiera per l’Expo 2015).

2 – Quando avrà luogo la prossima Expo nel nostro Paese? Se tutto va bene, verosimilmente fra qualche decennio. Anche questo dato farebbe capire a chiunque che un’occasione come l’Expo 2015 va colta nel senso più pieno: per far conoscere le eccellenze (ambientali e gastronomiche, visto il tema della manifestazione in programma l’anno prossimo, ma poi anche turistiche, produttive, artistiche…) dell’intero Stivale.

3 – Naturalmente, “far conoscere” quello che in tanti chiamano da tempo Chiantishire non può voler dire portare un po’ di depliant della Toscana all’Expo di Milano, ma evidentemente muovere in maniera massiva tour operator, strategie di settore e “pacchetti” turistici in modo da poter convogliare milioni di persone a spostarsi per alcuni giorni dal capoluogo lombardo nel territorio toscano; oppure per decidere, in base a quanto appreso, di recarvisi successivamente. Fatalmente, per i Bronzi di Riace e comunque per la Calabria non può che accadere la stessa cosa.

4 – Non avrebbe senso esporre a rischi francamente difficili da determinare (con buona pace della “commissione Franceschini”) due opere scultoree fra le più significative al mondo per trasportarle per alcuni mesi a Milano. Al di là di sciocche provocazioni (come parlare di Bronzi “ostaggio della ‘ndrangheta”…), che da tempo neppure sollevano più vero clamore se operate dal Vittorio Sgarbi di turno, è evidente che bisogna organizzarsi esattamente al contrario. Cogliere l’occasione dell’Esposizione Universale per modernizzare l’Italia come qualcuno a Palazzo Chigi asserisce di voler fare. E modernizzarla accorciando in modo consistente e permanente le distante sul fronte trasportistico: impensabile che da Milano o da Roma ci sia “qualche” volo ogni tanto per Reggio Calabria (e viceversa, eh), impensabile che la gran parte delle tariffe risulti tuttora proibitiva. Per non parlare dei collegamenti ferroviari.

5 – La cosa che infatti non si vuol vedere, in una pur apprezzabilmente pacata impostazione “ragionata” circa la possibile “spedizione” milanese dei Bronzi, è che se anche milioni di visitatori dell’Expo vedessero i due Giganti l’anno prossimo e ne rimanessero colpiti al punto da volerli ammirare nel proprio contesto “madre”, dal 2015 a chissà quando rimarrebbero comunque in piedi le stesse criticità logistiche, infrastrutturali, economiche, di “vision” che hanno impedito fin qui l’espVersailleslosione del turismo culturale e naturalistico verso Reggio e verso la Calabria in genere.

6 – Naturalmente rimarrebbe operativa l’ipotesi d’ “incuriosire” i visitatori dell’Expo ad esempio esponendovi delle copie (magari “in scala”) dei Bronzi. Quel che però servirebbe attivare da sùbito è tutto il resto. Collegamenti frequenti e low-price verso la Calabria. Collegamenti significativi tra le varie località calabresi, come pure tra le due sponde dello Stretto (che fanno i turisti dell’Expo se poi vengono in Calabria nel weekend, non possono andare in Sicilia perché qualche “scienziato” ha tagliato i collegamenti?). In Francia, solo per citare un esempio a noi vicino, tantissimi turisti in visita a Parigi vanno anche, prima o poi, a vedere la stupenda Reggia di Versailles (vedi foto a sinistra). Ci si va solitamente col Rer, treno superveloce, e comunque servono circa 45 minuti. Insostenibile affrontarne 60 d’aereo per venire a vedere i Bronzi di Riace nel loro contesto magnogreco? …Diremmo di no.

7 – S’è molto Maroni Sgarbi Bronziparlato delle discutibili foto scattate (con, o senza autorizzazione?) da Gerald Bruneau ai Bronzi di Riace a Palazzo Piacentini. Ma chi ha autorizzato Vittorio Sgarbi (vedi foto col Governatore della Lombardia Roberto Maroni, lo stesso politico leghista che un mese fa l’ha nominato “ambasciatore per i beni artistici”) a presentare in conferenza stampa, riguardo a un evento mondiale di prossima realizzazione, un padiglione dell’Expo 2015 interamente dedicato ai Bronzi di Riace quale presunti testimonial della manifestazione milanese?

8 – Prima che il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini s’esprima – con la Commissione all’uopo costituita – sulla trasportabilità dei Bronzi, occorrerebbe capire allora come mai nessun’opera di primaria grandezza (Pietà di Michelangelo, Primavera di Botticelli etc.) è stata trasportata a Reggio Calabria per esservi esposta, nei locali fin qui riaperti (che ospitano i Bronzi, la Testa del Filosofo, il Kouros…), considerato che il Museo nazionale della Magna Grecia è stato oggetto di un restyling d’assoluto interesse, finanziato peraltro con 33 milioni di euro di fondi pubblici e che dunque oggettivamente necessita del massimo sforzo e di un “investimento” da parte del Governo centrale in modo che sia visitato e non deserto (altrimenti poi seguiranno altri sfottò per il fatto che dopo un restauro così dispendioso il Museo calabrese  non viene visitato da nessuno, etc. etc.)

9 – …A proposito di provincialismo, comunque. Non un “modesto” pensiero locale, ma lo stesso Sgarbi, nella tappa reggina di “Panorama d’Italia”, aveva preannunciato che ove mai i Guerrieri si fossero mossi tutto questo sarebbe accaduto dietro preciso “ritorno” monetario (esempio: alla Regione, ove partecipe in una società costituita allo scopo, il 50% del prezzo dei biglietti) e artistico (Giotto, Botticelli o quant’altro a Palazzo Piacentini).
…E allora, perché fin qui si parla *solo* della trasferta lombarda dei Bronzi di Riace? Anche volendo, prima andrebbero definite – nei dettagli, e formalmente – le contropartite, sempre se giudicate congrue. Perché se parliamo di “un” Botticelli, allora noi potremmo mandare “una” pinax.

10 – A proposito di provincialismo, ancòra. Ma perché ci si ostina a parlare della trasportabilità di opere d’arte d’inestimabile valore (e in tutto il mondo non è che ce ne siano così tante, eh…) come fosse una questione del rione Tremulini? Forse – ma dico “forse” – la questione è una criticità planetaria. Altrimenti spostamenti di questo tipo di opere sarebbero all’ordine del giorno. E sottolineo: di questo tipo di opere, perché si sa che tesori artistici forse impropriamente definiti “minori” viaggiano quotidianamente, ok, ma per le opere maggiori e più delicate e preziose il discorso è diverso…
Difficile farsi venire in mente opere talmente importanti da potersi paragonare ai Bronzi. Può venire in mente l’ “Ultima cena”, ma mi pare un po’ difficile pretendere di scrostare un affresco per farlo viaggiare in giro per il mondo (Sgarbi comunque sarebbe contrario, in quanto il capolavoro leonardesco è a Milano, dunque…). Può venire in mente la già citata “Pietà” di Michelangelo. Può venire in mente la “Gioconda”…
…Ejoecco. La “Gioconda”. Perché non si sposta il fantastico quadro di Leonardo da Vinci dal Louvre? Tra l’altro un quadro è sicuramente più maneggevole e facile da trasportare, rispetto a gigantesche statue in bronzo… Beh, è semplice: la “Gioconda” non lascia – e non lascerà – il Louvre perché il rischio è troppo grande. E basterebbe informarsi un po’ per saperlo.

11 – Non nel Paleolitico, ma una manciata di mesi fa i fiorentini avevano avviato una raccolta di firme per avere a Firenze, presumibilmente alla Galleria degli Uffizi, la Gioconda; e questo doveva accadere l’anno scorso, nel centenario del ritrovamento dell’opera proprio nel capoluogo toscano (dov’era stata portata, appunto!, dal decoratore Vincenzo Peruggia dopo il furto da lui commesso dentro il celebrato Museo parigino). Com’è finita?
Il Louvre ha negato il prestito perché i rischi nel trasporto sono troppo alti. L’ultima volta che la “Gioconda” ha lasciato Parigi era il 1974: i Bronzi erano stati ritrovati solo due anni prima.

12 – Da ultimo: tutte, ma proprio tutte le opere d’arte non sono “di Reggio Calabria”, “spagnole” o “asiatiche”, ma innanzitutto dell’umanità. Questo però non significa affatto essere legittimati a farne dei globetrotter dell’arte.
Il trasporto di un originale d’immenso valore può aver senso soprattutto in relazione alle sue condizioni di sicurezza e, per evitare ogni ovvia “inflazione”, in caso di rarissimi eventi. Tutto ciò, da sempre, non si sente dire dei Bronzi di Riace e questo accade per un motivo molto semplice: per via delle frasi pronunciate dallo stesso Vittorio Sgarbi. 
In sostanza, ad avviso del critico d’arte, chi andrà a vedere l’Expo di Milano NON andrà, poi, a Reggio Calabria. Ecco: questo è un ragionamento giustificabile solo a vedere il modo dissennato in cui fin qui si sono dipanate le politiche turistiche in Italia. Ma è chiaro che non stiamo parlando di un Paese in cui tutto è concentrato nella capitale (e per di più, magari, in una capitale-megalopoli da decine di milioni d’abitanti): stiamo parlando di un territorio, quello italiano, completamente disseminato di tesori incredibili. Che vanno solo messi in rete, fatti conoscere e poi resi “effettivamente” raggiungibili e visitabili senza disagi eccessivi per chi sia intenzionato a farlo.

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1 commento »

  1. Finalmente, dopo annose questioni sui Bronzi di Riace e relative annose cretinate, leggo un articolo intelligente e con delle ottime argomentazioni. I Bronzi non sono solo di Reggio Calabria, questo è un dato assodato, ma rappresentano l’arte e la cultura dell’intero Mediterraneo e appartengono al mondo intero: dunque, per quale motivo bisogna vederli solo a Roma (insieme a tutto il resto che, solo se rimani un mese, riesci a mala pena ad ammirare) o a Milano? A Reggio Calabria c’è il lungomare definito da D’Annunzio il chilometro più bello d’Italia e una pasticceria d’alta qualità…Facciamo due passi sul lungomare con un buon sorbetto al bergamotto, dopo aver visitato il Museo Nazionale della Magna Grecia!

    Commento di Francesca — 21 agosto 2014 @ 00:44 | Rispondi


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