il Caffè di Meliadò

4 settembre 2013

Museo nazionale, i commissari del Comune di Reggio chiamano i partiti a raccolta

Ha fatto discutere a lungo, a Reggio Calabria, il progetto per la sistemazione di piazza De Nava in relazione all’ingresso principmuseumplazaale del “nuovo” Museo nazionale della Magna Grecia bandito nel novembre 2010.

Come si ricorderà, all’inizio dell’anno successivo, rispetto ai nove studi (invitati e) partecipanti al bando, fu proclamato vincitore il progetto presentato da Nicola Di Battista, dell’Università di Cagliari (vedi rendering).

Sono state molte le remore di associazioni di lungo corso come gli Amici del Museo in relazione ai più che probabili rinvenimenti archeologici non appena si andasse a scavare dirimpetto a Palazzo Piacentini. Tantissimi i punti critici sollevati da Vincenzo Panuccio & C., in particolare circa l’edificazione dell’enorme Sala ipogea – 50 metri di lunghezza per 22 di larghezza per 10 di profondità, da ricavare nel sottosuolo del corso Garibaldi -, sia per gli scavi, sia per il vincolo archeologico che “comunque” li vieterebbe, sia per la necessaria (epperò d’imponderabile durata) chiusura totale della piazza e di un ampio tratto dell’arteria principale della città al fine d’effettuare i lavori.

In relazione a queste e a molte altre censure, il 27 luglio – dopo il forum di metà mese con 30 realtà associative reggine – l’associazione scrisse un’accorata lettera al Ministero per i Beni culturali invocando l’immediato stop all’appalto e l’apertura di un “tavolo” di confronto sulle modifiche e le integrazioni da apportare a Palazzo Piacentini.

Anche per questo motivo, in data 30 agosto la Commissione straordinaria alle redini di Palazzo San Giorgio ha inviato una missiva rivolta alle forze politiche della città.

Si traletteratta di una vera e propria convocazione di tutti i partiti per le 17 del 10 settembre, appunto nei locali del Museo archeologico: le varie forze politiche potranno partecipare con una delegazione composta da un massimo di due membri.

Il perno dell’intera vicenda è che l’opera pubblica in sé e a maggior ragione la “grana” del nuovo look di un istituto museale tra i più importanti dell’intero Mezzogiorno, posto in una location assolutamente strategica nel cuore pulsante della città, rischia di “esplodere” giusto durante l’anno e mezzo di reggenza della terna (dove peraltro già un commissario è stato avvicendato, mentre della promozione alla guida della segreteria della Polizia di Stato del coordinatore della Commissione straordinaria Vincenzo Panico già s’è detto e scritto abbondantemente).

Ecco allora il significato evidente di questo momento d’ “ascolto” e di concertazione: al Museo è ancòra esposto il progetto vincitore del bando (controvalore, 10 milioni e mezzo di euro) così come le «altre proposte progettuali». Sarà insomma possibile una disamina comparata dei vari progetti sul tappeto, con l’apporto tecnico dello stesso direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici Francesco Prosperetti, per «acquisire ogni utile elemento di conoscenza e valutazione» e per formulare «ogni utile osservazione».

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