il Caffè di Meliadò

20 luglio 2013

Il delirio xenofobo passa una volta ancòra dai social network

«Andatevene a fanazionalistitalianinculo, voi razzisti di merda e le minkiate colossali che dite. Mi vergogno d’appartenere alla vostra stessa nazionalità». Lei è bella, si chiama Stefania (cancellato il cognome) e, in uno status “pescato” da Facebook, appare accanto a un ragazzo di colore e si lascia andare a questo severo commento probabilmente in relazione ad altri contenuti “avvistati” sul social network.

Una “colpa” immediatamente ripagata con moneta sonante su una pagina Fb che sprizza il più becero razzismo da tutti i pori: “Nazionalisti italiani”.

«Lei è un esempio, viaggia per farsi fottere dagli africani», è l’elegante didascalia che si può leggere sotto la foto. Un commento che ha riscosso il gradimento di 368 persone all’una di stanotte e decine e decine di commenti xenofobi contrassegnati dalla più squallida asprezza verbale.

«Sta troiaccia di merda! – commenta “Marius Anonimo” -. Non  sei tu a vergognarti, ma noi italiani e l’Italia intera a vergognarsi d’avere una mancata negra tra noi». In molti (Gianluca Gennari, Alessandra Blanzieri, “Urkan Il Nero” e tanti altri) si lasciano andare a sobri commenti del tipo: «Puttana!» o «Ma chi è ‘sta cogliona?». Altri violentissimi commenti: «Donna-wc», chiosa Valerio Arroganza.

Molto gettonato il commento di Carlo Mattana: «Ma la vorrei sentire dopo che il negro l’avrà venduta per due cammelli al primo che passa! O le avrà staccato la testa perché ha abbracciato un vecchio amico!».

Xenofobia per xenofobia, Loris Cingolani si lascia andare a un’altra prova di strabiliante eleganza: «Sicuramente sarà ebrea». Mentre Torri Goffredo tenta lo sfottò a sfondo sessuale: «Aprite la mente dice!!!, lei apre le gambe ed è intelligentissima», scrive Torri Goffredo.

Non mancano i commenti che incitano apertamente alla violenza o ad atti autolesionistici, spesso anche da navigatrici del web: «Sparatiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!», scrive Stefania Ele Zanol. «Un colpo di pistola… amen troia di Arcore», è l’assurda istigazione di Morra Moreno Ducoli. Non è da meno, quanto a violenza verbale, Thomas Duca: «Non dovevate togliergli il cognome – recitano gli insulti in un italiano stentato -, devo fare un bel discorsetto a questa troia».  «Bei tempi quelli dei squadroni della morte!!!», fa eco quanto ad accenti nazifascisti e ad analfabetismo di ritorno Federico Calvarese. E poi molte altre frasi agghiaccianti, non ultima: «Tanto, morirà di Aids… spero presto» (Gian Paolo Mariani).

Sembra davvero ironico il post a evidenza privilegiata in cui il curatore della pagina chiede «a tutti i Camerati della pagina» di non prodursi in «commenti che istigano all’odio razziale, verranno immediatamente cancellati»… Conclusione fuori dal mondo: «Noi siamo nazionalisti, non razzisti».

Inutile dire che, benché questo post dell’admin risalga al 6 giugno scorso, nessuno dei circa 400 commenti spudoratamente razzisti è stato cancellato da chi ne aveva facoltà. E nella medesima pagina campeggiano tanti altri commenti di una violenza verbale allucinante contro i “negri” (mai “neri”).

Vediamo altre “pensate” pubbliche sul tema.

L’invito di Giuseppe Bonafede: «Per cambiare idea, basterebbe che uscisse dalla gabbia dorata e si facesse un giro di notte, da sola, in una qualsiasi città italiana, se ritorna vivCecile Kyenge, the new Italian minister for integrationa e sana a casa, forse non la penserebbe così». «Ne riparliamo dopo varie sevizie ed eventuali picconate», osserva John Moramarco. «Quando prendi le malattie non piangere», aggiunge a mo’ di monito Dario Signorile. E non manca chi s’ “appiglia” all’attualità: «Ma dice le stesse cose della figlia della Kyenge ihihihi», rileva Emanuela Parma; e a proposito del ministro all’Integrazione, ad avviso di Giuseppe Notaro «pure il ministro non vuol essere italiana: bene, prendetevi a braccetto e andate a fare in culo tutt’e due». «Ormai ci sono più africani in Italia che in Africa», abbozza invece l’indagine sociologica Ottorino Canato.

Ma col passare delle ore, su Fb scorrono soprattutto sempre più insulti, sempre più grevi: «Je piace la sarciccia de fegato… cagna», sono le parole sprezzanti di Biagio Tabacchini. Le donne, come già rilevato, non sono da meno: per Cristina Porcu, «meglio una mente chiusa (a suo dire) che le gambe aperte alle banane nere». Altre contumelie: «Ecco brava vai in Africa stai in Africa e fatti fottere dagli africani» e altro, scrive Lorens Bellotto, mentre in termini più generali si chiede Julia Dafne Pedrazzini: «Chissà come mai alle ragazzine italiane piace tanto il cazzo nero, da qualche tempo»…

Bene (…cioè, mica tanto!): è importante chiarire una cosa. La quasi totalità di questi vergognosi commenti ci ripugna sinceramente, sotto il profilo concettuale, linguistico e per la violenza verbale con cui li possiamo vedere espressi su un popolarissimo social network.

Ci scusiamo accoratamente coi lettori di questo blog che avessimo involontariamente offeso. Abbiamo però scelto di riportarne alcuni con lo stesso crudo linguaggio con cui sono stati proiettati sulla Rete, per proiettare uno spaccato – per molti versi disgustoso e incredibile – della società italiana. Che è (anche) questa.

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1 commento »

  1. Mi spiace essere stato inserito in questo contesto, chiaramente la mia affermazione vista cosi’ puo essere scambiata per una frase razzista, ma il mio intento e’ il seguente…. che tu sia uomo o donna e vai in giro per il mondo prima di usare l organo sessuale usa sempre la testa….. ricordati sempre che L’aids e considerata la nuova peste. Grazie

    Commento di dario — 2 ottobre 2015 @ 10:44 | Rispondi


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