il Caffè di Meliadò

17 maggio 2012

Intervista a Leonardo “Dodo” Boriani, direttore del Vostro.it / 2 – “Bossi indagato? Qualcosa avrà saputo, ma…”

(segue)

Direttore Boriani, parliamo di Lega Nord allora… Bossi e i figli colpiti da avviso di garanzia per presunta truffa, il lungo malessere del Carroccio: da antico conoscitore degli assetti leghisti, come

«La situazione negli ultimi mesi era caotica e si capiva che un problema c’era. Esisteva una tensione forte tra il “cerchio magico” di Rosy Mauro & C., che esisteva davvero!, e Roberto Maroni che voleva tentare di far uscire la Lega da quelle pastoie… Questo ha generato una serie di situazioni abbastanza imbarazzanti».

E Bossi? Anche da ex direttore della “Padania”, cosa pensi del “senatùr”?

«Mah, io lo difendo, tutto sommato. Anche se, a mio avviso, certo qualcosina sapeva…».

…Ma è stato “manipolato”, hai scritto sul “Vostro.it”.

«Mah, da qual che ho capito io è stato manipolato proprio da quel gruppo, il famigerato “cerchio magico”. Così come Francesco Belsito è stato mezzo lì perché funzionale a quel gruppo; in caso contrario avrebbero scelto, come dire?, qualcuno di maggior spessore… E tutto ciò ha creato profondo disagio e imbarazzo, nei quadri come nella base della Lega. Negli ultimi tempi alla direzione della “Padania” avevo i cassetti stracolmi di lettere e la posta elettronica intasata d’e-mail contro l’appoggio a Berlusconi e Tremonti, soprattutto per il famoso Patto di stabilità che alla base leghista non è mai andata giù. Dall’altra parte c’era un muro, una difesa a oltranza pazzesca che giungeva a negare che esistessero critiche così massicce di quel tipo. Una situazione al limite della schizofrenia…».

E adesso?

«Ora è esploso tutto: molto difficile, dunque, fornire giudizi oggi. Certo i magistrati faranno il loro percorso, io di certo non sono tra quanti gridano al “complotto” dello Stato contro la Lega, ecco: era chiaro che quella situazione lì prima o poi sarebbe deflagrata. Anche se qualcuno ha spinto sull’acceleratore… le inchieste sono andate avanti a ritmi stranamente incalzanti. Ma la situazione era quella che era».

Da giornalista, da calabrese e da giornalista calabrese voglio però chiederti un commento sul possibile trait-d-union tra la ‘ndrangheta e (!) la Lega Nord…

«Se debbo essere sincero, non ne ho la minima idea. Guarda, di questo non ho mai sentito neppure parlare. Certo, che qualcosa non tornasse era evidente, bastava guardare i figli di Bossi andare in giro con automobili che possono permettersi solo i grandi industriali…  Spezzo comunque una lancia a favore di un grande personaggio come Bossi: il leader e fondatore della Lega, non l’ultimo Umberto, però, stanco e che avvertiva nitidamente come la situazione. Io ho conosciuto un altro Bossi: ingenuo fino alla tenerezza, che non sapeva neppure “cosa fossero” i soldi, che ti diceva “andiamo a pranzo” ma poi non aveva neanche un euro in tasca… Molti molti dubbi io li ho ancora su quanto stanno costruendo circa la sua immagine, penso proprio che alla fine ne uscirà bene».

(2 – continua)

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